ROMA – Le ultime settimane per Ditonellapiaga sono state piene di emozioni. Il terzo posto al Festival di Sanremo 2026 con “Che fastidio!” è stato un risultato, forse, inaspettato per la stessa artista che – ieri, ospite di Verissimo su Canale 5 – ha raccontato: “Questo viaggio con questo pezzo e, tutto il mio disco in generale, è stata un’odissea, ma sto raccogliendo tutti i frutti di quello che ho seminato e il fatto che un’artista come me, con un nome come il mio, con un pezzo così pazzo, fosse sul podio per me è ancora veramente un sogno che, però, è diventato realtà e forse è la testimonianza del fatto che l’originalità e la fiducia nelle proprie idee poi ripaga, anche se magari più tardi rispetto a quando ho iniziato a lavorare. Io adesso veramente vedo che ho fatto bene a ad essere fedele a me stessa”.
IL CASO ‘MISS ITALIA’
Nel salotto di Silvia Toffanin, la cantante – al secolo Margherita Carducci – non si è tirata indietro sul tema della polemica scoppiata per il nome del suo nuovo disco, “Miss Italia”, in uscita il 10 aprile per BMG/Dischi Belli. Durante la settimana sanremese, sono state annunciate azioni legali contro la 29enne romana per il progetto e il brano omonimo in esso contenuto: gli avvocati della kermesse hanno parlato di espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al concorso.
“Mi dispiace perché è uscita fuori in conferenza stampa il giorno dopo la prima esibizione, quindi io non non sapevo molto di questa cosa l’ho scoperto lì e magari sono stata anche un po’ colta di sorpresa- spiega Ditonellapiaga-. Il titolo del disco è Miss Italia perché racconta proprio il mio rapporto con la figura della vincitrice. Tant’è che non ci sono neanche riferimenti al modo in cui viene raccontata la Miss Italia del concorso, quindi è un diciamo una sorta di citazione a una figura dell’immaginario collettivo della vincente, della donna perfetta, della donna che è la più bella di tutte e ha vinto e ha la corona”.
“Mi dispiace poi che si sia creata questa polemica perché è uscito fuori pure uno spezzone di un testo che non è ancora uscito, quindi sono state estrapolate delle parole e senza il contesto è un po’ difficile giudicare poi da parte del pubblico. E quando uscirà lo sentiranno e insomma ne traranno le loro conclusioni, però il significato di questo titolo è proprio parlare del mio rapporto con i canoni e con il fallimento e con l’idea di essere sempre perfetti e questa iper critica che io stessa faccio a me stessa, quindi è molto personale il disco e ovviamente fa riferimento a un a un’idea di una Miss”, ha sottolineato Margherita.
D’altronde, anche “Che fastidio!” – brano manifesto di “Miss Italia” – presenta uno spaccato sincero e ironico delle piccole e grandi “costrizioni” della vita quotidiana, di quella strana sensazione di sentirsi fuori posto raccontata dall’artista in modo ironico, irriverente e mai giudicante.
“NON RIESCO A CORRISPONDERE A UN CANONE PRECISO”
E Margherita di questa sensazione ha ricordato: “Diciamo che io ho avuto un percorso al livello di carriera strano perché ho scritto un disco e ho scritto il brano ‘Chimica’, che poi, grazie all’incontro con Donatella (Rettore, ndr), è finito subito sul palco più importante d’Italia (Sanremo 2022, ndr). Ho avuto un battesimo importante. È come se avessi costruito prima la facciata del palazzo e poi dopo c’era comunque bisogno di costruire le fondamenta. Ho dovuto scrivere un secondo disco senza l’esperienza di una persona che fa questo mestiere da tanto tempo, ma con un’esperienza come quella dell’Ariston, da persona che invece è un artista affermato“.
“Secondo me- ha proseguito- non avevo troppo le idee chiare e mi sono interrogata troppo su cosa potesse piacere agli altri, oltre al fatto che io volevo sperimentare, e meno su quelle che fossero le cose che mi identificavano. Sono andata un po’ in crisi anche perché poi sentivo che la risposta del mondo esterno era sempre che non ero mai abbastanza qualcosa, non che non fossi mai abbastanza nel senso che non avevo abbastanza da dare, ma era sempre: ‘Sì, però lei è troppo poco questo’, ‘È troppo questo’, cioè non riuscivano ad identificarmi, a inquadrarmi. La verità è che non riesco a corrispondere a un canone preciso, faccio un tipo di musica molto contaminata”.
DITONELLAPIAGA E L’AMORE
Ora Ditonellapiaga si gode il momento d’oro, non solo a livello professionale. “Sono quattro anni che ho lo stesso fidanzato. Ci teniamo molto alla privacy. C’era Sanremo, mi ha sostenuta, ma lui mi sostiene in tutto quello che faccio, anche in questo disco”, ha raccontato.
“Lui fa un altro lavoro è una persona che è completamente esterna al mondo della musica o dell’arte in generale, nonostante abbia molta passione per la musica, è molto appassionato, sa tantissimo, molto più di me- ha proseguito Ditonellapiaga-. Lui veramente è il mio più grande sostenitore e penso soprattutto che per una donna sia un tesoro trovare qualcuno che ti supporta non è geloso. Non è assolutamente geloso dei miei traguardi, anzi mi mi sostiene e mi eleva tutto il tempo. Penso che sia un tesoro inestimabile. E anche durante il momento di crisi mi è stata la persona che mi ha supportato di più e mi ha aiutato molto a ritrovare me stessa nella mia musica e a non farmi perdere la speranza in quello che facevo”.







