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‘Fly Me to the Moon’, l’anteprima all’Asi. Astro Guidoni: “Anche gli astronauti sono romantici sotto la Luna”

L'11 luglio al cinema: una commedia romantica con un cast stellare, a partire da Scarlett Johansson, e la regia di Greg Berlanti

Pubblicato:09-07-2024 17:38
Ultimo aggiornamento:09-07-2024 17:45

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ROMA – “Fly me to the moon, let me play among the stars, let me see what spring is like on a Jupiter and Mars”.

Parole che fanno venire voglia di ballare sotto le stelle, cantante dall’immortale Frank Sinatra nel brano ‘Fly me to the moon’, registrato nel 1964. Un titolo che ha preso in prestito il cinema per una commedia romantica con un cast stellare a partire da Scarlett Johansson (qui anche produttrice), Channing Tatum e Woody Harrelson e che riporta gli spettatori nel passato, precisamente nel 1969, anno dello storico allunaggio Nasa dell’Apollo 11.

L’11 luglio al cinema con Eagle Pictures esce ‘Fly Me to the Moon – Le due facce della Luna’, tratto dalla storia di Keenan Flynn & Bill Kirstein con la regia di Greg Berlanti e la sceneggiatura di Rose Gilroy. In attesa di vederlo nelle sale italiane, il film targato Sony Pictures è stato presentato in anteprima nella sede romana dell’Agenzia Spaziale Italiana.


Kelly Jones (Scarlett Johansson) and Cole Davis (Channing Tatum) in FLY ME TO THE MOON.

Ad introdurre la proiezione – sold out – Teodoro Valente, presidente dell’Asi, e Umberto Guidoni, astronauta italiano e divulgatore. “Per noi è un evento importante, l’Asi ha anche il compito di divulgare al grande pubblico le tematiche che riguardano lo Spazio, non necessariamente specialistiche. Questo film racconta un avvenimento storico, che in questi anni è all’ordine del giorno per il ritorno sulla Luna, previsto nel 2028″, ha detto Valente alla Dire, a margine dell’evento.

“Si va sulla Luna con l’obiettivo Marte perché lì non si può vivere a causa delle temperature impossibili, ma Marte è simile alla Terra. Sulla Luna, però, c’è tanto ghiaccio utile per costruire i razzi che portano a Marte”, ha aggiunto Umberto Guidoni, astronauta italiano e divulgatore. Per Valente c’è bisogno “di comunicare meglio l’importanza delle attività nello Spazio che sono svolte alle varie quote e i benefici che tutti i cittadini ne traggono”.

LA TRAMA


‘Fly Me to the Moon – Le due facce della Luna’ è un’intelligente ed emozionante commedia drammatica e romantica, ambientata nel contesto dello storico allunaggio Nasa dell’Apollo 11. Assunta per rilanciare l’immagine pubblica della NASA, Kelly Jones (Johansson), ragazza prodigio del marketing, si scontra fin da subito con Cole Davis (Tatum), direttore del programma di lancio, creando scompiglio nel suo già difficile compito. Quando la Casa Bianca ritiene che la missione sia troppo importante per fallire, Kelly Jones viene incaricata di inscenare un finto sbarco sulla Luna come piano di riserva.

A quel punto il conto alla rovescia inizia davvero. “Lo Spazio fa sognare, proprio come il cinema, ma lo fa in modo realistico”, ha detto Valente alla Dire. Pensiero condiviso anche dall’astronauta Guidoni. Dall’Apollo 11 ad oggi “è ancora così, la Nasa è una grande organizzazione con una grande tradizione che continua ad innovare e a cercare nuove sfide.

La differenza con l’oggi- ha raccontato l’astronauta alla Dire- sono i finanziamenti che si sono ridotti, per questo è diventato fondamentale il ruolo dei privati. Ed è cambiata anche la politica generale, questa volta torneremo sulla Luna come assetto internazionale”.

Apollo 11 “mi ricorda la notte che ho passato in bianco, come milioni di altre persone, a vedere i primi uomini che scendevano sulla Luna. Per me è stato il motivo per cui ho deciso di diventare un astronauta”, ha ricordato Guidoni. Nel film spazio anche al romanticismo.

Da sempre la Luna accompagna i momenti romantici di molte coppie. Anche gli astronauti si servono dell’unico satellite naturale della Terra per essere romantici? “Io non sono particolarmente romantico. Ma sì, anche gli astronauti lo sono al chiaro di Luna“, ha raccontato Guidoni.


“Se fossi un regista mi piacerebbe girare un film sulle lune di Saturno sia perché è spettacolare sia perché potrebbero rivelarci delle sorprese dal punto di vista della vita extraterrestre”, ha aggiunto poi Guidoni.

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