ROMA – La donna soprannominata la “regina della ketamina”, Jasveen Sangha, è stata condannata a 15 anni per aver venduto la droga che ha causato la morte di Matthew Perry, l’attore scomparso il 28 ottobre 2023 all’età di 54 anni.
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La 42enne, lo scorso anno, si è dichiarata colpevole di cinque capi d’accusa, tra cui appunto la distribuzione delle dosi ketamina che hanno portato alla scomparsa della star di Friends. E i suoi legali avevano chiesto una condanna più mite in quanto la loro assistita ha “accettato la responsabilità di una grave condotta criminale” e non ha precedenti penali. Sangha – detenuta dal 2024 – aveva reso la sua casa di North Hollywood, come spiegato dai pubblici ministeri, un “emporio di spaccio di droga”, punto di ritrovo di clienti facoltosi e influenti. Tra questi c’era Perry che, da anni soffriva di dipendenza da sostanze.
LE ALTRE PERSONE COINVOLTE
Secondo la ricostruzione dei Pm, Sangha avrebbe dato la droga a Erik Fleming, un conoscente di Perry, e quest’ultimo l’avrebbe passata all’assistente dell’attore Kenneth Iwamasa. Sia Fleming che Iwamasa si sono dichiarati colpevoli delle accuse a loro ascritte e potrebbero affrontare una condanna a 15 e 25 anni di prigione federale.
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Nella vicenda sono stati già condannati i medici Salvador Plasencia (a 30 mesi di carcere per aver fornito ketamina all’attore nelle settimane precedenti alla morte) e Mark Chavez (a 8 mesi di arresti domiciliari e tre di libertà vigilata). Quest’ultimo ha ammesso di aver ottenuto la ketamina dalla sua clinica e da un distributore all’ingrosso tramite una ricetta falsa, per poi venderla a Plasencia.







