Autostrade, parenti vittime Ponte Morandi: “Schifati da trattative per Aspi”

"Se guardassimo in modo asettico la vicenda, oltre che inorridire per tutto ciò che abbiamo letto in questi mesi, dovremmo tutti insieme porre una pietra tombale sulle pretese degli azionisti"
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GENOVA – “Siamo per l’ennesima volta senza parole e anche francamente schifati. Pare che molti tendano a dimenticarsi tutto quello che ha causato questa azienda e tutto quello che sta emergendo con forza (prova sono le migliaia di cantieri che stanno popolando le nostre autostrade)”. Così, in un lungo comunicato, la presidente del Comitato ricordo vittime Ponte Morandi, Egle Possetti, commentando gli ultimi sviluppi della trattativa per l’acquisto di Aspi.

Pare che una società spagnola sia in procinto di offrire circa 10 miliardi– prosegue, riferendosi alla proposta di Acs di Florentino Perez- questa azienda è in società con Atlantia in Spagna per un’altra concessione autostradale. Ne deduciamo che abbiano apprezzato la remunerazione dei capitali per questa attività in Italia“.

Per Possetti, “la tragedia covid, purtroppo, oltre a distruggere vite ed economia, ha fatto placidamente assopire l’attenzione sulla vicenda autostrade. La nostra Cassa depositi e prestiti ha innalzato in questi mesi i capitali sul piatto per la gestione dell’acquisto, intanto le intercettazioni sembrano non fare più notizia. Noi pensiamo che, se guardassimo in modo asettico la vicenda, oltre che inorridire per tutto ciò che abbiamo letto in questi mesi, dovremmo tutti insieme porre una pietra tombale sulle pretese degli azionisti“.

La portavoce dei familiari delle vittime della tragedia del 14 agosto 2018 attacca anche “le parole che pare provengano da un altro azionista di Atlantia che quasi sembrano essere un ordine al governo italiano: ‘Il governo dovrebbe permettere ad Aspi di essere venduta al miglior offerente senza interferenza politica’. Il nostro governo adesso deve ricevere ordini dai gruppi finanziari? Certo, lo possiamo immaginare che i gruppi finanziari tentino delle pressioni, ma vedere scritte queste frasi da parte nostra, come parenti di 43 persone uccise, non è francamente accettabile”.

Insomma, va avanti Possetti, “diamo il valore che si vuole ad Atlantia, ma prima di far incassare la vendita come Stato dovremo trattenere tutti i costi diretti e indiretti, passati e ponderati futuri, che questa azienda ha causato e che sono sotto gli occhi di tutti”.

Infine, conclude, “il nuovo gestore dovrà essere controllato e monitorato in modo efficace perché la nostra vita deve contare più di ‘quattro soldi’. Vorremmo vedere più serietà e determinazione intorno a noi, lo speriamo anche per non continuare a far rivoltare nella tomba i nostri padri costituenti. Noi siamo qui e continuiamo a lottare”.

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