Comunali Milano, Amicone (Fi); “Lupi si candidi”. La replica: “Prima vertice di coalizione”

Il centrodestra è ancora fermo al palo sul nome del candidato e la tensione è altissima, su Milano e non solo
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – “Vorrei dire pubblicamente a Maurizio Lupi, che è un mio amico, che a questo punto deve rompere gli indugi e candidarsi, anche a costo di fare una lista da solo e poi cercare l’appoggio del resto della coalizione”. Parlando con la ‘Dire’ il consigliere comunale milanese di Forza Italia Luigi Amicone avanza il profilo dell’ex assessore meneghino, ministro e attuale leader di Noi Con l’Italia, invitandolo a uscire allo scoperto e a correre come sfidante di Beppe Sala alle prossime comunali d’autunno.

Il centrodestra è ancora fermo al palo sul nome del candidato e la tensione è altissima, su Milano e non solo. Ieri sera Giorgia Meloni ha detto di cominciare “a non capire” i continui rinvii dei vertici della coalizione. Lo stesso Lupi, raggiunto dalla ‘Dire’, continua a rimanere coperto: “Sono contento per Amicone- commenta- prima partecipiamo all’incontro, poi vediamo“. Insomma, per il momento nessun passo avanti: “Ci mancherebbe- conclude Lupi- noi abbiamo altre responsabilità. Adesso vediamo”.

Per Amicone “ci vuole qualcuno che conosca la città e abbia un peso politico per governarla. Salvini dà l’idea di essere un po’ confuso. Continua a proporre candidati in gamba e molto dignitosi (ultimo su tutti Oscar di Montigny, manager Mediolanum, genero di Ennio Doris gradito a Forza Italia e sembra anche dal leghista Giancarlo Giorgetti, che Salvini ha visto venerdì scorso, ndr), ma ridicoli politicamente parlando. Milano non è Mosca”.

Non è una novità che il nome di Lupi piaccia molto a Silvio Berlusconi che lo aveva lanciato mesi fa, quando ancora la ricerca del candidato era agli albori. L’invito “corale” dai leader che il ciellino si aspettava non è mai arrivato, visto che Salvini continua a ripetere che il candidato deve provenire dalla società civile. Lupi non si tira indietro e chi lo conosce da vicino assicura che nella sua testa la tentazione di provare a fare il sindaco di Milano è ancora viva e forte, anche se il tempo scorre.

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