Europa, viceministro Giro: “Bene Macron, ma non siamo ancora al sicuro dal populismo”

Il viceministro agli Esteri Mario Giro parla delle elezioni in Francia ma anche di quelle in Italia
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ROMA – Oggi si celebra la ‘Festa d’Europa’. Con la vittoria di Macron all’Eliseo l’Europa è salva? “Ancora no– risponde il viceministro Mario Giro-. È un’ottima notizia, di cui tutti ci rallegriamo, ma l’affermarsi di movimenti xenofobi, populisti, sovranisti e nazionalisti, come dice Macron stesso, è ancora un problema. L’Europa nasce dalle ceneri di Auschwitz, quando perse la sua anima: questo non va dimenticato. Non è un evento così lontano nel tempo. Ancora assistiamo a genocidi nel mondo, e la guerra è arrivata in Europa, pensiamo all’Ucraina. Il discorso è ancora serio” chiude sul punto il viceministro. Per sconfiggere i populismi si possono recuperare le radici cristiane, come suggerisce papa Francesco, “ma anche quelle greco-romane, l’eredità dell’epoca dei Lumi, la Rivoluzione francese ricordata da Macron, e molti altri apporti”.

Per il viceministro Giro la storia ha lasciato “un’eredità complessa, che ha composto un continente plurale, complicato e difficile. Quindi dobbiamo batterci, e non bastano pochi slogan vacui sull’Unione: molti cittadini- il suo monito- sono arrabbiati perché non la capiscono. C’è il rischio che demoni antichi risorgano, quindi dobbiamo ricordare sempre da dove simo partiti – ossia dalle ceneri della Seconda guerra mondiale – e quindi dobbiamo allarmarci: perché se la guerra ritorna, come vediamo oggi in Ucraina, o come è accaduto negli anni Novanta nei Balcani, vuol dire che non siamo immuni a tale pericolo, non siamo diversi dagli altri”.


“CENTRODESTRA CON ESTREMISMO PERDE, NON SI PUO’ SEGUIRE SALVINI”

“Con l’estremismo di destra si perde” e Berlusconi e il centrodestra “devono darsi una politica precisa, con delle soluzioni. Non si può solo dire di no”. La sconfitta in Francia di Marine Le Pen per il viceministro agli Affari esteri Mario Giro dimostra che posizioni troppo dure e intransigenti su temi d’attualità non porta alcun vantaggio: “Prendiamo il caso dei migranti, la polemica più calda di questi giorni- risponde Giro-. Il centrodestra non può lasciarsi attirare da Salvini, che fa discorsi senza via d’uscita: vogliamo lasciar morire la gente in mare? Se questa è la soluzione…”.

Al contrario, per il viceministro il blocco avversario deve indicare soluzioni politiche, e non limitarsi a contestare ciò che non andrebbe fatto. “L’Italia è la frontiera d’Europa: è fondamentale dialogare con i partner europei. Come ad esempio, sul fatto che siamo lasciati soli nel salvataggio”. Ma per Giro, chiedersi se i migranti vadano salvati o meno, “è un altro discorso”. “Salvini, come la Le Pen, cerca di lucrare qualche voto con l’aggressività di chi vorrebbe lasciar morire la gente in mare. Voglio vedere poi se questo accadrà. La tradizione italiana- ricorda ancora- è fondata sull’accoglienza, o quanto meno sulla salvezza della vita. Noi crediamo nel valore della vita umana”.


“GENTILONI? ARRIVA A SCADENZA NATURALE”

Le elezioni francesi faranno andare alle urne anche gli italiani? “No, come ha detto anche il segretario del Partito democratico all’Assemblea nazionale di domenica scorsa- risponde Giro alla Dire-. Si attenderà la scadenza naturale. Il governo Gentiloni gode di sostegno. È un governo di coalizione, all’interno del quale ci sono discussioni e dibattiti”. Mario Giro sottolinea che oggi il Pd è più stabile: “E’ di nuovo il partito di maggioranza ed ha anche un nuovo segretario, che ha la possibilità di interloquire. Quindi io non mi preoccuperei: è la normale dialettica democratica”, conclude.

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