Berlusconi: “Pago Confindustria e non mi votano, coglioni”

Alla riunione dei parlamentari azzurri, l'ex Cavaliere si lascia andare ad uno sfogo contro Confindustria. E avverte: "Rischio peggiore del '94, ora i partiti comunisti sono due"
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ROMA – “Prima delle elezioni siamo andati a parlare con Confindustria a cui le mie aziende pagano 400 mila euro all’anno. Gli abbiamo spiegato la nostra concezione dell’impegno politico e di quello che volevamo fare, dicendogli anche che avevamo bisogno di soldi. I soldi, alla fine, li ho messi io e i miei figli, li hanno messi Ennio Doris e i suoi figli, perché la politica costa. Il giorno dopo il presidente di Confindustria dice ‘non appoggeremo nessuno esplicitamente’. E io ho detto: ‘ma allora sei un coglione…'”. E’ lo sfogo di Silvio Berlusconi contro Confindustria, secondo quanto racconta all’agenzia Dire uno dei presenti alla riunione dei parlamentari azzurri con l’ex Cavaliere.

 

“SALVINI E MELONI ANDREBBERO MESSI ALLA PORTA”

“Se non ci fosse di mezzo il nostro futuro e il nostro benessere, Salvini e Meloni andrebbero messi fuori dalla porta. Si sono comportati male. Addirittura Salvini ha fatto errori gravissimi. In 330 comizi non ha mai citato il centrodestra e anche da Mattarella ha fatto finta di niente e poi ha offerto Chigi a Di Maio”. Lo dice Berlusconi incontrando gli eletti di Fi.

“COMUNISTI AL POTERE, RISCHIO PEGGIORE DEL ’94”

“L’Italia corre un rischio peggiore del ’94. Ora ci sono due partiti comunisti. I 5 stelle chiamano il Pd ‘comunisti da salotto‘, il Pd li chiama ‘comunisti da strada“. Anche questo è un altro passaggio del discorso di Berlusconio agli eletti di Forza Italia.

“SERVE TAVOLO COMUNE CENTRODESTRA IN PARLAMENTO”

“Abbiamo proposto un tavolo comune di centrodestra sia alla Camera sia al senato. Noi siamo sempre stati attenti a non rompere il centrodestra”, dice ancora Berlusconi.

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9 Settembre 2019
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