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La Asl di Brindisi arruola Al Bano: “Prima o poi il covid adda murì. Vacciniamoci”

Per il cantante di Cellino San Marco "il vaccino è la salvezza dell'umanità e l'unica controindicazione è non farlo"
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BARi – Panama bianco immancabilmente indossato, camicia in lino verde aperta sul davanti e t – shirt scura. Così, Al Bano Carrisi si presenta nel video voluto dalla Asl di Brindisi per far capire quanto sia importante vaccinarsi contro il covid. “Sono nato nel 1943, mi sto avvicinando agli 80 anni – esordisce – e mi sono vaccinato. Prima mi sono informato e ho capito che l’unica controindicazione era non vaccinarsi perché il vaccino è la salvezza dell’umanità”. Il cantante di Cellino San Marco è stato coinvolto dal dipartimento di Prevenzione della Asl brindisina per dare un ulteriore sprint alla campagna di immunizzazione.

“Ho scoperto che i miei coetanei, il 5%, è restio a vaccinarsi ed è un grave errore – dichiara – addirittura un 18% dei 50-59enni è in ritardo col vaccino, il 10% dei 60-69enni e il 6% dei 70-79enni non è ancora vaccinato. Perché questo ritardo? Non amate la vita”. Per l’artista bisogna fare “in fretta a vaccinarsi perché la vita va vissuta e non dobbiamo essere schiavizzati dal covid come in parte sta già facendo”. “L’uomo ha sempre vinto sulle carestie, le guerra e vincerà anche contro il coronavirus e ne vedremo la morte col vaccino. Col vaccino si va lontano e torneremo a stringerci la mano”. “Prima o poi il covid adda murì, come si dice a Napoli. Vacciniamoci”, ribadisce. Nel video il cantante è con il direttore del dipartimento di prevenzione Stefani Termite. “La vaccinazione sta procedendo velocemente – spiega il direttore – con percentuali elevate: siamo oltre il 75% della popolazione in provincia di Brindisi coperta con la prima dose e al 63% con il ciclo completo. Abbiamo raggiunto un obiettivo importantissimo. C’è ancora molto da fare, però: dobbiamo vaccinare chi esita, in particolare il 18% dei 50-59enni che non lo ha ancora fatto. Li esortiamo a vaccinarsi quanto prima poiché con la variante Delta anche i cinquantenni rischiano molto”.

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