Parlamentari Pd liguri chiedono che il Comune di Genova pesi sulle scelte del porto

GENOVA - “Anche il Comune di Genova abbia
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GENOVA – “Anche il Comune di Genova abbia un peso sulla scelta del nuovo presidente dell’Autorità portuale genovese”. Arriva da Roma e, nello specifico dalla pattuglia di parlamentari liguri del Partito democratico, la richiesta avanzata al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio affinché ci sia un maggior coinvolgimento del sindaco Marco Doria – o comunque della sua amministrazione – sulla definizione degli scenari futuri di Palazzo San Giorgio. Per il momento, infatti, la partita sembra riguardare soltanto il governo e la nuova giunta regionale, con il governatore Giovanni Toti che nelle scorse settimane ha candidato senza troppe cerimonie il coordinatore ligure di Forza Italia Sandro Biasotti o comunque una figura che, ha detto più volte il consigliere politico di Silvio Berlusconi, “abbia la nostra stessa visione delle cose”.

Insomma: visto che a maggio il centrodestra ha vinto le elezioni il successore di Luigi Merlo – che fu nominato da Claudio Burlando quasi dieci anni fa – dev’essere in linea con la nuova maggioranza in Regione. Anzi, Toti, più di una volta, ha detto chiaro e tondo che se il ministro Delrio volesse puntare su un tecnico per l’autorità portuale genovese, la stessa cosa dovrebbe accadere anche per tutte le altre autorità in scadenza. Così, di fronte a questo protagonismo spinto della giunta Toti decisa ad avere l’ultima parola sul nome del dopo-Merlo, il centrosinistra ha deciso di giovarsi la carta Doria. “In fondo- dicono i parlamentari liguri del Pd- si tratta dell’autorità portuale di Genova e il sindaco deve essere coinvolto nella scelta, visto che siede in Comitato portuale”. Il primo cittadino genovese però, al momento, non ha ancora battuto un colpo sul tema, come se preferisse tenersi lontano da questo braccio di ferro tra governo e Regione.

Delrio intanto sembra aver guadagnato ancora un po’ di tempo con Merlo, che potrebbe restare a Palazzo San Giorgio almeno fino a novembre, se non addirittura fino a poco prima di Natale. Ma se la scelta del successore dell’attuale presidente dovesse arrivare da un compromesso tra governo, Comune e Regione per Toti sarebbe molto più difficile portare a Palazzo San Giorgio un uomo o una donna “smaccatamente” di centrodestra.

di Diego Curcio – giornalista

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