Clima, gli attivisti di Extinction rebellion in sciopero della fame

Una settimana di ribellione internazionale, dal 7 al 13 ottobre, per chiedere che "i governi nazionali riconoscano la gravità della crisi climatica ecologica"
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ROMA – Una settimana di ribellione internazionale, dal 7 al 13 ottobre, per chiedere “la verità sulla situazione” e che “i governi nazionali riconoscano la gravità della crisi climatica ecologica, dichiarando uno stato di emergenza”. La lancia Extinction rebellion Italia, ‘gamba italiana’ di un movimento internazionale che ha già compiuto numerose azioni e manifestazioni, in particolare in Gran Bretagna.

Extinction rebellion chiede anche “un’azione immediata” perche “si fermi la distruzione degli ecosistemi della biodiversità, e si portino allo zero netto le emissione di gas serra entro il 2025“.

Un movimento che va “oltre la politica”, perché “sia costituita un’assemblea di cittadine e cittadini che guidi il processo di conversione ecologica e le misure da attuare per la giustizia climatica ed ecologica”.

Le ragazze e i ragazzi di ER sono ‘accampati” davanti Montecitorio dove stanno svolgendo uno sciopero della fame. “Ci ribelliamo ha una cultura di indifferenza e rassegnazione- spiegano- Ci ribelliamo all’idea di dover demandare sempre alle istituzioni le scelte più importanti che riguardano le nostre vite, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni quotidiane dei nostri stili di vita”. Ciò detto, “chiediamo a gran voce che il diritto di tutti a vivere e crescere in un mondo sostenibile venga rispettato- proseguono gli attivisti di Extinction rebellion- Un mondo in cui l’attenzione verso la Terra e verso gli altri sia cultura dominante”. 

Il cambiamento climatico ” è già in atto e porta con sé problematiche che si acquisiranno negli anni a venire- ricorda Extinction rebellion- L’innalzamento del livello dei mari, la perdita di biodiversità Marina e terrestre e l’acidificazione degli oceani sono solo alcuni esempi. Incendi devastanti, carestie siccità porteranno l’esaurimento di cibo e acqua potabile, con conseguenti migrazioni di massa”. le attività umane “hanno causato un aumento di temperatura del pianeta di circa 1,1 gradi dalla fine del XIX secolo. La maggior parte di questo riscaldamento– sottolineano- è avvenuta negli ultimi 35 anni con una rapidità senza precedenti“.

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