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Migranti, scontro Salvini-Lamorgese: “Controlli gli sbarchi”, “Ci dica lui cosa fare”

luciana lamorgese matteo salvini
Il leader della Lega attacca la ministra dell'Interno per la gestione degli arrivi dal Mediterraneo. La replica: "Non ha ben chiare le difficoltà che viviamo"
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ROMA – Nuovo scontro nel Governo sul tema migranti. Il leader della Lega Matteo Salvini ha attaccato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese sulla gestione degli sbarchi: “Invece di vaneggiare di ius soli, visto che con la legge vigente siamo il Paese europeo che negli ultimi anni ha concesso più cittadinanze in assoluto, il ministro dell’Interno dovrebbe controllare chi entra illegalmente in Italia. Ci sono decine di migliaia di sbarchi organizzati dagli scafisti, senza che il Viminale muova un dito“.

Parole a cui Lamorgese ha replicato nel corso di un’intervista a La Stampa: “Il problema dell’immigrazione è problema complesso che richiede interventi a livello europeo. Occorre molta determinazione e senso di responsabilità nell’affrontare certe situazioni”, è la premessa della ministra, secondo cui è sbagliato parlare di invasione anche se negli ultimi mesi gli arrivi sono aumentati e i numeri parlano di oltre 30mila sbarchi tra luglio e agosto.

Ma poi la ministra dell’Interno ha affondato il colpo: “Salvini evidentemente non ha ben chiare le difficoltà che stiamo vivendo quotidianamente, ma se ci sono iniziative che non abbiamo adottato e lui ci può suggerire per bloccare gli arrivi via mare io le raccolgo volentieri”. Dichiarazioni che pesano ancora di più se si pensa che Lamorgese ha preso il posto proprio di Salvini al Viminale nell’estate 2019.

E anche il tema dei controlli sul green pass da parte di bar e ristoranti è tema di polemica. “Lamorgese annuncia ‘controlli a campione’ nei bar e nei ristoranti. Quanto dobbiamo aspettare per ‘controlli a campione’ anche nei porti e ai confini?”, si chiede Salvini. Ma la ministra, pur ammettendo che “ci sono situazioni delicate”, ribadisce la sua linea: “Per combattere l’immigrazione non servono blocchi navali, quelli sono atti di guerra. Stiamo seguendo la linea dei corridoi umanitari”.

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