Bolivia, lo studio rilanciato dal New York Times conferma: “Nessun broglio pro-Morales”

Il verdetto della delegazione dell'Osa ha avuto un ruolo fondamentale nell'incoraggiare le proteste contro Morales che ha portato al potere l'attuale presidente Jeanine Anez
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di Brando Ricci

ROMA – Le analisi della delegazione dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa) che suggerivano l’annullamento delle elezioni vinte dall’ex presidente della Bolivia Evo Morales lo scorso ottobre, sarebbero state caratterizzate da un uso di dati “non corretti” e da un impiego di “tecniche di statistica inappropriate”: a rivelarlo uno studio di un gruppo di analisti indipendenti che ha rielaborato i dati del Tribunal supremo electoral (Tse), ottenuti dal quotidiano The New York Times. Il verdetto della delegazione dell’Osa ha avuto un ruolo fondamentale nell’incoraggiare le proteste contro Morales e nel giustificare il successivo pronunciamento militare contro di lui che ha portato al potere l’attuale presidente Jeanine Anez. 

A condurre la ricerca pubblicata dal giornale statunitense, un economista venezuelano dell’università di Tulane, in Lousiana, e altri due accademici esperti di questioni latinoamericane. Secondo i ricercatori la conclusione della delegazione Osa secondo la quale i voti a favore di Morales “aumentarono in modo inspiegabile” dopo una pausa nei conteggi è frutto di “un errore degli analisti”, che può essere spiegato statisticamente senza ricorrere a nessuna ipotesi di frode. Stando alla ricerca, una tendenza del tutto analoga era stata ravvisata anche nelle elezioni precedenti, che però nessuno aveva deciso di impugnare. Lo studio rilanciato dal New York Times segue di circa tre mesi un’altra analisi del Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston, che giunse a conclusioni simili: le analisi dell’Osa sono state “estremamente difettose” e non c’è nessuna ragione per sospettare di frodi nelle precedenti elezioni in Bolivia.

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