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Nigeria, torna a casa dopo sette anni una delle studentesse rapite a Chibok

La giovane ha avuto due figli dal miliziano di Boko Haram che ha sposato durante gli anni della prigionia
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ROMA – Dopo sette anni, è tornata a casa Ruth Ngladar Pogu, una delle studentesse sequestrate dal gruppo armato Boko Haram sette anni fa in una scuola di Chibok, nel nord-est della Nigeria. Secondo le fonti di stampa locale, la giovane è stata ritrovata nel corso di un’operazione dei militari a fine luglio e solo ora le autorità hanno deciso di rendere nota la notizia.

La giovane era con il marito, un combattente del gruppo che la giovane ha raccontato di aver sposato in seguito al sequestro, e da cui ha avuto due bambini. Le autorità hanno poi provveduto a riportarla dalla sua famiglia insieme ai figli.

IL RAPIMENTO DI CHIBOK

Il 14 aprile del 2014 oltre duecento ragazze tra i 12 e i 17 anni vennero rapite da Boko Haram, una milizia islamista molto attiva nello stato nord-orientale di Borno. Attraverso i sequestri, il movimento armato finanzia le proprie attività oppure arruola giovani uomini o donne per combattere o sfruttare lavorativamente e sessualmente.

Ad oggi, ancora un centinaio delle studentesse di Chibok risultano disperse, nonostante per loro si sia creato un ampio movimento internazionale accompagnato dall’hashtag #Bringbackourgirls, “riportate a casa le nostre ragazze”, sostenuto anche dall’allora first lady americana Michelle Obama.


Nonostante le promesse delle autorità, però, Boko Haram continua a minacciare le popolazioni locali e la pratica dei sequestri prosegue: ad aprile ad esempio, un gruppo di studenti universitari è stato sequestrato nel campus universitario nello stato di Kaduna, mentre a giugno è toccato a un centinaio di donne essere sequestrato nello stato di Zamfara. Entrambi gli stati si trovano nel nord del Paese. È di ieri invece la notizia del sequestro di due persone, una delle quali di nazionalità svizzera, questa volta nel sud-ovest del Paese, una regione dove i rapimenti sono meno frequenti rispetto al nord.


Nonostante le promesse delle autorità, però, Boko Haram continua a minacciare le popolazioni locali e la pratica dei sequestri prosegue: ad aprile ad esempio, un gruppo di studenti universitari è stato sequestrato nel campus universitario nello stato di Kaduna, mentre a giugno è toccato a un centinaio di donne essere sequestrato nello stato di Zamfara. Entrambi gli stati si trovano nel nord del Paese. È di ieri invece la notizia del sequestro di due persone, una delle quali di nazionalità svizzera, questa volta nel sud-ovest del Paese, una regione dove i


Nonostante le promesse delle autorità, però, Boko Haram continua a minacciare le popolazioni locali e la pratica dei sequestri prosegue: ad aprile ad esempio, un gruppo di studenti universitari è stato sequestrato nel campus universitario nello stato di Kaduna, mentre a giugno è toccato a un centinaio di donne essere sequestrato nello stato di Zamfara. Entrambi gli stati si trovano nel nord del Paese. È di ieri invece la notizia del sequestro di due persone, una delle quali di nazionalità svizzera, questa volta nel sud-ovest del Paese, una regione dove i rapimenti sono meno frequenti rispetto al nord.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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