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Cannabis, l’assedio social dei fan a Salvini: “Ripensaci, lega-lizziamola”

Oggi è una giornata nera per Salvini su facebook: sulla cannabis in molti minacciano di non votarlo più. E anche il concorso 'Vinci Salvini' viene accolto da critiche
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ROMA – Il giorno nero sui social di Matteo Salvini si materializza con la pubblicazione di due post sulla sua pagina facebook: uno riguarda la Fiera della cannabis annullata a Torino, e l’altro, poco dopo, sul ritorno di un concorso caro al ministro dell’Interno, il ‘Vinci Salvini‘ con cui si può ‘vincere’ una foto pubblicata sui social del Capitano, una telefonata con lui, e un caffè a settimana. Vince chi mette il like più veloce. Ma con i like arrivano anche le critiche, a pioggia.

Andiamo con ordine. “Matteo, ripensaci” è il messaggio che disperatamente i fan di Salvini cercano di inviargli via facebook a proposito della battaglia della cannabis. La maggioranza dei commenti, a cominciare da quelli che raccolgono più apprezzamenti, è contraria. “Ma tu non stai bene. Ti ho votato, ma se queste sono le tue battaglie mai più. Avevi l’occasione di legalizzarla e dare uno schiaffo alla mafia e invece gli stai facendo il più grande favore degli ultimi 20 anni. È giusto per precisare io non fumo e non bevo, prima che arrivi qualche vecchio rincoglionito a parlare di siringhe di marijuana o stronzate simili”, dice il record man di like Fabrizio Inguì, premiato con quasi 900 mi piace.

A seguire Luca Ruella, con oltre 600 like: “Battaglia stupida Matteo. Voto Lega, ti difendo su tutto ma non su questo. Rendere legale la cannabis, come già fatto in molti stati americani, toglie denaro alla mafia e in tutto il mondo ha avuto solo effetti positivi. L’effetto è paragonabile a un bicchiere di vino. La maggior parte delle persone per bene è a favore. Dire ‘stato spacciatore’ per la droga, è come dire ‘stato pappone’ per la prostituzione legalizzata. Non puoi usare gli slogan una volta in un modo e una volta nell’altro, non siamo fessi. Il tuo elettorato non ti appoggia su questo”.

Altri affrontano la questione dal lato delle conseguenze economiche. Così Nicholas Lomanto: “Ma vai a controllare le piazze o le vere Mafie/spacciatori! Mica gente che ci ha fatto un lavoro legale e ci paga le tasse! Qua hai sbagliato alla grande!“. Spietata Alice Barbanti. “Bravo ipocrita- scrive- annulli la Fiera della cannabis poi però vai al Vinitaly”. Giovanni Piccioli utilizza fantasiosi paragoni. “La cannabis legale- scrive- sta alla droga come un liquidator sta ai fucili d’assalto”.

Il record di like va all’amico (si fa per dire), che si firma Elgus Hyso. Modifica in logo della Lega in ‘Lega…lizziamola‘ e la spada di Alberto da Giussano in uno spinello: 800 like in un’ora.

Capitolo due. Il post sul Vinci Salvini. Ideato per attrarre consensi via social, paradossalmente diventa una calamita di critiche. “Hai perso il mio voto”, “Ah, ma non è Lercio?”, “La smetta di fare il Ministro della propaganda”, sono i messaggi che costellano l’annuncio destinato ai ‘likisti’ più veloci. La pagina facebook del ministro, solitamente ricca di commenti che ne esaltano le posizioni assunte, cambia fisionomia e i peana nei confronti del vicepremier vengono sostituiti da attacchi e critiche, anche da parte di chi in passato rivela di aver votato Lega.

È il caso di Andrea Campari, che dopo aver visto il video sul ‘Vinci Salvini’ sbotta. “Hai perso il mio voto Matteo, stai toccando il ridicolo. Pensa a fare il ministro”. Per Nino Homer Galliano “sembra la pagina fake di Salvini. Ormai hai meno dignità di Barbara D’Urso“, attacca. Fabrizio Eleuterio teme un futuro simile a quello immaginato da serie tv di successo. “Cosa è? Siamo diventati peggio di Black Mirror”, dice mentre brilla per dono di sintesi Salva Giti che ricollega il ‘Vinci Salvini’ alla canapa war.

“Ecco cosa capita a prendere ‘roba’ passata dalle mafie e non dagli shop legali, gli effetti”. Salvini insiste. Pubblica una vignetta in cui lo raffigurano in manette, arrestato come “uno spacciatore di odio e di paura”. “Ma quanto rosicano a sinistra? Da noi solo sorrisi”, commenta. Ma oggi gira storta, niente da fare. “Guarda Matteo, non è che se uno è contrario alle tue idee deve esser per forza di sinistra, eh”, scrive Walter Venturini. Salvo Molino avverte: “Capitano, io sono di destra, ma da due giorni sto valutando di lasciare l’Italia se queste sono le alternative. La canapa light non è una droga punto”. Nico Bassini fa di conto: “Con questa campagna contro la cannabis, che tra l’altro stanno legalizzando in tutto il mondo, pure Trump, oggi ci siamo persi un milione di voti“.

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