sabato 15 Agosto 2026

Hera Comm: “Momento energia non drammatico, ma a imprese serve aiuto: ecco come”

Forum a Rimini su incentivi e sostegni per puntare all'autonomia energetica a fronte di uno scenario globale incerto

RIMINI – Ridurre i consumi, ottimizzare gli impianti e puntare sull’autonomia energetica. È la ricetta che le imprese devono adottare per non rimanere travolte dalle incertezze del presente e poter programmare il futuro. Se ne è parlato al convegno “Strategia e strumenti a supporto delle imprese per la transizione energetica”, promosso da Hera comm in occasione della kermesse “Key – the energy transition Expo” in scena in questi giorni alla Fiera di Rimini. Un confronto per le aziende che vogliono orientarsi tra le novità normative del 2026, dagli incentivi per l’iperammortamento degli investimenti, all’agrisolare, fino al nuovo Conto Termico 3.0, a cui hanno preso parte esperti di primo piano come Paolo Arrigoni, già presidente di Gse-Gestore Servizi Energetici, e Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys-Gruppo Teha, insieme all’amministratrice delegata di Hera comm Isabella Malagoli.

Partendo dallo scenario di instabilità attuale portato dai conflitti in Medio Oriente, e la costante volatilità dei prezzi e crescente pressione regolatoria, l’evento ha approfondito la necessità di un approccio pratico appunto alla transizione energetica delle imprese, combinando analisi tecnico-economica e strumenti operativi, e portando esempi concreti di aziende che adottato soluzioni integrate, che uniscono fornitura energy e interventi impiantistici, come il fotovoltaico, la climatizzazione o i sistemi di accumulo, anche con l’appoggio della multiutility. E’ stato fatto anche un focus sugli incentivi attesi per il prossimo anno (Legge di bilancio, autoconsumo a distanza, Conto termico e misure collegate), e sulle principali opzioni di finanziamento e strutture contrattuali, tra cui leasing e modelli di canone, per accelerare gli investimenti, ottimizzare la bancabilità e ridurre i tempi di ritorno.

Ma il momento, per quanto riguarda l’energia, è così drammatico? “Io non lo definirei così- risponde secca l’ad di Hera comm Malagoli- ma sicuramente la crescita dei prezzi e l’incertezza degli stessi necessita anche da parte di aziende come le nostre, un supporto a persone e imprese”. Che a loro volta vanno in cerca di aiuti e informazioni. “Abbiamo visto per esempio un aumento degli afflussi ai nostri sportelli. Ci vengono a chiedere un consiglio e stiamo mettendo in campo gli strumenti sia di soluzioni, di tariffe, di offerte per fronteggiare una situazione così incerta, anche di consulenza alle imprese, per decidere se gestire proprio anche il periodo breve di instabilità a fianco delle logiche di medio periodo di cui invece abbiamo parlato oggi”. Di certo c’è che l’energia è un elemento chiave per la competitività delle imprese, e gli avvenimenti di questi ultimi giorni che hanno fatto esplodere il costo dell’energia, in particolare del gas e quindi dell’elettricità in Italia, rendono ancora più rilevante il tema, come emerso dagli interventi al convegno. E la domanda che ci si pone, al di là dell’evoluzione degli scenari, è “vedere quali strumenti possono essere messi in campo che permettano all’impresa di gestire, di ottimizzare il fattore energia nel quadro della propria gestione”, sottolinea Marangoni, ceo di Althesys. Ad esempio, spiega, ci sono strumenti come “i contratti di acquisto di energia di lungo periodo collegati allo sviluppo delle rinnovabili. La soluzione è ragionare sul medio termine, investire ad esempio in impianti sui propri siti produttivi, e puntare almeno in parte sull’autoconsumo”. In questo modo, si possono ottenere “non solo prezzi più bassi di quelli di mercato ma soprattutto la certezza di quale saranno i prezzi dell’elettricità per un periodo di tempo piuttosto lungo”.
Alcune aziende non si sono fatte trovare impreparate. È il caso di Conserve alimentari, che ha realizzato, con il supporto del servizio energetico di Hera e con una sua controllata, due impianti fotovoltaici. Uno in uno stabilimento produttivo “di 2,1 megawatt di picco, che copre circa il 25% del nostro fabbisogno di energia elettrica, e i due terzi di energia elettrica prodotta dall’impianto sono utilizzati per autoconsumo”, e l’altro in un magazzino “con un megawatt di un picco, con cui avremo l’autosufficienza vicina al 40% del nostro fabbisogno di energia elettrica”, spiega Claudio Bellini, direttore dello stabilimento cesenate di Conserve alimentari. Sinergie come questa, secondo Bellini, per aziende come questa sono fondamentali. “La metà del nostro consumo di energia elettrica e di gas metano è concentrato in due mesi durante la campagna del pomodoro, quindi il fattore costo-energia per noi è molto importante, anche per avere competitività verso i mercati stranieri”.

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