Salone libro, Crimi: “Casapound fuori? È il minimo, antifascismo nei fatti”

"Probabilmente non si doveva arrivare a questo punto", dice il sottosegretario con delega all'editoria sull'esclusione di Altaforte dal Salone del libro di Torino
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ROMA – “L’antifascismo non va invocato solo a parole, deve essere dimostrato nei fatti. Probabilmente non si doveva arrivare a questo punto“. Lo spiega alla Dire il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Crimi, a margine di un’audizione alla Camera, commentando l’esclusione dal Salone del Libro di Torino di Altaforte, la casa editrice vicina a Casapound che ha pubblicato un libro-intervista su Salvini.

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“Ritengo che oggi si stia anche strumentalizzando un po’ troppo politicamente la vicenda”, aggiunge Crimi che comunque apprezza “la scelta del sindaco e del presidente della Regione che hanno revocato la partecipazione alla casa editrice, mi sembra il minimo gesto. Se poi Salvini ritiene di non conoscere l’editore ne prendiamo atto”.

Il sottosegretario conferma inoltre che domani sarà al Salone del Libro “non per partecipazioni, passerelle politiche o per delegittimare qualcuno, ma come semplice cittadino”.

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9 Maggio 2019
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