Quici (Cimo): “Occorre colmare distanza ospedali-territori”

[video width="1280" height="720" mp4="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2018/10/sumai-quici.mp4" poster="http://www.dire.it/wp-content/uploads/2018/10/sumai-quici.jpg"][/video] SAINT VINCENT (AO) - Rivisitare i rapporti tra ospedali e specialisti ambulatoriali, pediatri e medici di
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SAINT VINCENT (AO) – Rivisitare i rapporti tra ospedali e specialisti ambulatoriali, pediatri e medici di famiglia ma anche tracciare linee comuni per i contratti di medici convenzionati e dipendenti. Ne ha parlato il presidente Cimo, Guido Quici, in occasione della tavola rotonda dedicata alla ‘Specialistica di Comunita’, che anticipa il 51esimo Congresso Nazionale Sumai, dal 9 al 12 ottobre a Saint Vincent.

“Occorrono modelli rivisitati- ha spiegato Quici- che permettano un rapporto ospedale-territorio continuo, la distanza che c’è oggi deve essere assolutamente colmata a partire da un punto di vista professionale ma anche sindacale. Dal nostro punto di vista esiste il medico di un’azienda che può essere dipendente o convenzionato ma tutte e due hanno lo stesso obiettivo: la diagnosi, cura e riabilitazione del paziente. Un altro aspetto e’ rivedere la governance sindacale. Noi abbiamo fatto una proposta di fare il contratto con le regioni sotto l’egida del Ministero della Salute”.

“Se- ha aggiunto- tutte e due le anime, quella della dipendenza e quella della convenzione, fossero sotto lo stesso tetto con due contratti diversi fra di loro ma che si raccordano in alcuni aspetti normativi, questo potrebbe avvicinare molto di più i medici convenzionati con quelli dipendenti. Entrambi hanno un unico obiettivo: garantire diritto alla cura dei cittadini soprattutto in questa fase dove c’è una grave carenza di risorse”.

Segui lo speciale sul congresso Sumai

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