Torino, la casa editrice Altaforte esclusa dal Salone del libro

Ieri il Comitato d’indirizzo del Salone del Libro aveva deciso di rescindere il contratto con l’editore vicino a Casapound
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ROMA – Al Salone del Libro di Torino non c’è spazio per la casa editrice Altaforte, finita al centro della bufera per le proprie posizioni filo fasciste. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, infatti, ieri il Comitato d’indirizzo del Salone del Libro ha deciso di rescindere il contratto con l’editore, su richiesta del Comune di Torino e della Regione Piemonte.

Decisione appoggiata del  ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli che ha dichiarato di fidarsi “della città di Torino. Se questa è la scelta sarà stata la cosa giusta”. Bonisoli ha quindi sottolineato di aver condiviso “al 100 per cento la scelta di Appendino e Chiamparino di denunciare in Procura chi ha fatto apologia di fascismo. Disponiamo di norme che la vietano, dobbiamo denunciare più spesso”.

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Ma Francesco Polacchi, fondatore della casa editrice vicina a Casapound, non ci sta e su Facebook annuncia la sua presenza al Salone del Libro: “Per ribadire che Altaforte Edizioni non si piega alla logica del pensiero unico. Se avete a cuore la Libertà, la Libertà d’espressione, vi aspetto. I libri non possono e non devono conoscere censura”.

Arrivato al Salone di Torino, Polacchi ha dichiarato: “Io oggi ho portato le pubblicazioni di Altaforte e avrei voluto far parlare questi titoli, ma oggi non si puo’. Si puo’ parlare solo di questo titolo ‘Io sono Matteo Salvini’ probabilmente pietra dello scandalo. C’e’ stato revocato lo stand che noi avevamo regolarmente preso. Una revoca che riteniamo inaccettabile e quindi adiremo le vie legali subito contro il Salone del Libro di Torino”. 

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APPENDINO: POLACCHI CI SARÀ? LIBERO FARLO, SPERO NON CREI PROBLEMI

L’editore di Altaforte Polacchi ci sarà comunque? “Il Salone del libro come persona che puo’ entrare e’ accessibile a tutti. C’e’ stata una decisione di escludere lo stand, mi auguro che non intenda provocare e comportare problemi di ordine pubblico per l’andamento sereno della fiera”. Lo dice la sindaca di Torino, Chiara Appendino, arrivando all’inaugurazione del Salone del Libro.

APPENDINO: A FIANCO DI CHI RAPPRESENTA L’ANTIFASCISMO

“Ieri abbiamo ancora cercato di trovare una soluzione, una mediazione, insieme a tutti. Di fronte alla scelta di avere una linea che rappresenta cio’ che e’ l’antifascismo e l’ultimo sopravvissuto di Auschwitz fuori dal Salone del libro, perche’ non aveva intenzione di entrare, e Altaforte dentro, come istituzioni ci siamo presi la responsabilità politica di fare una scelta. E abbiamo scelto di stare a fianco di chi rappresenta l’antifascismo e non di chi e indagato per apologia di fascismo”, ha spiegato Appendino.

APPENDINO: NESSUNA RIVALSA VERSO SALVINI

“Non è una rivalsa nei confronti di Salvini. E’ una scelta che ha fatto Torino, e la regione, a protezione, a tutela della storia della nostra citta’ e del nostro Paese”, ha concluso la sindaca di Torino.

SALA: ANCHE IO AVREI DENUNCIATO ‘ALTAFORTE’

“Lo avrei fatto anche io”. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala appoggia la decisione presa dal governatore piemontese Sergio Chiamparino e dal sindaco di Torino Chiara Appendino, ossia quella di denunciare il titolare della casa editrice Altaforte per apologia di fascismo. Sala, intervistato a margine di un evento sull’innovazione a ‘Cariplo Factory’, a Milano, bacchetta invece la posizione dell’organizzazione del Salone del libro di Torino che ha accolto Altaforte tra i suoi stand: “Se ne sono lavati le mani- dice- l’atteggiamento di Lagioia non mi è piaciuto. Bene invece sia l’intervento di Chiamparino che quello di Appendino”, sottolinea il sindaco milanese in chiusura.

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