Alleviare la sofferenza con musica e giochi, i progetti del Bambino Gesù di Roma

La musica al Bambino Gesù "la vogliamo in Ludoteca, nei reparti, ma in diffusione all'interno delle sale d'attesa"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – L’ospedale non solo come luogo di cura ma come fonte di sorrisi, gioia e, perché no, spazio per fare musica e arte. Capita di respirare questa atmosfera quando si varca la soglia della Ludoteca dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Adriano Mastrolorenzo, assistenza ludica per i pazienti e ‘Musica in corsia’, apre le porte all’agenzia Dire e spiega la forza del legame con la struttura e l’importanza che la musica ricopre nella sua vita. Quelle note che una volta hanno scandito momenti brutti e belli delle sue giornate da paziente e che oggi Adriano replica per i piccoli degenti scandendo il ritmo delle loro giornate.

‘La mia storia inizia nel 2001- racconta Mastrolorenzo- quando da paziente sono entrato qui in ospedale per una malattia autoimmune curata qui e che oggi è fortunatamente in remissione. Tra aghi e medicazioni dolorose ho conosciuto la musica tramite l’insegnante di musica della struttura, Alberto Antinori, che mi ha fatto avvicinare alla chitarra. Mi sono accorto sin da subito che la musica era un modo per ‘evadere’ dall’ospedale, per staccare e pensare che oltre a questo c’era altro. Questa esperienza mi ha permesso di dare un senso alla malattia. I fatti che si sono avvicendati nella mia vita sono stati molti, anche la consapevolezza di cosa voler diventare da grande è stata il risultato di un insieme di fattori dovuti principalmente a questo posto. ‘Grazie’ alla malattia mi sono trasferito dalla Basilicata a Roma e in questa città ho proseguito i miei studi musicali con professori importanti. E’ già un anno che lavoro come ‘Musicista in corsia’, figura nuova in questo ospedale”.

Il lavoro si svolge sia in reparto che in ludoteca. “Tra i vari reparti in cui lavoro sicuramente Cardiologia è quello in cui il lavoro è tanto e fa bene. Qui ho conosciuto tantissime mamme, papà e bambini con i quali sono riuscito a creare un legame. Il mio intento è dare l’idea di un ospedale diverso e la musica è il mezzo per farlo”.

La musica al Bambino Gesù “la vogliamo in Ludoteca, nei reparti, ma in diffusione all’interno delle sale d’attesa. Adriano- racconta Carla Carlevaris, responsabile dell’Assistenza Ludica per i pazienti- è stato il promotore e si occupa di tutte queste attività. Però abbiamo bisogno di formare, attorno a lui, un gruppo sempre più folto di giovani musicisti esperti come lui nell’aspetto relazionale per poter espandere questo progetto a tutti i reparti e arrivare in modo capillare anche nelle terapie intensive. Le attività svolte nella ludoteca rientrano nel campo di quelle creative che utilizzano il ‘non verbale’, prezioso in ospedale per permettere ai bambini di raccontare le esperienze e le emozioni in modo indiretto”.

A spiegare i benefici del progetto sullo stato di salute dei piccoli degenti è Luciano Pasquini, responsabile della Cardiologia dell’ospedale Bambino Gesù: “Nel reparto sono ricoverati bambini con patologie che possono risolversi in maniera semplice o, se gravi, richiedere un lungo periodo di degenza e diversi interventi chirurgici.

Questo inevitablmente determina un livello di ansia molto forte nelle famiglie e nei bambini. Lo sforzo che stiamo compiendo, in linea con una tendenza generale- prosegue Pasquini- è curare non solo la patologia ma tutta la persona, perché poi i risultati li vediamo negli esiti, nella qualità della vita e nelle famiglie dei pazienti. Tutto questo inizia con le attività di ‘Musica in corsia’ di Adriano, che con la musicoterapia ci dà un contributo importante per una atmosfera familiare e ludica, in cui torna al centro il bambino con i suoi sentimenti, desideri e voglia di vivere”.

Questa esperienza “ci ha insegnato a dare i giusti valori alle cose e alla vita- racconta all’agenzia Dire Federica, mamma di una piccola paziente in attesa di un trapianto di cuore- Accettare la malattia di nostra figlia è stata inizialmente dura da affrontare, però grazie alla sua voglia di vivere ha insegnato a me e a mio marito a non arrenderci. Slegata dalla sua patologia nostra figlia è vitale, non si arrende mai e ha insegnato anche a noi a combattere e ad andare avanti sperando che le cose migliorino. Grazie all’attività di ‘Musica in corsia’ le giornate della piccola sono meno pesanti, lei è molto felice, si diverte e, anzi, le sembra sempre troppo poco il tempo passato insieme ad Adriano”.

Accanto a Federica c’è il marito Carlo. “E’ un percorso lungo, abbiamo iniziato dalla gravidanza. Quattro anni fa è iniziato tutto nell’inconsapevolezza: sentire dottori che consigliano l’interruzione di gravidanza è per me una assurdità, perché oltre la cardiopatia la nostra piccola è una forza. Adriano e gli altri operatori dell’ospedale, con questo progetto della musica aiutano a passare le giornate e trasmettono tanto, anche solo l’allegria. Per i bambini queste attività sono un modo diverso per impegnare il tempo in maniera migliore”.

Le attività creative che si svolgono in ludoteca, al pari di quelle che afferiscono al progetto ‘Musica in corsia’, sono fondamentali e preziose per consentire ai bambini di vivere quanto più serenamente possibile il decorso della degenza e della malattia più in generale. Ma l’effetto benefico, come un contagio, si estende dai piccoli alle loro famiglie producendo momenti di felicità.

A questo proposito Mastrolorenzo aggiunge: “Il mio lavoro si differenzia tra i vari reparti ed è scandito anche da incontri più ‘occasionali’. In una di queste circostanze ho conosciuto un gruppo di ragazzi, pazienti del Bambino Gesù, appassionati dalla musica: una vera spalla per me. Tanto che ogni volta che c’è un evento musicale li convoco. Tra loro ci sono la piccola Simona, Jessica e poi tanti altri che fanno parte di questo gruppo di adolescenti che ho ‘scoperto’ proprio qui in ospedale”.

“I benefici di queste attività, messe in campo dall’ospedale, sono stati enormi ed emozionanti. Sono 15 anni che mia figlia è in cura presso il Bambino Gesù- spiega Katiuscia a proposito dell’esperienza di sua figlia all’interno del progetto ‘Musica in corsia’- E quando la malattia ti tocca, le emozioni che ti colgono sono molteplici. Questa attività legata alla musica ha tirato fuori tutti i talenti di mia figlia che erano sopiti in lei, perché pensava di non essere in grado di farcela. Inizialmente pensava che nulla avesse un senso, quando poi ha capito che il canto era un regalo per gli altri è ‘esplosa’. Questa esperienza l’ha migliorata, oggi guarda gli altri con uno sguardo rivolto verso l’alto e non verso il basso come un tempo. Adriano è entrato nella nostra vita nel momento successivo al trapianto: lei era contenta ma al tempo stesso provava paura e rabbia verso il mondo. E’ arrivato lui, il nostro ‘angelo’, e la ragazza ha tirato fuori tutte le sue emozioni”.

A testimoniare ancora una volta come la forza della musica e l’attività per gli altri siano la ‘medicina’ per tutte le sofferenze, è Jessica, una paziente dell’Opbg: “Questa attività che svolgo qui per me è molto importante, soprattutto perché sento questo ospedale come casa mia, visto che sono in cura da quando sono nata e so bene cosa si prova quando si è malati da piccoli. Inoltre, ho compreso anche che ‘regalando’ te stesso doni amore. A volte per stare bene basta anche generare semplici emozioni in chi ti sta attorno. Sono molto felice di fare qualcosa in questo ospedale, in un luogo che mi è caro, e impegnarmi per gli altri”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

9 Luglio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»