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Sui colli riminesi chiocciole crescono ascoltando Mozart e Beethoven

Il titolare dell'azienda Demetra: "Si rilassano e la nona fa scappare topi e serpenti"

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RIMINI – “Le chiocciole? Sono melomani”. Parola di Daniele Bartocci, 35enne romano da più di 10 anni trapiantato in Romagna che, sulle prime colline riminesi, ha fondato un anno fa l’azienda Demetra, uno dei più grandi allevamenti di elicicoltura dell’Emilia-Romagna, con un ettaro di terreno interamente dedicato a piccoli ospiti chiocciuti. “Le facciamo crescere con le sinfonie di Mozart e Beethoven“, ribadisce la loro passione per la musica classica. Con effetti “molto positivi” sia per quanto riguarda la produzione di bava a fini cosmetici sia per quanto concerne l’utilizzo della carne delle lumache in campo culinario. Demetra, oltre a essere gestito con la tecnica siciliana “Madonita”, l’elicicoltura a ciclo naturale e biologica, è interamente “no-stress” e “cruelty-free”: la lumaca viene alimentata con ortaggi biologici coltivati nel suo habitat senza l’utilizzo di agenti chimici né pesticidi. Mentre uno speciale sistema di irrigazione in grado garantisce una riproduzione perfetta della rugiada naturale. E con la musicoterapia ecco anche gli effetti benefici sullo stato emotivo degli animali. La musica, nonostante l’udito delle chiocciole funzioni in maniera differente con un range delle frequenze percepite molto più ampio rispetto all’uomo, produce la medesima azione sul sistema nervoso. In particolare, prosegue Bartocci, la più riconosciuta frequenza “terapeutica”, quella di 432 Hertz, “tanto cara” a Mozart, Verdi così come ai Pink Floyd, sembra fare “molto bene” anche alle lumache. E con essa tutte le frequenze multiple di otto Hertz. Alcuni studi dimostrano, aggiunge, che “siano in grado di favorire un equilibrio armonico tra uomo, animali e natura”.

L’allevamento si trova in un terreno distante dal centro abitato ed è così possibile irradiare musica a determinati decibel e a determinati hertz anche durante le ore notturne. Espediente che consente anche di tenere lontani i predatori naturali delle chiocciole, come topi e serpenti che, “di fronte a una Nona sinfonia di Beethoven, preferiscono girare al largo”. Le chiocciole non sono sole tra gli animali melomani, dalle galline ovaiole ai polli, dalle mucche ai bovini. E il progetto della bio-musica in elicicoltura non è una novità assoluta nel settore. Il primo è stato nel 2016, in un allevamento di Morengo, centro della Bassa bergamasca, il biologo Nunzio Romano secondo il quale “la musica è un linguaggio universale che prima di parlare all’intelletto parla all’inconscio di tutti gli esseri viventi le lumache sono esseri che hanno bisogno di certe condizioni per poter crescere e riprodursi e, soprattutto, hanno bisogno di tranquillità e armonia”. D’altronde, secondo l’istituto internazionale di elicicoltura di Cuneo, ente di riferimento europeo per l’allevamento delle lumache, la correlazione tra musica classica, animali e piante è un fatto assodato con evidenze scientifiche e risultati oggettivi.

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2022-08-09T12:24:49+02:00