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Nave della Marina Militare salva migranti in acque libiche, Salvini: “Porti chiusi”

Bartolo (Pd): "Questa politica dell'odio non rappresenta la nostra gente"
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ROMA – “Io faccio il ministro per difendere i confini, bloccare i trafficanti, espellere i clandestini, difendere i porti e la sicurezza degli italiani. Salvare le vite, per carità, è obbligo di uomini e donne del mare, però ho chiesto chiarimenti del perché si fosse in acque libiche, del perché non si sia chiamata la guardia costiera libica, che solo ieri è intervenuta per salvare 216 persone”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Fano per un’iniziativa elettorale a sostegno del candidato sindaco del centrodestra è tornato sulla vicenda della nave della Marina Militare che è intervenuta in acque libiche per salvare 40 immigrati.

“Non vorrei che ci fosse un ministro che difende i confini e qualcun altro che, invece, porta i migranti in Italia: sto aspettando la documentazione- conclude Salvini- E intanto, ovviamente, siccome è mia competenza, non indico nessun porto italiano disponibile allo sbarco”.

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BARTOLO: IL MIO PLAUSO ALLA MARINA MILITARE ITALIANA

“Siamo al colmo. Salvini vuole chiudere i porti anche alle navi della Marina militare italiana, la cui colpa è quella di svolgere con competenza e professionalità il proprio lavoro. Pur di raccattare qualche like si vuole costringere un equipaggio a vagabondare nel Mediterraneo. Questa politica dell’odio non rappresenta la nostra gente. L’Italia bella è #senzapaura”. Così sui social network Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e candidato da indipendente nelle liste del Pd-Siamo Europei (collegi Italia centrale e insulare).

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