Curcio (Casa Italia): “24,8 milioni di italiani vivono in zone ad alto rischio sismico”

E sulla Protezione civile: "E' un sistema che funziona benissimo in emergenza, non nella ricostruzione"
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

ROMA – La Zona sismica 1 e’ la zona piu’ pericolosa, e in essa la probabilita’ che capiti un forte terremoto e’ alta. Nella Zona sismica 2, forti terremoti sono possibili. Cio’ detto, “il 9% dei Comuni italiani sono in Zona sismica 1, con una popolazione potenzialmente coinvolta di 2,8 milioni di persone”, e “la meta’ dei Comuni e’ localizzata in Campania e Calabria”. Invece “i Comuni in Zona sismica 2 sono circa il 28% di tutti i Comuni italiani, per una popolazione potenzialente coinvolta pari a 22 milioni di persone”.

Quindi, “il totale dei Comuni in Zona sismica 1 e 2 rappresentano in totale il 37% dei Comuni italiani, pari al 42% della popolazione potenzialmente coinvolta”. Fabrizio Curcio, capo del dipartimento Casa Italia, lo dice in un’audizione svolta dea remoto alla commissione Ambiente della Camera sulla ricostruzione nelle aree colpite da eventi sismici.

“Per la ricostruzione serve una pianificazione”, dice Curcio, “o per meglio dire un codice” perche’ si tratta di “un progetto ambizioso e indispensabile” per il quale “dobbiamo strutturarci meglio, anche a livello normativo” e “cercando di omogeneizzare i processi”. Tutto cio’ perche’ ci dobbiamo occupare “anche delle prossime emergenze sismiche, delle prossime ricostruzioni”.

Il sisma, infatti, “e’ un fenomeno col quale dobbiamo continuare a interfacciarci, a prescindere dagli episodi passati”, spiega Curcio, questo anche perche’ a livello di patrimonio edilizio “abbiamo edificato creando una stratificazione negli anni tipica di un Paese come il nostro”, che ha vissuto “il boom economico” con un’edilizia tanto vivace quanto ‘spensierata’. Il risultato e’ che “abbiamo un’alta pericolosita’ e vulnerabilita’ del nostro patrimonio edilizio”.

Cio’ comporta “un rischio presunto” e pone “un problema non secondario che ci proietta in un argomento che dobbiamo considerare”, e quindi, “non solo nei prossimi anni, ci dobbiamo occupare di quanto accaduto, ma anche delle prossime emergenze sismiche, delle prossime ricostruzioni”, avverte Fabrizio Curcio, capo del dipartimento Casa Italia. Infatti, “il sistema della Protezione civile, nato dopo eventi del passato, e‘ un sistema che funziona benisismo in emergenza, ma nelle ricostruzioni no“, ricorda Curcio.

Il problema e’ che “per le ricostruzioni il Paese non ha fatto sempre tesoro delle esperienze del passato, e ogni ricostruzione sembra vivere un percorso proprio, senza un raccordo” con le precedenti. Su questo, pero’, “stiamo facendo un lavoro importante con il commissario straordinario per la ricostruzione nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, Giovanni Legnini, perche in Abruzzo ci sono zone dove si sommano le aree colpite dal sisma del 2009, del 2016 e del 2017”, conclude Curcio.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

9 Giugno 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»