Acqua non sicura: l’Italia rinviata alla Corte di Giustizia dalla Commissione europea

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La procedura di infrazione si riferisce ad alcune aree del territorio italiano, come la provincia di Viterbo, dove l'acqua potabile presenta livelli di fluoro e arsenico molto sopra i limiti
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Di Alessio Pisanò

BRUXELLES – La Commissione europea ha deciso oggi di rinviare l’Italia alla Corte di Giustizia per inadempienza alla Direttiva europea sull’acqua potabile. Lo riferisce una nota stampa dell’organismo.

In particolare, la procedura d’infrazione si riferisce ad alcune aree del territorio italiano, come la provincia di Viterbo, dove l’acqua potabile presenta livelli di fluoro e arsenico molto al di sopra dei parametri minimi previsti dalla direttiva. Stessa situazione nelle cittadine di Bagnoregio, Civitella di Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Ronciglione e Tuscania.

Il deferimento dello Stato membro alla Corte di Giustizia rappresenta la terza fase della procedura di infrazione. Se l’Italia mostrerà di non essersi adeguata per il tempo disposto dalla Corte alla Direttiva questionata, la Commissione potrebbe chiedere l’applicazione di una sanzione.

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