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Tg Ambiente, edizione del 9 luglio 2024

Si parla di giugno 'bollente', Mediterraneo inquinato e comuni ricicloni

Pubblicato:09-07-2024 13:57
Ultimo aggiornamento:09-07-2024 13:57

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CLIMA, COPERNICUS: È STATO IL GIUGNO PIÙ CALDO DI SEMPRE


Giugno 2024 è stato il più caldo mai registrato a livello globale, secondo i dati del programma europeo per il clima Copernicus. La temperatura dell’aria superficiale è stata di 16.66 gradi, 0.67 gradi al di sopra della media del periodo compreso tra il 1991 e il 2020 per il mese di giugno e 0.14 gradi al di sopra del precedente massimo stabilito nel giugno 2023. Quello scorso dunque è il tredicesimo mese di fila più caldo nella registrazione dei dati Era5 per il rispettivo mese dell’anno. La temperatura media globale degli ultimi 12 mesi (luglio 2023-giugno 2024) è ovviamente la più alta mai registrata. Sebbene insolita, però, una striscia simile di record mensili si era già verificata nel 2015-2016. Secondo Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service, i dati evidenziano “un cambiamento importante e continuo del nostro clima. Anche se questa specifica serie di eventi estremi finirà a un certo punto, siamo destinati a vedere nuovi record infranti man mano che il clima continuerà a riscaldarsi. Questo è inevitabile, a meno che non smettiamo di aggiungere gas serra nell’atmosfera e negli oceani”.

WWF: 87% MAR MEDITERRANEO E’ INQUINATO


Celebrare il Mar Mediterraneo nella giornata internazionale a lui dedicata – l’8 luglio – vuol dire anche approfittare di una ricorrenza come questa per prendere coscienza delle minacce a cui il ‘Mare Nostrum’ è sottoposto in maniera sempre più forte, e noi con lui. Come denuncia il Wwf, ben l’87% del Mar Mediterraneo ha problemi di inquinamento, soprattutto legati a metalli tossici, sostanze chimiche industriali e rifiuti di plastica. A causa dell’inquinamento non solo del mare ma anche delle acque dolci, dell’aria e del suolo, la salute degli esseri umani è messa sempre più a rischio: negli ultimi due decenni i decessi causati dalle moderne forme di inquinamento (atmosferico e da sostanze chimiche tossiche) sono aumentati del 66%, fino a raggiungere i 9 milioni di morti l’anno. Come segnala il Wwf, in Europa, meno della metà (44%) dei corpi idrici superficiali è in buono o ottimo stato ecologico, anche dal punto di vista chimico. In Italia il 13% dei fiumi e l’11% dei laghi non raggiungono il buono stato, ma il 9% e il 20% rispettivamente non sono ancora classificati.


ITALIA SEMPRE PIÙ ‘RIFIUTI FREE’, 698 COMUNI VIRTUOSI (+11%)


L’Italia sempre più ‘Rifiuti Free’. Nel 2023 sono arrivati a quota 698 (+11% rispetto alla scorsa edizione) i comuni virtuosi nella gestione dei rifiuti urbani (che contengono la produzione pro capite di rifiuti indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 kg/ab/anno); e sono saliti a 4.058.542 (+ 539.590 abitanti rispetto al 2022) i cittadini serviti da un efficiente servizio di gestione dei rifiuti, che rappresentano il 6,9% del totale della popolazione (lo scorso anno il 6%). Questi, in estrema sintesi, alcuni dei dati della XXXI edizione di ‘Comuni Ricicloni’, il dossier di Legambiente che fotografa e premia l’impegno dei comuni italiani nella raccolta differenziata per una corretta gestione dei rifiuti. Il Nord Italia si conferma ‘campione’ con 434 comuni virtuosi, ma è inarrestabile la rimonta del Sud che registra 231 comuni (+23,8% rispetto al 2022). Ancora fermo il Centro con 33 comuni (lo scorso anno 30). A livello regionale, il Veneto si conferma primo in classifica per numero di comuni virtuosi (173), seguito dalla Lombardia (101, +27 rispetto alla scorsa edizione) e la Campania (83, +22 rispetto alla scorsa edizione). Registrano una crescita anche la Sardegna (+18) e l’Abruzzo (+9).

FOTOVOLTAICO, ENEA: NUOVI MATERIALI CONTRO UMIDITÀ E UV


Un team di ricercatori del Centro Enea di Portici (Napoli) ha messo a punto materiali innovativi per salvaguardare i pannelli fotovoltaici da umidità e raggi ultravioletti. “I test preliminari pubblicati su ScienceDirect sono molto incoraggianti e mettono anche in evidenzia che durabilità e resistenza ai raggi ultravioletti di questi nuovi film incapsulanti possono migliorare ulteriormente aggiungendo nella formulazione additivi appropriati”, ha spiegato Valeria Fiandra, ricercatrice del Laboratorio Enea Dispositivi innovativi e coatrice dello studio. I film incapsulanti sono materiali polimerici-plastici utilizzati per rivestire e isolare dall’aria e dall’umidità le celle fotovoltaiche; svolgono un ruolo chiave perché assolvono a compiti cruciali come conferire l’integrità strutturale, prevenire il danneggiamento delle celle, formare una barriera contro l’umidità e garantire affidabilità e durata nel tempo del modulo, proteggendolo dal degrado dovuto agli agenti atmosferici, alla luce e all’ossigeno.

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