Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Report del Consiglio grande e generale dell’8 maggio

SAN MARINO - Nel secondo giorno di lavoro del Consiglio grande e generale, si apre come da Odg il
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

SAN MARINO – Nel secondo giorno di lavoro del Consiglio grande e generale, si apre come da Odg il comma 8, dedicato alla nomina del nuovo presidente di Banca centrale. Il Segretario di Stato per le Finanze Simone Celli spiega all’Aula che il governo ha individuato in via definitiva quale candidato l’Avv. Catia Tomasetti, ascoltata in audizione in Commissione Finanze la scorsa settimana, insieme al prof. Giacomo Neri. Nel corso del dibattito, riemerge fortemente la “questione Titoli”, sollevata già ieri in comma Comunicazioni dai consiglieri del Pdcs. Lo stesso Giancarlo Venturini interviene per correggere quanto emerso ieri: parlando di comunicazioni giudiziarie giunte ai membri del Ccr, chiarisce che non si è trattato di avvisi di garanzia, ma di richieste di informazioni da parte della magistratura, inviate ai componenti dell’organismo governativo di questa e della precedente legislatura. Ma il segretario del Pdcs informa anche che stanno emergendo “fatti ed elementi molto gravi e significativi”, tali per cui chiede di sospendere la nomina odierna. “E’ urgente che tutti i rappresentanti delle forze politiche possano fare le riflessioni più opportune- manda a dire- su quello che sta venendo fuori”. Federico Pedini Amati, Mdsi, chiarisce che non c’è nulla in contrario nel procedere alla nomina di Tomasetti successivamente al chiarimento richiesto: “Io sono tra quelli che vuole questa nomina, in questa sessione- assicura- ma ci si può fermare un attimo per affrontare questa questione alla luce di quanto emerso, anche per smentire la commistione tra il governo in carica e quell’operazione, si può fare chiarezza che non c’è stata commistione tra Savorelli, Confuorti e questo governo?”. La maggioranza rigetta la proposta. E il perché lo chiarisce Alessandro Bevitori, Ssd: “Dalla minoranza c’è chi chiede di fermare le bocce sulla nomina- spiega- niente di più sbagliato, andiamo avanti, abbiamo un gap da recuperare velocemente, andiamo spediti, c’è in gioco il futuro del Paese”. Nicola Selva, Rf, si chiede piuttosto quale sia il collegamento con la nomina e “un aspetto giuridico nei confronti di persone che poi non ci sono più in Banca centrale”. Diversmente,“Qui dobbiamo guardare al presente, al sistema bancario- auspica- è un problema serio da affrontare senza sciabola”. Il dibattito infine si interrompe per riprendere domani pomeriggio.

Di seguito un estratto della prima parte degli interventi odierni

Comma 8. A) Dimissioni del Presidente di Banca Centrale della Repubblica di San Marino e sua sostituzione; B) Nomina del Presidente del Collegio Sindacale della Banca Centrale della Repubblica di San Marino

Simone Celli, Sds Finanze

Rinnovo il ingraziamento all’x presidente Bcsm Wafik Grais. Quindi rappresento ora a tutti i gruppi consiliari la scelta del candidato al ruolo di Presidente di Banca Centrale, individuato nella persona dell’Avv. Catia Tomasetti. La comunicazione è stata già data ieri in un incontro informale con i capigruppi e fa seguito a un confronto avviato da tempo con tutte le rappresentanze consiliari, parimenti all’avvio del percorso di confronto sulla riforma di Bcsm. Si ritiene prioritario dare assetto completo a Banca centrale, istituto che ha una funzione ancor più importante rispetto all’ordinaria amministrazione, ora che il sistema finanziario sta affrontando una impegnativa fase di ristrutturazione. Questo è il motivo per cui, anche se la riforma di Bcsm è in fase embrionale, il governo ha deciso di accelerare sulla nomina del presidente, scegliendo un percorso di chiarezza e trasparenza con tutta l’Aula consiliare. Il percorso ha portato prima di tutto alla definizione di un profilo, quindi alla presentazione di due candidature con l’Avv. Tomasetti e i prof Giacomo Neri, quindi all’audizione di entrambi in commissione Finanze. Entrambi i profili sono di altissimo valore, entrambe le candidature erano eccellenti e credo l’audizione abbia fatto emergere qualità, competenza e professionalità di entrambi i candidati. Questo va riconosciuto e merita di essere condiviso con l’Aula, in questo caso l’azione condotta dal governo ha portato a un confronto su risorse molto positive per l’intero Paese. Giusto poi rilevare anche la discussione di qualità che si è avuta in commissione Finanze, e ringrazio per questo tutti i commissari. Le sfide che dovrà affrontare il nuovo presidente di Banca centrale nei prossimi anni: la prima su cui ci dovrà essere un impegno sostanziale è quella della sottoscrizione del Memorandum d’Intesa con Banca d’Italia. È indiscutibile che attraverso questo accordo potrebbe ampliarsi il mercato di riferimento dei nostri operatori. Altra sfida è la ristrutturazione di Banca centrale, perché sia efficiente, indipendente, autonoma, anche con minor costo. E’ una ristrutturazione che non riguarderà solo il nuovo Statuto, è molto più ampia e su cui il ruolo del nuovo presidente sarà nevralgico. Quindi capacità di dialogo e confronto con gli stakeholders di tutto il settore bancario e finanziario, capacità che in questo momento assume una rilevanza ancora maggiore, in quanto oggi tutti i soggetti dovranno avere il necessario coinvolgimento nel processo di ristrutturazione di Bcsm, e quindi rapportarsi con gli organismi e gli istituti internazionali con cui San Marino sta intensificando le relazioni, quindi la Commissione europea per la sottoscrizione di un accordo di associazione che avrà inevitabilmente ripercussioni sul sistema bancario sammariense. E il rapporto con Fmi, con cui sarà la possibilità di attivare forme di collaborazione importanti. Sono sfide che in un intevento di pochi minuti possono sembrare semplici, ma non lo sono. Mi fa piacere che entrambi i candidati abbiano rilevato l’importanza del confronto con l’Aula consiliare. Ringrazio il prof. Neri che ritengo possa rappresentare una risorsa positiva su cui San Marino possa contare in altri ambiti, la sua disponibilità è un vanto e ci ha riempito di orgoglio. Su l’avv. Tomasetti: ringraziamo per la sua disponibilità che si concretizzerà in candidatura e in caso di votazione positiva, non posso far altro che augurare buon lavoro.

Vanessa d’Ambrosio, Ssd

La figura che si individuerà dovrà conoscere a fondo la realtà sammarinese ed essere in grado di perseguire e strutturare un percorso per ottenere sostenibilità e credibilità. L’impegno che ci stiamo dando è di uniformare in modo progressivo e sostenibile il sistema, rilanciandolo a livello interazionale, per far sì che il confronto possa strutturarsi, è necessario che Bcsm abbia un ruolo attivo con la necessaria autonomia, indipendenza e parimenti è necessario abbia dialogo con la politica. L’attività di vigilanza è la strategia orientata a prevenire e intervenire su crisi di sistema e bancarie. La crisi internazionale ha travolto anche il nostro sistema bancario che a sua volta ha messo in difficoltà l’economia nazionale. Le regole del gioco e le normative cambiano e sono cambiate enormemente, il settore doveva cambiare e fare i conti con gli Npl, ma il lavoro è stato avviato troppo tardi. Grande limite del nostro sistema è rappresentato dagli Npl che andranno trattati adeguatamente, ma sono convinta che il sistema ha anche potenzialità. L’avvocato Tomasetti, nella sua audizione, ha indicato un orizzonte temporale di 24 mesi in cui la nostra banca dovrà affrontare situazioni complesse, ma ha evidenziato anche che è una delle poche banche europee indipendenti dalla Bce. La vigilanza è strategica ed è importante la sua autonomia, ma anche la sua capacità dialogante. Mi ha colpito l’importanza che l’avvocato dà alla creazione di un ufficio studi per dare impulsi all’economia e per avere informazioni in anticipo per prevenire tendenze. Nel momento in cui concluderemo l’accordo di Banca Italia e avremo rafforzato la vigilanza, ridotto la burocrazia e mantenuto una fiscalità interessante, avremo finalmente un sistema competitivo.

Gian Carlo Venturini, Pdcs

La presidenza di Bcsm è vacante da almeno 6 mesi, non ripercorro quanto accaduto nel frattempo e gli avvicendamenti nella direzione di Banca centrale, credo però sia doveroso da parte di tutti in Aula fare alcune considerazioni. Voglio partire dalle strumentalizzazioni partite nel dibattito di ieri sera. Nessuno di noi può sottrarsi a certi obblighi previsti dalla legge, nella giornata di ieri due consiglieri del mio partito hanno ricevuto una convocazione giudiziaria che è stata poi riportata erroneamente dagli organi di stampa. Dopo quelle convocazioni mi sono stati riportati in via sommaria dei fatti ed elementi molto gravi e significativi, credo ognuno di noi abbia l’obbligo di fare una rifessione su queste cose, su fatti risalenti all’ultimo anno e hanno segnato per molti anni il futuro del Paese. E’ opportuno nei termini e modi più opportuni, visto la gravità di certe situazioni, fare riflessioni nei modi che loro Eccellenze riterranno opportune. È urgente che tutti i rappresentanti delle forze politiche possano fare le riflessioni più opportune su quello che sta venendo fuori da alcune comunicazioni che in questi giorni sono arrivate ad alcuni colleghi che erano parte del Ccr. Non vado oltre con altri elementi perché prima della nomina e dell’opportunità di procedere, credo sia opportuno valutare quali siano le problemtiche che segneranno il futuro del Paese.

Lorenzo Lonfernini, Rf
Mi rimetto alle decisioni che i Reggenti vorranno assumere, ma mi preme sottolineare, rispetto quanto detto ieri in comma comunicaizoni dallo stesso Venturini, che c’è stata una correzione di tiro. Ieri si parlava di comunicazioni giudiziarie come fossero avvisi di garanzia e oggi si parla di un altro genere di cose.

Sappiamo tutti poi che c’è una indagine in corso, io ritengo sia opportuno andare avanti con la nomina del presidente di Banca centrale. Rispetto all’audizione di Tomasetti in Commissione Finanze, interessante è la sua indicazione rispetto ai risvolti positivi che ci possono essere dalla Brexit per il nostro Paese, e che sviluppi positivi ci possono essere da Fondi che auspicano di diventare banche. La mancanza di Bcsm fino ad oggi è stata quella, quando ormai la crisi di raccolta si stava palesando, di non aver capito per tempo che l’unica soluzione era di aprirsi ad una operatività più ampia e di intraprendere accordi con altre realtà non portati a termine. Credo l’Avv. Tomasetti sia conscio delle difficoltà che stiamo attraversando e che tutti i membri della commissione Finanze abbiano tratto una impressione positiva del candidato. Mi allineo a quanto espresso da altri commissari presenti in quella commissione ed esprimo il mio giudizio favorevole al candidato proposto dal governo.

Marina Lazzarini, Ssd
Quando Grais consegnò le dimissioni alla Reggenza fui molto rattristata perchè ritenevo che la sua visione di cambiamento fosse quella giusta. La sua soluzione era molto chiara: chiedeva alla parte pubblica di definire un progetto paese in grado di realizzare sviluppo e compiere risparmi sulla spesa pubblica. La parte privata doveva impegnarsi a fondo nella revisione dell’iter decisionale e nel cambio governance. Riteneva necessario chiedere assitenza al Fmi perché certificasse la validità del progetto e infine rivolgersi anche ai mercati internazionali per un collegamento ai buoni del tesorso Non eravamo pronti? Non c’era abbastanza consapevolezza? Forse abbiamo perso tempo, ma oggi quel progetto c’è, e si chiama Piano di stabilità. Il percorso da fare oggi è chiaro ma abbiamo bisogno di avere tutti gli attori al loro posto e quindi veniamo alla nomina del presidente Bcsm. Ringrazio i candidati Neri e Tomasetti per la disponibilità e per aver accettato la sfida, dimostrando di avere fiducia nel nostro paese e rispetto per le istituzioni. Entrambi hanno sottolienato come Bcsm debba essere riorganizzata, mantenendosi indipendente nelle funzioni di vigilanzam ma anche conservando un aspetto dialogante. L’apertura al mercato europeo è una possibilità che il paese può e deve cogliere, Bcsm deve essere l’antenna che capta quello che c’è in giro per dare indicazioni valide al sistema. Condivido l’appello fatto da Tomasetti a tutta la politica, quando ha detto di ritenere fondamentale che la scelta del presidente avvenga con i voti anche della minoranza, sottolineando che in questo momento non esistono maggiorana e opposizione e che in questo momento c’è in gioco l’intero Paese.

Pasquale Valentini, Pdcs

E’ abbastanza difficile tracciare i contorni del dibattito che si sta delineando, per certi versi anche inverosimile. Sembra che siamo qui a tessere elogi del candidato Tomasetti e anche dell’altro, quello che è gravissimo è che sembra che questi signori stiano entrando nel paradiso terrestre. Questi signori stanno entrando in una banca centrale che nei suoi vertici, nella vigilanza, è oggetto di indagini giudiziarie. Credo sia impossibile non tenere conto di quello che l’ordinanza emessa dal tribunale sta dicendo, anche se in forma impropria sono pubblicate notizie sulla stampa che dovrebbero essere riservate. C’è il contenuto che va visto e ieri mi ero permesso di dire questi signori che vengono a presiedere Bcsm dobbiamo essere certi che costituiscono un elemento di discontinuità, perché quello che è successo, visto quello che c’è scritto, non riguarda solo la questione Titoli, in cui prevale interesse paritcolare, ma ha come orizzonte il dove andavamo prendere le risorse e da chi. Il progetto che c’è dietro non riguarda solo una banca privata ma le scelte grandi e generali rispetto il sistema economico del nostro Paese, indebitare in un modo piuttosto che un altro non riguarda solo le banche. Il primo organismo intenraizonale che ci ha messo in ginocchio non è il Fmi ma il Moneyval, perché nel 2008 non avevamo una banca centrale all’altezza della situazione. Nell’audizione i candidati stessi hanno posto un problema: nell’Ue il ruoli delle Banche centrali è diminuito perché demandato alla Bce. Nel nostro Pase al contrario, l’unico organismo di garanzia è Banca centrale, per noi quella banca ha una rilevanza esterna maggiore di una Banca d’Italia o altre banche centrali di altri Paesi. Altrimenti ci dobbiamo far vigilare da altri organismi dell’Unione. Non abbiamo un organismo ‘sopra’ che ci può dire cosa dobbiamo fare. Quando cambiamo lo statuto mi piacerebbe sapere se c’è stato qualcuno che si è interfacciato con questo organismo, perché rischiamo un enorme marcia indietro. Questo governo ha la caratteristica di voler forzare la mano per non fare dire alla magistratura quello che vuole dire, ma quando emergeranno i documenti della magistratura, con chi ce la prenderemo? Il Consiglio sta avvallando cose di cui non sa. Bisogna che su questa faccenda si faccia chiarezza.

Michele Muratori, Ssd

Quella che sta attraversando il paese in ambito bancario è la cosìdetta ‘tempesta perfetta’ architettata da chi vuole creare confusione, avvinghiandosi alla sacca di potere consolidata negli anni che non vuole mollare. La nomina del presidente Bcms è fondamentale per dare una governance potente e operativa. Ringrazio Grais per aver aiutato il Paese nella riqualifica della banca. La sfida del nuovo presidente sarà sicuramente quella della sottoscrizione del Memorandum d’intesa con le banche centrali di altri Paesi, per garantire massima operatività delle nostre banche ampliandone i confini. Significa ampliare il mercato di riferimento. Bcsm ha un ruolo di supporto alle riforme del governo che metteranno in sicurezza il sistema in una prima fase e lo rafforzeranno in una fase successiva. Consapevoli di avere di fronte due professionisti, ringrazio per la disponibilità di entrambi ed auguro un proficuo mandato a chi verrà eletto.

Francesco Mussoni, Pdcs

I due profili sottoposti in Commissione finanze hanno riscontrato entrambi la mia personale accoglienza. Le figure presentate sono assolutamente di livello e hanno espresso una visione delle problematiche chiara. Sono più propenso alla figura dell’Avv. Tomasetti, la scelta di governo e maggioranza mi troverebbe personalmente d’accordo. Ma il punto non è questo, non è la nomina del presidente Bcsm, ma che le notizie che stanno emergendo e auspico ci sia una lettura serena su un quadro preoccupante di quanto pare sia accaduto in ambito Bcsm dal 2017 a tutto il 2018, con i precendenti vertici. Ma non è chiaro qual è stato il ruolo politico del governo rispetto a questi fenomeni che si stanno esternando. La valutazione che faccio è che sarebbe bene chiarire e aspettare, non per la scelta delle persone, ma per capire se ci sono ancora residui di quei meccanismi di cui stiamo leggendo nelle logiche di selezione o nei rapporti con dominus esterni sammarinesi. Il tema è che ci sia stato in questo arco temporale su Banca centrale un controllo di fatto esterno, un gruppo di persone che faceva scelte sul sisteam finanzairio e va chiarito, come va chiarito il ruolo del governo su quel meccanismo. Perchè se non capiamo ci sia distanza da quel meccanismo per la nomina di Tomasetti, rischiamo di non garantire la reputazione a Banca centrale. Non è quindi la figura, sono inquetanti le comunicazioni che stanno emergendo. Abbiamo aspettato mesi, si prenda ancora del tempo per procedere alla nomina.

Nicola Selva, Rf

Anche oggi vedo meccanismi attivati per screditare e attaccare l’avversario a prescindere, al limite del lecito, con l’unico obiettivo di far saltare la nomina di oggi e non far ripartire Banca centrale, cosa che invece è importante per ridare stabilità al sitema finanziario. Non capisco cosa c’entra una nomina in questo istituto, di fronte a certamente un aspetto giuridico nei confronti di persone che poi non ci sono più. Qui dobbiamo guardare al presente, al sistema bancario, è un problema serio da affrontare senza sciabola, qui non si deve compiacere o distruggere qualcuno, abbiamo di fronte il sistema bancario per cui in passato sono stare create le situazioni di oggi. Non sono un tecnico, la proposta di revisione di Bcsm ha come obiettivo la semplificazione della struttura nei suoi processi interni, che tenga conto dei soggetti vigilati, da meno a più complessi, non deve solo seguire la logica di riduzione dei costi, anche se è importante, ma obiettivo è realizzare l’istituzione utile al Paese in grado di affrontare l’evoluzione del sistema bancario nei prossimi anni. La ristrutturazione non può prescindere oggi dalla nomina dei suoi vertici. E oggi dobbiamo inserire un nuovo presidente. Non possiamo più rimandare.

Joseph Carlini, Ssd

Oggi siamo davanti a una nomina sostanziale, il nuovo presidente avrà un ruolo fondamentale per affrontare le riforme necessare a la riorganizzazione di Banca centrale. Al presidente spettano compiti di rappresentanza ma avrà il compito più gravoso di guidare il processo di ristrutturazione che avrà non solo l’obiettivo di contenere i costi. Finalmente l’Aula si appresta a votare un nuovo presidente. I candidati sono ascoltati in Commissione finanze, Tomasetti in un suo intervento sottolinea la consapevolezza del ruolo cruciale di Bcsm nei primissimi anni. Apprezzabile l’invito a che tutta la politica dia sostengo al presidente attraverso il voto. Se veramente abbiamo a cuore questo comparto, ribadisco l’importanza della nomina odierna.

Marianna Bucci, Rete

Si tratta dell’ennesima nomina del presidente di Banca Centrale. Banca Centrale che da quando è nata, non credo abbia avuto o di rado ha avuto il privilegio di godere di nomine di presidente e direttori arrivati a fine mandato. Tutti sono cambiati in corsa. E questa è una delle cause ostative alla creazione di un rapporto serio, sano, di dialogo con l’Italia. Perché i punti di riferimento non sono credibili, visto che cambiano con una cadenza troppo sincopata, troppo ravvicinata. Questa incapacità di garantire una stabilità dei vertici è sintomo di un male ben più grave: del legame malato tra la politica e Banca Centrale, tra i partiti e Banca Centrale. Banca Centrale non sarà mai in grado di svolgere il proprio ruolo di regolatore del sistema e di prevenzione delle crisi bancarie e finanziarie, se non potrà contare su una autonomia tale da tenerla lontana dalle volontà predatorie dei partiti e, allo stesso tempo, sulla capacità degli stessi partiti di tenere lontani, da Banca Centrale, gli appetiti di chi vuole assoggettarla ad interessi personali a discapito del paese. Avere una Banca Centrale asservita agli interessi dei partiti si riflette, in maniera profondamente negativa, sulla stabilità del sistema. Ma questo aspetto non è mai stato compreso o a qualcuno faceva comodo non comprenderlo, per cui autonomia e indipendenza invece di essere dei principi guida sono diventati un paravento dietro cui giustificare qualsiasi operazione, inclusa la copertura dei debiti di privati in banche private con i soldi pubblici. Per cui oggi il nuovo presidente ha un ruolo molto difficile, perché il tessuto su cui si innesta la sua nomina è un tessuto logoro, volutamente logorato da chi attraverso Banca Centrale ha curato i propri affari, da chi l’ha usata per le infornate clientelari, da chi l’ha usata per preservare il proprio istituto bancario dalle ispezioni della vigilanza manipolando le nomine degli ispettori. Per questo dico che il nuovo presidente ha un compito molto arduo davanti a sé, perché non siamo ancora nella fase in cui è possibile ricostruire Banca Centrale. Perché l’attacco non è ancora finito, Banca Centrale e il nostro paese sono ancora sotto attacco. Tanti dei personaggi che hanno reso possibile tutti gli avvenimenti che continuiamo a denunciare, sono ancora ben presenti, ecco io credo che occorra molto di più di un curriculum con i fiocchi per affrontare queste incoerenze. Nell’ultimo anno abbiamo visto quanto sia semplice, per un attore esterno, infiltrarsi all’interno delle nostre istituzioni e delle nostre banche per trarre vantaggi personali. Quanto sia semplice per attori esterni avere propri rappresentati diretti all’interno del cda della banca dello Stato, Cassa di Risparmio, e all’interno della vigilanza di Banca Centrale. L’attacco alla vigilanza di Banca Centrale è un attacco al cuore del sistema perché Banca Centrale spetta il lavoro di prevenzione delle crisi di sistema, Banca Centrale gestisce poteri per garantire la stabilità sistema che è la base per garantire la fiducia e la tutela del risparmio. Così la vigilanza e la stessa Banca Centrale sono diventate causa delle crisi finanziarie invece di essere un anticorpo, invece di essere in grado di prevenirle e fronteggiarle.
La nomina del nuovo presidente giunge a cavallo della riforma di Bcsm, se le linee di indirizzo rimangono quelle della prima bozza consegnataci da Celli, il nuovo presidente presiderà il far west. Nella proposta di riforma infatti viene eliminato il coordinamento della vigilanza per crearne un doppione. Questa riforma non andrà ad incidere sulle lacune che si sono accumulate in questi anni ma andrà ad acuire la sovrapposizione dei ruoli, specialmente nella vigilanza con quello del dg e del cosiddetto direttorio e i dati di vigilanza saranno dominio di un numero sempre maggiore di persone. Ma se non funziona la vigilanza, Banca Centrale non ha ragione di esistere. Allora forse la volontà di rendere inefficace, per legge, la vigilanza rientra a pieno titolo nell’attacco al nostro paese. Una riforma di Banca Centrale come quella prosepttata dal governo sancirà nero su bianco che San Marino la Vigilanza non la vuole. Questo è l’humus, queste sono le sfide che aspettano il nuovo presidente che io mi auguro abbia la forza e l’indipendenza per fronteggiarle.
Altrimenti il rischio è quella di un nuovo caso Capuano.

Jader Tosi, C10

Si tirano fuori pseudo articoli di stampa che io non trovo, mi chiedo quali testate pubblichino articoli di così rilevanza per il destino della Repubblica. Sono andato sui principali organi di stampa, sammarinesi e italiani, ma non ho trovato nulla. E parlo di stampa. E ci spiegano i consiglieri Dc su quali dai muovono questa richiesta? Su cosa si basano queste richieste in parlamento? Sul ‘si dice’ da bar? Ci indicate a quale articolo di stampa vi riferite? Ah, ci si dice che saranno pubblicate domani? Noi oggi dovremmo decidere su cosa dirà la stampa domani? Ancora non trovate il tempo di vergognarvi?

Nicola Renzi, Sds Affari Esteri

Darò lettura del comunicato stampa del governo che potrà dare un contributo sugli intendimenti del governo: ovvero l’accertamento puro e semplice della verità che deve essere fatto nelle sedi giudiziarie e non facendo passare messaggi non veri. Oggi per esempio ho sentito che la vigilanza Bcm è inquisita, ma di quale vigilanza parliamo? Siamo chiari. (Da lettura del comunicato stampa: In merito alla cosiddetta “Questione titoli” ed alle dichiarazioni rilasciate nella giornata di lunedì 7 maggio durante la seduta del Consiglio Grande e Generale da parte del Consigliere Giancarlo Venturini e di altri Consiglieri, il Congresso di Stato tiene a specificare quanto segue. Già nella mattinata di lunedì u.s., come dichiarato dal Governo nel comma comunicazioni del Consiglio Grande e Generale, il Congresso di Stato, circa la cd “Questione titoli”, ha provveduto ad incaricare il Segretario di Stato agli Affari Interni, per tramite degli uffici competenti, al fine di intraprendere ogni azione utile, qualora vengano evidenziati fatti o condotte che abbiano causato detrimento allo Stato,
in tutte le Sedi opportune, a tutela dell’interesse pubblico. Inoltre, a seguito di quanto intervenuto durante la seduta di lunedì u.s. del Consiglio Grande e Generale, il Congresso di Stato, nella giornata di martedì 8 maggio, ha dato mandato all’Avvocatura di Stato di presentare esposto alla competente Autorità Giudiziaria considerando che le dichiarazioni in ordine al fatto che membri del Comitato per il Credito e Risparmio siano stati raggiunti da comunicazioni giudiziarie sono destituite di ogni fondamento ed altresì che il Consigliere
Giancarlo Venturini, nel proprio intervento, denota di conoscere atti giudiziari inerenti procedimenti penali in fase istruttoria, la cui rivelazione potrebbe arrecare danno alle indagini in corso. Infine, circa la diffusione online di provvedimenti giudiziari, il Congresso di Stato censura con forza la violazione del segreto
istruttorio messa in atto, in quanto potrebbe arrecare danno all’indagine stessa e al sereno espletamento dei doveri della Magistratura. In merito a quest’ultimo fatto il Congresso di Stato si
riserva ogni ulteriore e più opportuna valutazione).
Significa che all’interno dei procedimenti in corso e su cui non possiamo dare una sentenza adesso, se si evidenzieranno danni arrecati da chicchèsia nei confronti dello Stato, il congresso è il primo a dire che sarà necessario costituirsi perchè vuole difendere gli interessi pubblici, ma c’è tempo e modo per farlo, per non creare confusione alle indagini in corso. Ci tengo a rimarcare come il congresso di Stato si sia adoperato da tempo a tutela degli interessi dello Stato, sino a quando era uscito un articolo dell’ex direttore Savorelli su un noto quotidiano italiano che arrecava danno alla Repubblica di San Marino. anche in quella circostanza si era attivato nelle sedi adeguate. Nessun complotto, ma la volontà esclusiva di difendere lo Stato. Non è giusto fare processi e parlare di verità in quest’Aula, ma nelle sedi opportune, se no si inficia l’accertamento della verità. Documenti riservati vengono pubblicati su siti internet: questo è un grandissimo vulnus su cui prima o poi dovremo fare i conti. Il consigliere Venturini ha corretto le dichiarazioni di ieri dicendo di aver detto un’altra cosa, ma attenzione quando si dice che una persona è inquisita non si sta facendo bene di quella persona se non è vero. Bisogna ristabilire la verità, mi sembra il minimo. Però ieri, si potrà credere all’errore o meno, non potendo ottenere una vittoria politica, l’importante era screditare l’altro. Ieri ero più scosso, oggi sono più tranquillo perchè so che la verità verrà fuori e poi si potranno fare tutte le analisi del caso, senza intromissioni. Formulo i miei auguri alla persona che fra poco si metterà a disposizione della Repubblica.

Federico Pedini Amati, Mdsi

Non vi ho visto scandalizzarvi quando sono apparse notizie giudiziarie di altre persone, lo scandalizzarsi vale ‘un tanto al chilo’. Mi concentrerei di più su quello che c’è scritto in quelle comunicazioni giudiziarie. Ho paura che ci sia stato un complotto leggendo i primi stralci pubblicati su giornale.sm sulla vendita di titoli tra Confuorti e qualcuno di Bcsm, del Cda. Vi ricordiamo quando vi abbiamo messo al corrente con comunicazioni in chiaro delle possibili commistioni della partita titoli? Purtroppo ora c’è una comunicazione giudiziaria che pare evidenzi una commistione non chiara e su cui c’è una indagine in corso. Non dobbiamo essere noi a fare una sentenza, è chiaro, ma possiamo essere preoccupati e molto di quella acquisizione di titoli, di soldi giacenti in Banca centrale e gestiti in un complotto di più persone, alla luce stralci su un giornale on line? Forse non vi scandalizzate perché quel direttore è stato difeso a spada tratta da questa maggioranza e dal governo fino al giorno prima del suo allontamento. Non ho niente contro l’Avv. Tomasetti, ma la stessa è stata informata su una indagine di questa portata che potrebbe metterla in forte imbarazzo prendendo servizio domani mattina? Io sono tra quelli che vuole questa nomina, in questa sessione, ma ci si può fermare un attimo per affrontare questa questione alla luce di quanto emerso, per essere informati come consiglieri. Anche per smentire la commistione tra il governo in carica e quell’operazione. Si può fare chiarezza che non c’è stata commistione tra Savorelli Confuorti e questo governo? Chiedo se c’è un modo per avere in Aula della documentazione per sgombrare il campo da ogni dubbio sulla commistione tra questo governo e gli ex vertici Bcsm.

Fabrizio Perotto, Rf

Il regime e il palcoscenico bancario creato a fine anni ’90 ha fatto male ai cittadini e alle banche stesse. Le banche sane che hanno operato nella correttezza pagano di più le scelte fatte. È stato un errore in passato mettere i risparmi nelle mani di persone spesso incompetenti e a volte avventuriere spregiudicate. È difficile ripartire oggi ma non impossibile. Non voglio rimarcare e fare emergere colpe e responsabilità per gli ultimi 20 anni, voglio guardare oltre. Cosa deve divenire Banca centrale? Deve rimanere un istituto autonomo in grado di gestire nel modo migliore i rapporti con organismi internazionali e soggetti vigilati, essere capace di dialogare con loro molto meglio che in passato. Sarà compito di Bcsm mettere in campo iniziative per rendere San Marino un paese appetibile. I curricula di Tomasetti e neri parlano da soli, è stato un onore per questo consiglio poterli esaminare e porte affidare a uno dei due un incarico così importante.

Stefano Canti, Pdcs

Avrei voluto fare un intervento breve e orientato al futuro, ma le pubblicazioni ultime a mezzo stampa di atti processuali pongono seri interrogativi a questa aula. Non voglio tornare sul passato e su una banca centrale ormai azzerata, da interventi che hanno eliminato le risorse migliori, spostato le voci critiche, ridotto la vigilanza ad una succursale di qualche banca privata, con infiltrazioni evidenti di un potere che non c’entra nulla con la tutela del risparmio. Mi auguro che il nuovo presidente dia subito il segnale per la trasparenza, ad esempio attuando l’ordine del giorno del Consiglio per la pubblicazione di stipendi e curriculum dei responsabili di struttura, un gesto che puo’ dare il segnale di una nuova tendenza. Anche nei confronti dei media Bcsm deve cambiare rotta. Certe situazioni, come l’affare titoli, non devono accadere mai più, ma non deve neppure accadere che Bcsm venga sfiorata dal sospetto. Si deve chiarire con forza, nel rispetto del segreto istruttorio, che la situazione è stata verificata e con cambiamenti interni alle normative e alle procedure mai più in futuro potrà accadere un avvenimento simile. Questo va detto, con chiarezza, perche’ la comunicazione è importante per essere trasparenti. Banca Centrale ha una rispettabilità azzerata. A tutti questi danni bisogna subito porre rimedio. Il nuovo presidente dovrà quindi lavorare subito per riallacciare i rapporti con Banca d’Italia. Ora abbiamo bisogno di un rapporto duraturo con Roma. Con persone in grado di essere all’altezza di questo compito, cambiando anche chi non si dimostra tale. Una vigilanza seria ha bisogno di persone al di sopra di ogni sospetto e preparate. Il nuovo presidente deve immediatamente verificare se esistono queste persone in banca centrale. Se la struttura è diretta da persone adeguate. Se vi sono in vigilanza persone integre e non legate ad un passato oscuro. Se vi sono in vigilanza persone in grado di relazionarsi con Banca d’Italia senza macchie sul loro passato, come ad esempio sanzioni proprio di Banca d’Italia.
Auguro al nuovo presidente di fare subito scelte, anche dolorose ma efficaci, per riportare la vigilanza in un sentiero giusto, scegliendo le migliori professionalità disponibili in territorio, ponendo fine alla moda dei consulenti strapagati e investendo sui sammarinesi, su quelli che esistono già formati e sui giovani da formare, gli unici che possono garantirci di operare per il bene del nostro paese e non solo per garantirsi qualche anno di stipendio adeguato. Il rispetto delle regole è la strada principale per avere di nuovo una vigilanza. Abbiamo una legge quadro in materia di sistema finanziario completa e dettagliata, se servono aggiustamenti si possono fare, ma quelle regole devono valere per tutti, non per tutti tranne una banca. Il mio intervento sarebbe finito qui, ma le nuove notizie apprese ci danno nuovi importanti elementi. In primo luogo i membri del Congresso, che paiono gli unici nel paese a non sapere cosa è accaduto, si renderanno finalmente conto di quale era la situazione in banca centrale. Io credo sia necessario ripartire dalla pulizia. In primo luogo serve immediatamente un nuovo vice presidente al posto dell’avv Cecchetti, che deve essere rimossa anche da tutti gli altri incarichi attribuiti dal governo. In terzo luogo serve una pulizia in vigilanza, rimuovendo tutte le persone colluse con savorelli e con il passato, portando in vigilanza persone in grado di operare per il bene del paese, non per lo stipendio.

Marco Podeschi, Sds Istruzione

Il dibattito sta assumendo toni particolari. Penso che i due candidati, in particolare Tomassetti, siano di elevato profilo e possono guidare Bcsm per il futuro. Detto questo vorrei fare qualche considerazione politica, qualche consigliere ha fatto infatti ragionamenti arditi. ‘Non c’è organizzazione in vigilanza, si naviga a vista’..riflessionni pesanti su Banca centrale, rimango perplesso perchè non è composta solo dalla Vigilanza. Il problema è capire qual è il vento cospirativo dietro Bcsm e dietro il governo. Qualche passo indietro: ho citato i convegni cui ha partecipato Confuorti come ad Avantage Financial al Meeting dal 2010 fino al 2017, se il governo ha questi fini cospirativi con questa persona, allora bisogna ricordare che anche i membri dei governi precedenti hanno incontrato in quegli anni lo stesso Confuorti. Non mi sembra che questa persona sia arrivata qui per sbaglio e negli ultimi mesi a San Marino. E ricordo che l’associazione Metting dei popoli riceve un contributo annuale da San Marino. Allora sinceramente non capisco perché improvvisamente c’è in atto una specie di ‘cupola’, qualcuno ha detto ‘organizzazione a delinquere’. Vorrei capire se qualcuno poteva fare quello che voleva o se gli allocchi siamo noi. Si parla di interessi particolare di qualcuno: qui è mancanza di rispetto per i cittadini. Quando è stato nominato Grais ero molto dubbioso sul percorso di nomina come consigliere di opposizione. Ma c’è un limite da rispettare. Visto che si invoca il rispetto delle leggi poi quando ci sono certi interventi e se ne frega di tutto, allora prendiamoci responsabilità, chiediamoci se siamo in grado di avere buon senso per la nomina della presidenza di Banca centrale. C’è anche una questione di autonomia che va spiegata agli organismi internazionali. Inutile che vogliamo andare a spiegare come aprocciarci a Npl e Fmi, c’è un minimo di serietà. Poi dobbiamo fare una riforma di Bcsm e, se ci approcciamo così, non so come ci arriveremo. Saremo noi a decidere lo Statuto per un avere modello organizzativo ottimale per affrontare le sfide dei prossimi anni.

Davide Forcellini, Rete

Il Sds Celli mi ha dato diversi spunti di riflessione. Rilevo la volontà di sottoscrizione di un memorandum di Banca d’Italia, se è davvero questo l’input di governo e maggioranza a una nuova governance, sono convinto si potrà tentare di colmare un grosso gap che la precedente direzione non è riuscita o non ha voluto proporre. Segnalo quindi questa positiva correzione di tiro che mi conforta, ma mette ancora in luce un modo di procedere per tentativi su un settore così delicato. Speriamo che oltre al Memorandum con l’Italia la nuova direzioni voglia applicarsi per il ripristino di credibilità. Il mio primo grosso timore: che quest amaggioranza non sia in grado di prender decisioni lungimiranti. Il suo orizzonte è troppo limitato e spesso legato solo alla contingenza attuale. Sembra che Banca centrale sia una lavatrice che sta facendo troppo rumore e per cui siete d’accordo per cambiare ingranaggio e chiudere lo sportello e avviare centrifuga. Il problema è se questa professionista sia lasciata libera di lavorare, tutte queste parole allora potrebbero avere un senso, altrimenti è solo un’altra consulenza che impoverirà nostro paese. Finchè le scelte sul sistema bancario sono calate dall’alto, potete mettere chiunque e qualunque professionista abbia spalle forti per resistere a pressioni, altrimenti farà bene ad andarsene.

Luca Boschi, C10

Non è facile non cadere nel tranello dell’opposizione che cerca di distogliere l’attenzione su temi su cui dovremo confrontarci. Il tranello è iniziato ieri quando alcuni consiglieri di opposizione hanno cercato di distrarre l’opinione pubblica dando notizie false e calunniose, poi oggi abbiamo assistito alle smentite ma si rilancia cercando di sospendere la nomina del nuovo presidente di Bcsm perché c’è un indagine in corso e lo sapevamo da un pezzo sul ‘caso Titoli’, relativamente al quale alcuni esponenti politici sono stati chiamati a deporre come persone informate dei fatti. Pensare che i nostri cittadini possano confondere chi è chiamato a deporre con chi ha ricevuto un avviso di garanzia significa avere poca stima dei nostri cittadini. Queste persone chiamate a deporre paiono i membri del precedente e dell’attuale Ccr, perché queste ipotesi di reato fanno riferimento ad atti risalenti alla scorsa legislatura. Se complotto c’è stato, è nato nella precedente legislatura. Invece sarebbe meglio concentrarci sulle prospettive del sistema bancario e sono convinto che processi si fanno in tribunale, non in Aula. Poi pensare di posticipare una importante nomina che attendiamo da mesi perché i precedenti vertici non si sono comportanti in modo corretto è ridicolo. A Pedini: io so che Tomasetti era a conoscenza dell’indagine perché in Commissione glielo ha chiesto il consigliere Ciavatta.

Oscar Mina, Pdcs

Oggi siamo qui a fare valutazione su due curricula dopo mesi di attesa per la guida dell’istituto. Mi viene da pensare il perché sì la Tomasetti e il perché no al prof. Neri. Non ero presente in Commissione, credo non ci siano aspetti per non ritenere l’avvocato non idoneo al suo ruolo. Sotto l’aspetto politico il segretario Celli ha sottolienato l’auspicio che lo stesso dovrà sapersi rapportare con canali istituzionali, governo e forze politiche. Questo non è di poco conto per noi consiglieri, per questo voglio cogliere le sue dichiarazioni in modo positivo, ma denota anche la mancanza su valutazioni su vicende che sembrano venire a galla rispetto al procedimento giudiziario in corso. Sono fatti che denotano qualche sospetto. Auspico questa nomina sia l’inizio di un percorso nuovo che possa soddisfare aspettative di tutto il paese e del compaerto bancario ed economico.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs

Mi chiedo perché dovremo ringraziare Grais, forse perché ha fatto di tutto per bloccare la centrale rischi? Per l’Aqr che è ancora lì, non si capisce quali siano gli esiti, e perché Abs ha rimarcato come la conduzione di allora sia avvenuta senza concertazione? Perchè ha allontanato e mandato a casa sammarinesi dalla vigilanza? Continuiamo allora a ringraziarlo.

Marco Gatti, Pdcs

Prima di parlare delle persone dovremmo parlare dei mandati, e in base a quello decidere la persona più adatta . Il discorso è che c’è in corso un interesse su San Marino. Non ero in commissione Finanze, mi pare sia stato fatto un uso improprio delle istituzioni, anche perché non spetta alla Commissione la nomina. Il punto è comunque la scelta della persona migliore ma non sappiamo quale mandato vogliamo dargli. Non vorrei che andiamo a inserire questa figura in una banca centrale dove le problematiche ci sono. Se pensiamo le problematiche siano solo Siotto-Savorelli ci sbagliamo. Sul sito che pubblica le informazioni giudiziarie, si riporta un dialogo tra Siotto e qualcuno di Banca Cis che sapeva prima delle garanzie dello Stato, potrebbe essere non un rappresentante della politica, ma anche un consulente.. Se anche questa è la figura migliore, siamo sicuri di volerla mettere lì da sola? Non esiste più una vigilanza autorevole che può garantire fuori di qui che a San Marino c’è vigilanza. Bisognerebbe invece ragionare di un pacchetto consistente, non di una persona sola che poi fa la fine del dott. Capuano. Corriamo questo rischio.

Dalibor Riccardi, Indipendente

I due professionisti che ho avuto modo di ascoltare in Commissione Finanze mi hanno fatto entrambi buona impressione, anche io avrei preferito il candidato Tomasetti, perché oltre al profilo di tutto rispetto, ha anche esperienza in ambito di ristrutturazione bancaria. Tra l’altro si è posta in maniera ottima, esprimendo volontà di un rapporto costruttivo tra Banca centrale e politica, credo sia un candidato credibile per la presidenza di Bcsm. Mi auguro le sue capacità aiutino a sottoscrivere quanto prima il Memorandum con l’Italia e a portare alla riorganizzazione dell’istituto.

Stefano Spadoni, Ssd

Entrambi i candidati proposti vantano profili di spessore, tra questi è emersa la preferenza del governo per Tomasetti e la ritengo una figura assolutamente con le carte in regola. Non sarà il suo un lavoro facile. Esprimo tutto il mio apprezzamento e in bocca al lupo al futuro presidente di Bcsm.

Elena Tonnini, Rete

Il Rapporto con Banca d’Italia va ripristinato e temiamo che la scelta del capo vigilanza, prima Siotto poi Mazzeo, che è stato sanzionato. Con l’operazione Titoli sono stati sanati i debiti della famiglia Confuorti, è un’operazione che va ben oltre il salvataggio della banca. Si parla di un’operazione penalizzante per Bcms, come dice lo stesso Siotto. L’operazione titoli è stata la testa d’ariete per indebitare il nostro sistema? Bcsm è stata colonizzata dagli uomini di Confuorti. Eii l progetto non è stato abbandonato, da parte di chi vuole il nostro Paese in ginocchio. Il tribnale certo lavora, ma non può essere questo un deterrente per la politica per non farla intervenire. Un nuovo presidente di Bcms lavorerebbe meglio con persone che segnalano e attorno alle quali si fa quadrato, o in cui chi segnala viene messo alla berlina? Celil ieri ha dato a noi degli infami perché non abbiamo piegato la testa, ma lei continuando a negare, dimostra di essere colluso con il sistema. Io sono state denunciata in Lussemburgo da Confuorti, che usa le intimidazioni su cosa si possa dire o no in questa Aula, stessa cosa che ha fatot impedendo a Grais di parlare con la tv di Stato. Ho sempre più impressione che la denuncia in Lussemburgo sia stata fatta da Confuorti, ma sia partita qui. Faccio appello ai cittadini, io non ho più fiducia in quest’Aula, se qualcuno era in buona fede sarebbe già dovuto intervenire. Nonostante il lavoro del commissario Morsiani, il nostro Paese non è immune da persone che hanno ancora mire sulle risorse sammarinesi.

Iro Belluzzi, Psd

I candidati hanno mostrato un approccio diverso dal passato, dialogante con le istituzioni. Se verrà votata l’avv. Tomasetti posso dire di essere soddisfatto, mi ha dato l’idea di persona capace, attenta e anche sensibile alle esigenze e potenzialità di San Marino. Unico rammarico che mi porterà a non partecipare alla votazione è il fatto che una persona che si accosta nei migliori dei modi venga inserita in una Banca centrale che è conseguenza dell’agire di una Banca centrale di Savorelli, Siotto e altri, dove non esiste vigilanza. Sarebbe stato meglio affiancarle una persona del nostro territorio.

Roberto Ciavatta, Rete

Inizio augurando al primo presidente donna buon lavoro, anche a me ha fatto buona impressione, pur non potendo votare, probabilmente non prenderò parte al voto per non dare voto contrario e aspicando unanimità dei presenti. Perchè abbiamo necessità in questa fase di grandissima crisi del sistema economico finanziario di trovare un guida che assieme alle parti faccia ripartire il sistema. Ma non posso non intervenire sul tema in discussione: avevamo chiesto di poter fermare un attimo la discussione per metterci in contatto con il futuro presidente e metterla a conoscenza di quello che sta succedendo e mi auguro non vada su internet in questi momenti.

Serve una garanzia del nuovo presidente, voi siete convinti non emergerà nulla, eppure già emergono particolari dal sito Giornalesm di situazioni tra funzionari di una banca che indicavano ai vigilanti di Bcsm come operare. Credo sia una priorità ristabilire la vigilaza in Bcsm, non può farlo Mazzeo, né Moretti, ma lo deve fare il neo presidente.

Mariella Mularoni, Pdcs

Non entro nel merito del candidato e del suo profilo, che appare di alto livello, e mi fa molto piacere sia stata candidata una donna. Ma lasciatemi qualche osservazione: si è persa l’occasione di nominare un sammarinese. Forse sono profili suggeriti dall’esterno? Rispetto quanto pubblicato oggi, mi meravigliano le risatine isteriche di qualche membro di governo, è stata piuttosto informata la candidata? Sarebbe opportuno fermarsi a riflettere, non per ostacolare la nomina. Ma come si fa a fare finta di niente quando si parla di pressioni, ingerenze, commistioni e di compravendita di titoli. Senza chiarezza non c’è serenità per affrontare la nomina della presidenza Bcsm.

Alessandro Bevitori, Ssd

Oggi il Consiglio è chiamato a individuare il nuovo presidente di Banca centrale, il profilo individuato in Tomasetti è in grado di dare impulso e rilancio a questo istituto. Abbiamo necessità urgente di avere le nostre istituzioni nel pieno delle proprie funzioni per affontare sfide dell’immediato futuro: piano di stabilita, accreditamento internazionale del nostro comparto economico e finanziario. Per questo ben vengano figure come il nuovo presidente che potranno dare competenze e prestigio ai nostri istituti. Prestigio perché paghiamo il danno di immagine dei vertici del passato, a partire da Clarizia, Gumina fino ad arrivare a Savorelli. Dalla minoranza c’è chi chiede di fermare le bocce sulla nomina. Niente di più sbagliato, di fronte all’immobilismo meglio andare avanti. Al congresso di Stato: andiamo avanti, abbiamo un gap da recuperare velocemente, andiamo spediti, c’è in gioco il futuro del Paese. Abbandonate il clima da Sherlock holmes, dateci piuttosto le prove, siamo i primi in caso a volerli mandare a casa, come abbiamo giò fatto. Proseguiamo nel riordino di Bcsm, ne abbiamo bisogno, auguro buon lavoro a Tomasetti.

Alessandro Mancini, Ps

Dobbiamo ringraziare Grais per aver rafforzato e consolidato il sistema finanzairo? Qualche dubbio mi è venuto. Per aver raggiunto l’accordo con Bankitalia? No, ma lui era quello dell’internazionalizzazione, allora lo ringraziamo per aver portato investitori, ma non posso ringraziarlo neanche per quello. Credo Grais abbia grande responsabilità nell’aver proposto il direttore Savorelli. Non entro nei fatti di attualità di questi giorni, ma c’è qualcuno che qui dentro parla di complotto. Allora facciamo lavorare chi deve lavorare e che la verità arrivi prima possibile. Il nuovo presidente di Bcsm dovrà fare tanto. L’audizione è stata buona per entrambi, mi sarebbe piaciuto capire le ragioni per cui si è scelto Tomasetti, invece che l’altro. Certamente, ‘a pelle’ anche per me Tomasetti aveva quel qualcosa in più. Dovrà ripristinare il clima di serenità interno alla struttura prima di tutto, dovrà essere di supporto al governo per la riforma di Bcsm, dovrà essere un interlocutore per tutto il sistema e sono convinto che riuscirà in questo. Ma la domanda che mi faccio e faccio ai consiglieri di maggioranza: avrà gli anticorpi necessari per fare questo, di prendere la guida di Bcsm in sicurezza? Oggi si era chiesto di fare un riflessione prima di procedere alla nomina, perché per noi era una riflessione da fare. Abbiamo preso atto che non c’era bisogno di fermarsi, magari avete più informazioni di noi, ma qualche dubbio è lecito. Mi auguravo si arrivasse alla nomina presidente con un indirizzo preciso sul progetto di sviluppo del sistema bancario. Oggi si dice che nel piano di stabilità ci sarà ampio spazio per questo, anche se io ho visto solo tasse, la patrimoniale, ma arriverà anche quello. Faccio in bocca al lupo all’Avv. Tomasetti, perché assumerà un incarico non facile.

Marica Montemaggi, C10

Ho sentito poco valutare dalle opposizioni il metodo utilizzato per giungere alla nomina del presidente. Ci si lamenta sempre per mancanza di partecipazione e condivisione. Forse se non c’è bisogno di sottolineare la condivisione e la trasparenza che ci sono state.
Due considerazioni sulle dichiarazioni dei consiglieri Dc che oggi hanno un po’ raddrizzato il tiro rispetto a ieri, quando si diceva che membri di governo avevano avuto comunicazioni giudiziarie, oggi invece si parla di convocazioni per richieste di informazioni, ciò non toglie che si batte sempre sulle sentenze, anche se questa non è un’aula di un tribunale. Abbiamo sempre ribadito che la magistratura deve fare il suo corso. Sul ‘caso Titoli’ non è vero le notizie apprese oggi, proprio in quest’Aula è stato annunciato a suo tempo che c’era una questione titoli. Non confondiamo sempre a seconda di come vogliamo tirare la questione. Rispetto al presidente, sulla base curriculum e professionalità di alto livello di chi si è presentato, non si possono che confermare competenza e capacità di prendere in mano una situazione che può essere molto delicata.

Mimma Zavoli, C10

Sono contenta che per questo incarico sia stata selezionata una donna, mi fa particolarmente piacere. C’è un dibatitto in corso che ha toccato considerazioni che non riguardano l’oggetto del comma. Mi sarebbe piaciuto si fosse rimasti all’interno di valutazioni politiche e su questo l’intervento del collega Mancini mi ha stupito favorevolmente, con un taglio dall’opposizione accettabile per lo scontro politico. Purtroppo non si riesce a rimanere comunque sull’oggetto del dibattere e in un ambito di confronto leale.

Roberto Giorgetti, Rf

Questo dibattito è la prosecuzione del comma comunicazioni di ieri, dove abbiamo assistito ad alcuni consiglieri che, con i loro interventi, lo hanno inquinato con falsità. Questa è purtroppo la premessa. Visto la pubblicazione di documenti su un sito on line, sul procedimento detto ‘questione titoli’, qui in Aula ci sono già le certezze su chi ha le responsabilità. Ma si possono dire alcune cose: sull’operazione Titoli c’è una indagine in corso, mi auguro si acquisisca ogni elemento per appurare eventuali reati e chi li ha commessi e i danni derivati al Paese. Se si vuole parlare della ‘cupola’ tra Savorelli, Siotto e qualcun altro, credo anche io sia necessario fare massima chiarezza. Ma se si pretende di farla in questa Aula con l’approccio di ieri e oggi, credo che difficilmente raggiungeremmo l’obiettivo. Questo lavoro lo deve fare la magistratura, qui possiamo fare considerazioni politiche, ma su presupposti certi. E se qualcuno ha sbagliato deve essere chiamato a rispondere delle proprie responsabilità chiunque esso sia. Con il dibattito che volevate fare oggi, cosa avremmo avuto per fare cosa? Non abbiamo nemmeno dei rinviati a giudizio.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»