Migranti, Di Maio: “Renzi aprì i porti in cambio flessibilità 80 euro”

"Il nostro obiettivo e’ cambiare le regole di ingaggio di queste missioni, soprattutto di Eunavfor Med”
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ROMA – “Finche’ questa missione rimane in piedi, gli unici porti sono quelli italiani ma il nostro obiettivo e’ quello di cambiare le regole di ingaggio di queste missioni, soprattutto di Eunavfor Med”. Luigi Di Maio, Vicepresidente del Consiglio, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dello Sviluppo Economico ai microfoni di ‘6 su Radio 1’chiarisce la posizione del M5S dopo la polemica fra il ministro dell’interno e della difesa in merito alle dichiarazioni di Salvini sullo stop all’approdo in Italia alle navi internazionali che trasportano migranti.
“Circa un anno fa- spiega Di Maio- sono stato a Bruxelles a parlare con Frontex, l’agenzia che si occupa della difesa dei confini europei, lo feci da membro dell’opposizione. Mi spiegarono che tempo addietro il governo italiano con l’allora premier Renzi diede la disponibilita’ di portare tutti i migranti salvati con le missioni europee nei porti italiani, in cambio di qualche punto di flessibilita’ per prendere qualche soldo per gli ottanta euro, per i bonus che stavano dando e questo fu poi confermato dall’allora ministro degli Esteri Emma Bonino e dall’allora ministro della difesa del governo Letta che era il ministro in quota Forza Italia.
Noi in questi anni abbiamo sbagliato come governi, anzi hanno sbagliato, si e’ data la disponibilita’ ad aprire i porti italiani in cambio di qualche punto di flessibilita’ per fare queste operazioni elettorali nella legge di bilancio. Deve cambiare la musica, prima di tutto sull’immigrazione, noi abbiamo gia’ cambiato atteggiamento ai tavoli e lo cambieremo ancora una volta se ce ne sara’ bisogno continuando a chiare che queste navi delle missioni europee portino i migranti in tutti i porti europei, non solo quelli italiani, ma soprattutto se ci sara’ bisogno di flessibilita’ nel bilancio per fare investimenti, non la baratteremo con l’apertura dei nostri porti ma lo chiederemo perche’ e’ un diritto che ha l’Italia come tutti gli altri paesi europei”.

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