VIDEO | Turismo, guide in piazza a Firenze: “Così scompariamo”

"Chiediamo un progetto di sostegno vero, che ci accompagni fino alla prossima stagione"
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FIRENZE – Il mondo del turismo guarda il calendario e immagina di ricominciare a marzo 2021. La stima per alcuni e’ prudenziale, per altri ottimistica. Sta di fatto che in mezzo c’e’ un mondo fatto di migliaia di lavoratori appesi. Come le guide turistiche che teoricamente sono attive ma di fatto inchiodate ad un dato: “Manca l’utenza, non ci sono turisti”.

Per questo “non sappiamo come resistere fino a marzo prossimo. Serve un contributo per sopravvivere: ci sono famiglie in cui il marito e la moglie fanno le guide rimaste senza introiti. Stessa cosa per coppie che convivono”. Lo dicono in molti in piazza Santa Croce, a Firenze, dove si sono date appuntamento le guide turistiche ed ambientali della citta’ gigliata e della Toscana.

Magliette verdi, bianche e rosse, schierate sullo slargo come la bandiera italiana, l’immancabile ombrello aperto sotto il sole, segno distintivo della professione perche’ punto di riferimento dei gruppi che conducono, e libri di storia dell’arte sotto braccio. Le guide in piazza scandiscono le loro richieste, rivolte allo Stato e alla Regione: “Il prolungamento dell’indennizzo dei mille euro fino a marzo 2021; la defiscalizzazione, la decontribuzione degli oneri previdenziali per il 2020 e la sospensione del saldo tasse 2019 fino al 2021, che vogliamo pagare, ma quando cominceremo ad incassare”. Infine “una legge quadro nazionale per il riordino della professione”.

Tre punti messi sul tavolo su cui vogliono risposte, altrimenti il rischio e’ che la professione lentamente scompaia: “Abbiamo un grosso problema. Purtroppo la maggior parte di noi, che fanno seriamente questo lavoro, a tempo pieno e senza speculare, dovranno chiudere la partita Iva per poter andar a chiedere il reddito di cittadinanza“. Significherebbe, dicono dalla piazza, “distruggere professioni e costringere tante persone qualificate a starsene a casa”.

Tuttavia “noi non vogliamo questo, chiediamo un progetto di sostegno vero, che ci accompagni fino alla prossima stagione. In cambio siamo a disposizione per poter coprire le visite nei posti piu’ incredibili”. Non vogliono, in sostanza, “essere parte passiva, fare le mantenute e i mantenuti. Vogliamo dignita’, rispetto e sostegno ma dando un contributo. Come mai, pero’, la Regione e le altre istituzioni non vengono a cercarci?”.

Altre voci della piazza prendono ad esempio Regioni come “Piemonte, Campania, Veneto e Friuli Venezia Giulia che hanno destinato a fondo perduto un assegno di sussidio. Ci sono fondi europei stanziati proprio per aiutare i lavoratori autonomi che non hanno potuto riprendere la loro attivita’, come il mondo del turismo, e siamo a chiedere in tutti i modi alla Regione Toscana di destinarne una parte anche a noi”.

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9 Giugno 2020
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