Grazie alle mamme. Vecchi modelli ancora impongono scelte

di Cristiana Rossi, mamma coraggio e presidente dell’Associazione So.Germa
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – La festa della mamma non è soltanto un alibi che ci permette di ringraziare la mamma per prendersi quotidianamente cura della famiglia, ma è una preziosa occasione da non perdere per educare.

E’ l’occasione per ridefinire – con sincera gratitudine – l’enorme peso affidato alla donna quando diventa madre, assumendosi una rilevante responsabilità proprio nell’istante in cui decide di avere un figlio. Il significato che comunemente si attribuisce è semplicemente lasciato alla sensibilità di ciascuno, rimasto legato a quel che viene trasmesso fin da piccoli quando, in occasione della ricorrenza.

Ritengo che la società debba rivendicare un’immagine materna più aderente alla realtà non soltanto in ambito familiare, ma anche nello contesto sociale in cui vive.

Al giorno d’oggi, è fondamentale partecipare all’emancipazione della donna anche attraverso la rappresentazione in ogni sede di una nuova immagine materna, insegnando – a partire dai più piccoli – ad ascoltare e comprendere con uno sguardo aperto e libero da pregiudizi che incastrano la mamma – nonché la donna stessa – in un ruolo limitato e limitante.

Troppe persone ancora oggi, non riescono a concepire l’immagine di una donna che sia al tempo stesso un genitore capace, affettuoso ed accudente con quella di una donna autonoma ed indipendente con delle proprie abilità ed attitudini da affermare nel settore a lei più congeniale riconoscendole uguale libertà di espressione della propria personalità al pari di tutti gli altri individui. Si è ancora legati a vecchi modelli ormai decisamente superati, troppe persone continuano a mostrare grandi difficoltà ad accettare i diversi ruoli di una madre, intrappolandola in una figura superata alla quale non è concesso altro se non crescere i propri figli full-time.

Si può cambiare questo ‘vecchio modello’ soltanto attraverso l’educazione familiare e scolastica, attraverso la trasmissione di quei principi di partecipazione attiva e collaborazione reciproca, di amore vicendevole e rispetto reciproco fin da molto piccoli.

E’ necessario dunque non delimitare concettualmente il ruolo materno all’accudimento familiare, ma andare oltre ringraziando tutte le madri per essere la colonna portante della famiglia costituente a sua volta la base fondante delle comunità e della moderna società civile.

Ritengo doveroso per ogni membro della collettività – a partite dall’esempio che dovrebbe provenire dagli adulti – ringraziare tutte le mamme che portano avanti il genere umano sopportandone in ogni momento il grave peso, e pagando un prezzo alto con la propria vita a causa di un’immagine sociale che troppe volte ancora le impone delle scelte penalizzandola con continue rinunce. Ogni rinuncia di una madre costituisce una profonda sconfitta per l’intera società ed una grave perdita di crescita ed evoluzione per tutte le generazioni, presenti e future.

Ringrazio tutte le mamme perché insegnano l’amore , perché sono riferimento educativo per ogni singola persona, perché s’impegnano nei più diversi ambiti quotidianamente, trovando faticosamente equilibrio tra i diversi ruoli a volte imposti e a volte riconosciuti nelle società più avanzate sui diritti civili.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»