ROMA – WeLight, azienda leader nel continente africano per le rinnovabili, ha annunciato un investimento da 650 milioni di dollari per installare mini-reti solari in diversi Paesi tra cui Nigeria e Repubblica democratica del Congo, tra i primi Paesi dell’Africa per popolazione ma anche per carenza di infrastrutture per l’energia elettrica. Un divario che li colloca in cima della classifica globale.
Il progetto punta a raggiungere un milione di allacciamenti entro il 2030, data indicata anche dalla Banca mondiale e dalla Banca africana di sviluppo in ‘Mission 300’, il piano per arrivare a fornire energia elettrica a 300 milioni di persone.
Come ricordano le testate specializzate, negli undici Paesi della regione del Sahel ben 450 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità, di cui 170 milioni tra Nigeria e Congo. Per questo 450 milioni di dollari – pari a circa 390 milioni di euro – verranno investiti per costruire mini-grid a energia solare in questi due Stati, mentre i restanti 200 milioni di dollari saranno destinati a Madagascar e Mali, dove WeLight è stata fondata. E’ allo studio l’inserimento di un quinto Paese.
L’amministratore delegato di WeLight, Romain de Villeneuve, ha assicurato che l’azienda “è pronta ai prossimi passi” e punta a “un milione di connessioni entro il 2030. Mi piacerebbe arrivare anche un po’ prima“. Il progetto si avvale principalmente dei finanziamenti pubblici ottenuti tramite Mission 300 e ma sta attirando anche investimenti privati, in quanto implica una moltitudine di opportunità in termini di creazione di posti di lavoro e sviluppo.
Le mini-grid solari infatti – che prevedono l’installazione di pannelli solari, sistemi di accumulo a batteria e reti di distribuzione – non solo potenziano l’accesso all’energia nelle aree urbane ma facilitano il raggiungimento delle zone rurali e remote, allargando la rete di distribuzione a case, scuole, ospedali e uffici, e stimolando al tempo stesso la creazione di imprese e centri produttivi e infrastrutturali, come gli impianti per il pompaggio e la distribuzione dell’acqua, innescando un circolo virtuoso particolarmente importante per questi paesi. Nell’indice globale sullo sviluppo umano, entrambi i Paesi si collocano nella parte bassa della classifica, con la Nigeria al 164esimo posto su 193, mentre il Congo è addirittura al 171esimo.
La scarsa disponibilità di infrastrutture energetiche è alla base dell’assenza di servizi e di un’economia diversificata, che garantisca accesso al cibo, alla salute e all’istruzione.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

