Passato il ‘taglio’ dei parlamentari, ora è lotta di tutti contro tutti

L'editoriale del direttore Nico Perrone
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Dopo il ‘taglio’ di 345 parlamentari votato ieri alla Camera a stragrande maggioranza, da oggi ogni politico pensa al domani, a quale strategia adottare per non essere fatto fuori alle prossime elezioni politiche. Se da una parte il ‘taglio’ ha ridotto la cosiddetta casta, dall’altro – gioco del destino- la decisione rende ancora più potenti le segreterie dei partiti, che avranno potere infinito nella scelta degli ormai pochi fortunati che potranno varcare i portoni di Camera e Senato. Al primo punto adesso c’è il confronto, nella maggioranza, sulla riforma della legge elettorale. Sarà proporzionale senza quota maggioritaria e con sbarramento al 5%? Siamo alle battute iniziali ma, stando a quello che circola nei Palazzi, questa sembra la scelta su cui si sta ragionando. Il Governo Conte, comunque, dopo il voto di ieri esce rafforzato anche se il cammino della manovra economica resta accidentato e sta creando tensioni nella maggioranza. Con Matteo Salvini, leader della Lega, che continua a martellare contro il Governo delle poltrone, forte oggi anche della notizia diffusa in Umbria su un finanziamento post terremoto arrivato alle aziende del candidato scelto dal M5S e Pd per la presidenza della Regione. Da parte del centrosinistra si giudica questa notizia solo ‘fango’ da campagna elettorale. Il 27 ottobre gli umbri voteranno e lì ci sarà un test importante per valutare quanto e come regge l’asse tra Dem e Movimento, se l’avanzata di Salvini verrà o meno arrestata. Da quel voto, infatti, dipenderà la possibilità di stringere altre alleanze tra Pd e M5S in Campania, Calabria ed Emilia-Romagna. Intanto le cronache giornalistiche parlano anche di cene e incontri per mettere a punto strategie contro questo o quell’avversario, sia Renzi che il premier Conte. C’e’ stata una cena tra il segretario Dem, Nicola Zingaretti, e il capo politico del M5S, Luigi Di Maio. Michele Anzaldi, deputato Ital Vivo, ha subito chiesto di smentire la notizia di un patto per arginare Matteo Renzi; altri parlano di manovre renziane per far cadere Conte subito dopo la manovra. Un quadro non troppo bello da vedere, che fa gongolare Capitan Salvini.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 9 OTTOBRE 2019

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9 Ottobre 2019
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