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Blitz anti assenteismo al Comune di Palermo, 28 dipendenti indagati per truffa

In otto sono agli arresti domiciliari, uno è indagato pure per mafia

Pubblicato:09-07-2021 08:51
Ultimo aggiornamento:09-07-2021 12:37

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PALERMO – Blitz anti assenteismo al Comune di Palermo, dove 28 dipendenti sono finiti sotto indagine per truffa ai danni dell’ente e falsa attestazione di presenza in servizio. In otto sono finiti agli arresti domiciliari, per 14 è scattato l’obbligo di dimora e di firma mentre per altri sei l’obbligo di firma. Undici dei 28 sono dipendenti diretti di Palazzo delle Aquile, 14 della società partecipata Reset, che eroga servizi per conto dell’ente, e tre del Coime (Coordinamento interventi di manutenzione edile del Comune di Palermo). Uno dei 28 è indagato per mafia.

Riprese video, appostamenti, pedinamenti ed esami documentali hanno fatto emergere diversi episodi di assenteismo da parte dei dipendenti che dopo avere timbrato il cartellino si allontanavano dal posto di lavoro per andare a fare acquisti o per praticare sport. Da qui il nome del blitz, denominato dalla guardia di finanza ‘Timbro libera tutti’.

“Molto frequenti”, secondo le fiamme gialle, anche i casi di timbrature multiple dei cartellini da parte di un solo dipendente per conto dei colleghi in realtà assenti. In altri casi, per gli investigatori, gli indagati facevano ricorso “illegittimamente” alla ‘rilevazione manuale’ che consente in caso di dimenticanza del proprio badge di attestare comunque la presenza al lavoro con una comunicazione scritta. Uno stratagemma che nei piani degli indagati avrebbe consentito loro di “aggirare” la rilevazione automatica. Oltre mille i casi di falsa attestazione degli orari di lavoro scoperti dal gruppo Tutela mercato beni e servizi del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo: casi che, secondo la guardia di finanza, hanno determinato la rendicontazione di 2.500 ore di servizio in realtà non prestate a favore del Comune.


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