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Dal 10 agosto in Veneto tamponi a pagamento per viaggi e svago

luca zaia
Il governatore Luca Zaia invoca il buon senso sul green pass e invita a prenotarsi per le vaccinazioni: "Abbiamo le agende aperte e un milione di dosi"
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VENEZIA – Da domani in Veneto cambiano le regole sui tamponi, che diventeranno a pagamento per i viaggi e per lo svolgimento di attività ricreative. Pagherà, ad esempio, chi si testa al Covid “perchè deve andare a mangiare la pizza”, come mette in chiaro il governatore Luca Zaia. Entra infatti in vigore a mezzanotte il nuovo piano di sanità pubblica che modifica le norme sui tamponi, alla luce anche delle nuove norme nazionale. Le tariffe sono quelle indicate a livello nazionale, rispettivamente otto euro (12-17 anni), 15 euro (over 18) e 22 euro (per i non assistiti). Restano gratis i tamponi effettuati per motivi sanitari, nei casi sospetti, per il tracciamento di contatti, accessi in ospedale. Non saranno a pagamento nemmeno i test effettuati per per gli screening tra gli operatori socio-sanitari e quelli per accedere alle case di riposo. Tampone gratis anche per chi ha un esonero da vaccinazione certificata.

Invece, “per mantenere la sostenibilità del funzionamento della macchina”, come sottolinea il direttore della sanità pubblica in Regione Michele Mongillo, diventano a pagamento i tamponi effettuati per i viaggi all’estero e i rientri, per motivi personali (green pass), gli spostamenti di lavoro e la frequenza di attività ricreative. I numeri non sono da poco. Zaia, durante la conferenza stampa di oggi, cita i 400.000 tedeschi che rientreranno dai luoghi di vacanza sulle coste venete, visto che la Germania chiede il tampone negativo all’ingresso. Zaia calcola che circa il 50% “dovrà fare i tamponi qui“.

“IL GREEN PASS NON DIVENTI UNA GUERRA DI RELIGIONE, CI VUOLE BUON SENSO”

Il green pass “non deve diventare una guerra di religione, ci vuole buon senso parte di tutti“. L’appello è di Luca Zaia, che chiede questo tipo di atteggiamento anche da parte di chi deve fare i controlli. “Non può diventare una caccia estrema, perchè abbiamo anche tanti casi di vaccinati che non riescono ad avere il green pass”, sottolinea il presidente del Veneto durante la conferenza stampa di questa mattina.
Inoltre, “non possiamo scaricare tutto sui gestori, che sono lì per fare bistecche e pesce alla griglia, non i poliziotti. Di questo il legislatore deve tener conto”.

“ABBIAMO LE DOSI, CON LE AGENDE PIENE TENIAMO I CENTRI APERTI ANCHE A FERRAGOSTO”

In Veneto ci si può vaccinare “subito”, anche il giorno di Ferragosto, sottolinea Zaia: “Agosto sarà interessato da almeno un milione di vaccini disponibili, per chi vuole prenotarsi ci sono le agende vaccinali aperte. Non attendete settembre, perchè poi ci sarà il caos”. Insomma al momento “c’è una disponibilità immediata” che chi vuole può sfruttare per farsi vaccinare con Pfizer e Moderna (invece i sieri AstraZeneca “non ce li facciamo più consegnare”, fa sapere il governatore). E “se abbiamo iscrizioni a sufficienza terremo aperti i centri vaccinali anche a Ferragosto”, assicura Zaia.

Questa settimana a disposizione della regione ci sono 160.000 dosi Pfizer, che la prossima saliranno però a 270.000 e 285.000 la settimana ancora successiva. Anche le dosi Moderna saliranno dalle 45.000 di oggi fino alle 90.000 di fine mese. Sul fronte delle somministrazioni sono state 5,8 milioni fin qui in regione. Il 65% dei veneti ha ricevuto almeno una dose, il 72% dei vaccinabili. Per quanto riguarda i cicli completi, riguardano il 56,7% del totale della popolazione e il 63% degli over 12.

“NEGLI OSPEDALI I RICOVERI IN AREA CRITICA SONO AL 2% GRAZIE AI VACCINATI”

In Veneto ieri ha fatto segnare 425 nuovi positivi al Covid, su circa 13.000 tamponi effettuati la domenica. Sono in tutto 13.779 positivi in isolamento, mentre sostanzialmente stabili sono i ricoveri in ospedale: sono 206 (-2) in tutto il Veneto, di cui 24 in terapia intensiva (+1), “quasi tutti non vaccinati”, come sottolinea il presidente Luca Zaia aggiornando il bollettino Covid in conferenza stampa. I nuovi decessi sono due.

Questa ondata ad oggi, a dispetto di quello che sostenevano alcuni esperti, non ha replicato la storia inglese. Non abbiamo l’assalto agli ospedali”, osserva Zaia. Il virus “c’è ma oggi possiamo dire che la proposta di togliere l’Rt e rivedere alcuni parametri ci ha dato ragione. Con i vecchi parametri saremmo in zona arancione, eppure siamo al 2% dei ricoveri in area critica e non critica”. E questo, sottolinea ancora il governatore, “lo si deve ai cittadini che si sono vaccinati”.

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