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Caso Cuneo, la mamma: “La piccola 15 giorni in camper con sconosciuti”

SPECIALE MAMME CORAGGIO | Fonti alla Dire: "Sembra in discussione la perizia di Pas, si va verso nuova consulenza?"

Pubblicato:09-08-2020 09:20
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 19:44
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ROMA – “L’assistente sociale, nonostante io abbia negato il nulla osta per il soggiorno estivo in camper con la famiglia affidataria di Maria, mia figlia più piccola di 6 anni, e quello marino e montano di Giacomo, il penultimo di 11, ha deciso che andranno lo stesso. Giacomo, che è in casa famiglia, ha persino espresso la volontà di non andare in montagna, ma niente. Non so nulla di questa famiglia con cui andrà la mia piccolina: chi sono, che etica hanno, di che fede religiosa sono, di che cultura politica, niente di niente e sono la mamma, ho la responsabilità genitoriale intatta e non potrò sentire mia figlia al telefono per due settimane. Saranno gli educatori a sentire la famiglia affidataria”. A raccontare all’agenzia Dire l’ultimo atto di questa storia giudiziaria che ha fatto il giro del web, è Alma, la mamma di Cuneo.

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I suoi figli, per decreto del Tribunale di Cuneo, sono stati divisi e trasferiti in casa famiglia dopo aver denunciato per abusi il padre e non esser stati “mai ascoltati né creduti”.


Da fonti riservate della Dire, inoltre, si apprende che “il Tribunale minorile, dopo aver respinto la ricusazione verso alcuni giudici che hanno sottoscritto il provvedimento che ha diviso i quattro fratellini, avrebbe comunque messo in discussione la perizia che aveva ravvisato la famosa ‘sindrome di alienazione parentale’ e sembrerebbe aver disposto una nuova consulenza”.

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