NEWS:

Filippo il principe ombra, gaffeur e contro i pezzi da museo

Dalla BBC ai tabloid, omaggio all''amato marito' di Elisabetta II

Pubblicato:09-04-2021 14:51
Ultimo aggiornamento:09-04-2021 14:55

principe_filippo
FacebookLinkedInXEmailWhatsApp

ROMA – Filippo, futuro sposo di Elisabetta II di Inghilterra e duca di Edimburgo, nacque a Corfù il 10 giugno 1921, come principe di Grecia e Danimarca. Era un momento in cui la cartina geografica e politica dell’Europa era molto diversa da oggi: c’era ancora l’Impero Ottomano, che sarebbe crollato l’anno seguente, mentre in Paesi come l’Italia e la Grecia c’era ancora la monarchia e il Vecchio continente si stava riprendendo dalle macerie lasciate dalla Prima guerra mondiale, ignaro che un secondo conflitto l’attendeva appena 18 anni dopo. Filippo, scomparso oggi a 99 anni, è una di quelle figure a cavallo tra due secoli che nel bene o nel male hanno influenzato la storia. La regina Elisabetta II, nella nota ufficiale con la quale ha dato l’annuncio della morte del consorte, ha sottolineato di “piangere l’amato marito” che l’ha accompagnata nel suo lungo governo, sin dal loro primo incontro, nel 1939. Il matrimonio, il 20 novembre del 1947, fu il primo a essere trasmesso da un’emittente televisiva – la Bbc – e a oggi batte anche un altro record, risultando il più longevo della storia della monarchia britannica. La coppia ha avuto quattro figli, otto nipoti e dieci pronipoti.

LEGGI ANCHE: Uk, è morto il principe Filippo: si è spento ‘serenamente’ a 99 anni

Nelle cronache il principe Filippo è stato solitamente dipinto come “l’ombra” della sovrana, colui che la seguiva negli incontri ufficiali e nelle missioni all’estero, nonché nei vari scandali che hanno coinvolto la Casa reale di Windsor. Ad esempio, fu lui a incoraggiare il figlio Carlo a chiedere la mano di Diana. E dopo la tragica morte di quest’ultima, furono rivelate le lettere in cui il principe scriveva a quest’ultima per darle consigli nel tentativo di salvare il matrimonio. Elisabetta ha perso il consorte in un altro momento complesso per la corona: nel Regno Unito ancora non si sono spente le polemiche suscitate dall‘intervista che il principe Harry e sua moglie Meghan hanno rilasciato a marzo alla conduttrice americana Oprah Winfrey: la coppia ha accusato la monarchia di comportamenti scorretti e persino “razzisti”, rispetto alle origini afroamericane della duchessa del Sussex.
Filippo, ricorda la stampa britannica, ha anche rinunciato alla sua carriera nella Royal Navy per restare al fianco della regina, rappresentando comunque poi per decenni uno dei membri della famiglia con l’agenda più ricca di impegni.


LE GAFFE DI FILIPPO

Dal carattere schietto e curioso, è ricordato anche per le frequenti “gaffe“. Di queste, la Bbc ha pubblicato un elenco che parte dal 1966 quando il duca di Edimburgo disse che le donne nel Regno Unito “non sanno cucinare”. Storica anche la battuta rivolta a un gruppo di ragazzi britannici andati in Cina per motivi di studio: “Non restate troppo o vi verranno gli occhi a mandorla”. Non meno sorpreso sarà rimasto un residente delle Isole Cayman, che si è sentito domandare se anche lui non discendesse dai pirati, “come la maggior parte di voi, giusto?”. Incontrando Malala Yousafzai, la Premio Nobel pachistana per il diritto delle donne a studiare, sopravvissuta a un attentato dei fondamentalisti islamici, il principe Filippo osservò che “i bambini vanno a scuola perché i genitori non li vogliono a casa“. Battute e affermazioni che non sono passate inosservate ai tabloid britannici, con cui il principe aveva un burrascoso rapporto. Il Guardian, uno dei principali quotidiani, oggi però ne dipinge i meriti: sebbene la Costituzione non gli accordasse particolari poteri – poteva essere consigliere della regina ma non aveva accesso ai documenti ufficiali, Filippo “si sforzò di modernizzare la monarchia in modo che non diventasse un pezzo da museo”. Lanciò poi la pratica di “pranzi e feste in giardino non ufficiali” per ampliare la platea degli ospiti da incontrare, provenienti da ambienti e estrazioni diverse.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it