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VIDEO | Recovery Fund, Santoianni (Aic): “Il governo sostenga i coltivatori”

L'associazione conta 130mila iscritti: "Le piccole e medie imprese sono quelle che tutelano di più il territorio e l'ambiente"
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ROMA – Il governo sostenga il settore dell’agricoltura, un comparto dove i giovani stanno trovando lavoro e dove c’è chi prova a far rispettare la dignità del lavoro. Lo chiede Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione italiana coltivatori, che conta 130mila soci, una realtà in vita da 51 anni.

L’Aic, dice in una intervista all’agenzia Dire, ha “sempre seguito la linea di tutelare il territorio e far produrre prodotti di qualità da parte dei nostri associati, utilizzando meno fertilizzanti e meno anticrittogamici, non solo per produrre bene e sano ma anche per tutelare l’ambiente. Questa resterà sempre la nostra politica sindacale, ed e’ quella che abbiamo portato avanti negli anni. Ritengo che i frutti ci sono perché abbiamo delle giovani aziende aderenti che producono bio e prodotti di eccellenza che sul mercato trovano chi capisce la qualità e si approvvigiona”.

Ora ci sono gli aiuti del Recovery Fund. Cosa chiede l’Aic al governo? “Il governo dovrebbe guardare con più attenzione al mondo agricolo e in particolare alle piccole e medie imprese che sono quelle che tutelano di più il territorio e l’ambiente e allo stesso tempo sono aziende che seguono una certa linea” dal punto di vista dei diritti del lavoratore. “Chiediamo che i lavoratori siano regolari e non irregolari, in questo senso noi facciamo un duplice lavoro: assistiamo le nostre aziende e difendiamo chi lavora in queste aziende”.

Santoianni tiene molto a sottolineare la presenza dei giovani tra gli associati Aic. “I giovani stanno tornando- dice- abbiamo molte imprese agricole dove c’è stato un ricambio generazionale e questi giovani hanno meccanizzato di più le loro aziende proprio per dare uno sbocco professionale nel senso che ritornano dalla città e hanno ereditato queste aziende che hanno rilanciato e stanno dando risultati eccellenti”.

Insomma, conclude, “i giovani in agricoltura stanno ritornando perché è un settore che va e deve andare, perché è un pilastro dell’economia italiana e l’abbiamo dimostrato anche in questo periodo di pandemia in cui gli agricoltori si sono sforzati per produrre e far sì che non mancasse nulla. Di questo dobbiamo dare atto alle imprese agricole che hanno dimostrato di fare un lavoro eccellente”.

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