Morto Filippo Penati, l’ex sindaco di Sesto. Sala: “Meritava di più”

Pier Luigi Bersani: "Filippo Penati ha sofferto molto, e non solo per la malattia. Lo ricordo con affetto e stima"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

MILANO – È morto a 67 anni Filippo Penati. Dirigente del Partito democratico, ex presidente della Provincia di Milano e sindaco di Sesto San Giovanni per due mandati, nel 2011 fu travolto dall’inchiesta sul cosiddetto ‘Sistema Sesto’, da cui uscì in parte assolto, in parte prescritto. Si è spento per malattia. 

“Credo che anche in tanti in un momento di difficoltà abbiano fatto mancare il loro affetto a Filippo. Ecco, io no, e non lo dico per farmene vanto, ma perché voglio ricordarlo come una persona che ho visto fino a pochi giorni fa, che ho accompagnato nelle sue difficoltà e che probabilmente meritava un po’ di più per il grande impegno che ha avuto“. Così il sindaco di Milano Beppe Sala parla dell'”amico Penati” più che “dare giudizi dal punto di vista istituzionale e politico”.

Il sindaco di Milano si esprime così a margine dell’inaugurazione di Bookcity al Teatro Parenti di Milano, ricordando l’ex presidente della Provincia e storico dirigente del centrosinistra milanese e lombardo, scomparso all’alba dopo una lunga malattia. “Poi, come per tutti noi e le nostre vite, si possono fare tanti distinguo- ammette- però certamente è stato una persona con una caratura umana veramente particolare“. In mattinata Sala aveva scritto su Twitter: “Per me è stato solo un amico a cui ho voluto bene e che ho accompagnato nell’ultima, dolorosa, fase della sua non banale vita”.

“Filippo Penati ha sofferto molto, e non solo per la malattia. Ha sofferto con grandissima dignità. Lo ricordo con affetto e stima. Lo ricordo come una persona seria e leale. Lo ricordo come un protagonista della sinistra di governo, fermo sui valori dell’uguaglianza e impegnato ad accompagnare quei valori con la concretezza dell’azione di governo. Oggi è una giornata davvero triste”. Lo ha scritto su Facebook Pier Luigi Bersani.

PD MILANO: DIEDE TANTO RICEVENDO IN CAMBIO AMAREZZA

Con Filippo Penati “se ne va un grande protagonista della politica milanese, e non solo. Un uomo che col suo piglio e la sua passione ha avvicinato tante persone all’impegno civico e politico. Forte e combattivo, ha lottato fino all’ultimo contro la sua malattia. Era la sua ultima sfida, e avrebbe voluto vincerla, come lui stesso dichiarò, anche per poter concludere l’altra sua battaglia, e vedere riconosciuta la sua piena innocenza”. È il ricordo del segretario milanese del Pd Silvia Roggiani di Filippo Penati.

“Con la sua scomparsa, leggiamo con ancora più tristezza le vicende del tormentato iter giudiziario che lo avevano portato in esilio dal suo partito”, prosegue Roggiani. Un partito “tra le cui fila però era poi voluto tornare a un certo punto, dimostrando grande attaccamento alla Politica, quella con la P maiuscola, alla quale ha dato tantissimo- sottolinea il segretario meneghino- ricevendo in cambio troppo spesso amarezza e dolore”. 

Un uomo, Filippo Penati, che come dichiara il capogruppo dem a Palazzo Pirelli Fabio Pizzul, “ha lasciato un segno importante nella politica lombarda e ha offerto alla Lombardia la proposta di una sinistra riformista in dialogo con l’area più dinamica del Paese”. A detta di Pizzul, è stato un politico che “ha servito le istituzioni”, ma “la sua voglia di innovare non sempre è stata apprezzata e capita“. Un uomo che “non si è mai tirato indietro di fronte alle sfide- aggiunge- in politica, nel sociale e nello sport”. Pizzullo ricorda anche “per il coraggio che ha dimostrato, la passione che lo ha accompagnato e la voglia di cambiare le cose”, ma soprattutto per “la grande dignità con cui ha affrontato le tante prove impegnative che gli si sono presentate, da ultima la malattia che lo ha consumato, che rende ancora più doloroso il commiato e grande la gratitudine che gli dobbiamo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»