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Aifa: “Il 69% delle reazioni avverse sono provocate da Pfizer, il 24,7% da AstraZeneca”

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Febbre, cefalea, stanchezza e dolori muscolari sono i sintomi più comuni secondo l'Agenzia Italiana del Farmaco
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ROMA – “Sono pervenute 76.206 segnalazioni su un totale di 49.512.799 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 154 ogni 100.000 dosi), di cui l’87,9% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Le segnalazioni gravi corrispondono all’11,9% del totale, con un tasso di 18 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione”. È quanto si legge nel sesto Rapporto di Farmacovigilanza sui vaccini Covid-19, pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

I dati raccolti e analizzati, in particolare, riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 giugno 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.
La maggior parte delle segnalazioni– prosegue il Rapporto- sono relative al vaccino (di Pfizer, ndr) Comirnaty (69%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (70,6% delle dosi somministrate) e solo in minor misura al vaccino (ex AstraZeneca, ndr) Vaxzevria (24,7% delle segnalazioni e 17,3% delle dosi somministrate), al vaccino (ex Moderna, ndr) Spikevax (5,2% delle segnalazioni e 9,6% delle dosi somministrare) e al vaccino Covid-19 (di Johnson & Johnson, ndr) Janssen (1,1% delle segnalazioni e 2,5% delle dosi somministrate)”.

Per tutti i vaccini, gli eventi avversi più segnalati sono “febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea. Gli eventi avversi gravi correlabili alla vaccinazione più spesso segnalati- fa sapere quindi AIFA- configurano un quadro di sindrome simil-influenzale con sintomatologia intensa, più frequente dopo la seconda dose dei vaccini a mRNA e dopo la prima dose di Vaxzevria”.

Indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, quindi, la reazione si è verificata nella “maggior parte dei casi (80% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore successive“. In relazione alle vaccinazioni cosiddette eterologhe a persone al di sotto di 60 anni che avevano ricevuto Vaxzevria come prima dose, si legge infine nel Rapporto, sono state “inserite 27 segnalazioni, su un totale di 233.034 somministrazioni (la seconda dose ha riguardato nell’86% dei casi Comirnaty e nel 14% Spikevax di Moderna), con un tasso di segnalazione di 12 ogni 100.000 dosi somministrate”.

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