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Summer School Dire, a lezione di cultura con Maxxi e Mic

summer school arte e cultura
Oggi l'ultima giornata dedicata alle nuove tecnologie per il sapere
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ROMA – Racchiudere la bellezza di un’opera d’arte in una pagina Instagram, restituire la magia del fascio di luce che illumina il Pantheon in un time lapse di pochi minuti. La cultura incontra il digitale nell’ultimo appuntamento della Summer School 2021 dell’agenzia di stampa Dire e diregiovani.it dedicata alle nuove professioni. Questa mattina, in diretta sulle pagine social di diregiovani.it, il team comunicazione del ministero della Cultura e i responsabili dei percorsi di Pcto del museo Maxxi di Roma, hanno raccontato agli studenti com’è cambiata la fruizione dell’arte durante la pandemia, e come musei, biblioteche e mostre sono riusciti ad aprire le loro porte grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie.

“Con il lockdown abbiamo capito che il digitale non è una parte della comunicazione ma un vero e proprio modo ulteriore e aggiuntivo di comunicare– ha spiegato Mattia Morandi, capo ufficio stampa e comunicazione del Mic- Abbiamo creato un portale diviso per aree tematiche (Cultura Italia Online), abbiamo raccontato i musei attraverso i fumetti e mantenuto vivo il rapporto che c’è tra patrimonio culturale e cittadini. Ma l’esperienza digitale non potrà mai essere sostitutiva di quella in presenza, ma una possibilità in più che accrescere la curiosità e far venire voglia di frequentare i musei”.

Anche per Giulia Masini, del Maxxi di Roma, il lockdown è stata un’occasione eccezionale “per aprire le porte a nuove prospettive e sondare meccanismi che forse non avremmo mai approfondito”. Il Maxxi, che ha aderito fin da subito alla campagna #iorestoacasa, ha declinato su piattaforme e pagine social un palinsesto ricco di spunti culturali, tra cinema, libri e opere d’arte. “Abbiamo organizzato dirette, micro-learning, e raccontato il museo in modo diverso, con mostre su Instagram e non solo”, ha aggiunto Federico Borzelli, responsabile Pcto del Maxxi insieme a Giulia Masini.

Fulvia Palacino, coordinatrice del team digitale del Mic, ha spiegato invece agli studenti collegati come una mostra possa trasformarsi in un gioco interattivo per coinvolgere le giovani generazioni in una scoperta interattiva delle opere d’arte. “Per noi fare video significa non solo promuovere la bellezza, ma anche restituire la magnificenza di un’opera del patrimonio italiano”, ha detto Emanuele Minerva, responsabile della produzione audiovisiva del Mibac. Una bellezza che i nuovi strumenti digitali possono raccontare e restituire anche attraverso uno schermo.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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