Sahara occidentale, la Spagna vieta la bandiera e i simboli dei Saharawi

La sentenza della Corte spagnola colpisce il Fronte Polisario in lotta con il Marocco, che considera il Sahara occidentale una propria regione
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ROMA – La Corte suprema della Spagna ha vietato su tutto il territorio nazionale l’uso della bandiera e di qualsiasi altro simbolo della Repubblica democratica araba dei Saharawi (Sadr), l’auto-proclamato Stato per cui si batte il Fronte Polisario.

Nella sentenza i giudici hanno sottolineato che esporre nei luoghi pubblici bandiere o altri simboli della Sadr o del Fronte Polisario “è incompatibile con il quadro legale e costituzionale” della Spagna e lede inoltre “il dovere di neutralità e obiettività” che caratterizza l’amministrazione spagnola.


bandiera Saharawi

 

LA SADR È RICONOSCIUTA DALLE NAZIONI UNITE

I dirigenti del Polisario hanno contestato subito la decisione, che secondo gli osservatori internazionali sancisce una presa di posizione di Madrid rispetto al movimento indipendentista che rivendica la creazione di uno Stato autonomo nel Sahara occidentale, tra il Marocco e la Mauritania.

In una nota, i membri del Fronte hanno ricordato le “responsabilità storiche, politiche, legali e morali” di Madrid nella questione, originata all’epoca del colonialismo spagnolo in Nord Africa. Hanno anche evidenziato che la Sadr costituisce uno dei 17 territori autonomi riconosciuti dalle Nazioni Unite.

UE ACCUSATA DI IGNORARE I DIRITTI DEI SAHARAWI

Già qualche giorno prima, il Polisario aveva accusato l’Unione Europea di ignorare i diritti dei saharawi e di sostenere invece per ragioni economiche il Marocco, che considera il Sahara occidentale una propria regione a tutti gli effetti.

Sulla decisione di Madrid è intervenuto anche il Partito comunista spagnolo (Pce) che ha fatto appello alle autorità spagnole affinché “forniscano protezione legale o di altro tipo agli abitanti del Sahara occidentale occupato dal Marocco e ai rifugiati saharawi nell’enclave algerina”. Il Partito, storicamente alleato del movimento indipendentista, ha inoltre incoraggiato il governo a riconoscere la Sadr e il Polisario come “gli unici legittimi rappresentanti del popolo saharawi”.

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