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Da Cobas-Codir ricorso al Tar sui concorsi alla Regione Siciliana

Zambuto (assessore alla Funzione pubblica): "Concorsi vanno avanti, nuovo contratto dei dipendenti del comparto non dirigenziale già avviato"

Pubblicato:09-03-2022 12:10
Ultimo aggiornamento:09-03-2022 12:10
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PALERMO – Ricorso al Tar da parte del sindacato Cobas-Codir per l’annullamento dei concorsi alla Regione Siciliana, i cui bandi sono stati pubblicati nel dicembre 2021 e rettificati nel gennaio di quest’anno: tra questi le selezioni per i Centri per l’impiego. Ne dà notizia la segreteria regionale del sindacato. “Appare necessario tutelare le legittime aspettative di progressione di carriera del personale dipendente della Regione Siciliana e, al contempo, consentire il necessario ricambio generazionale all’interno dell’Amministrazione aprendo i pubblici concorsi a nuove leve, ma nel rispetto delle normative vigenti e nel rispetto di tutti i lavoratori”, dice una nota del sindacato.

“Il governo regionale, fino ad oggi, ha ritenuto di mortificare i propri dipendenti che da oltre vent’anni non vengono interessati da alcuna progressione di carriera e possibilità di crescita professionale bandendo dei concorsi illegittimi in quanto, contrariamente a quanto previsto dalla legge, non ha preventivamente verificato la possibilità di coprire i vuoti di organico anche tramite figure professionali già presenti nei propri ruoli”.

Il sindacato poi ricorda che “a livello nazionale tutte le normative succedutesi negli ultimi anni hanno previsto sempre che le coperture dei vuoti di organico dovessero essere effettuate su un duplice binario: la progressione di carriera dei dipendenti, con modalità e percentuali fissati per legge, e l’assunzione di nuovo personale per la restante parte”.


Normative che secondo il Cobas-Copdir “rispondono anche all’esigenza di contenere la spesa pubblica risultando evidente che una nuova assunzione comporta maggiori costi, sia retributivi che formativi, rispetto alla promozione di un dipendente in possesso della professionalità richiesta e già inserito nella macchina amministrativa”.

Il sindacato comunque auspica “di poter in qualsiasi momento ritirare il ricorso presentato” qualora il governo regionale “dovesse dimostrare, con atti concreti, di condividere le legittime aspettative dei lavoratori e adeguare il proprio operato alla legge in vigore”. L’obiettivo è quello di ottenere “una riclassificazione di tutto il personale su un nuovo sistema classificatorio che produca efficacia ed efficienza della macchina amministrativa – ancora la nota – e il riconoscimento del lavoro svolto da tutto il personale”.

“I concorsi banditi dalla Regione Siciliana vanno avanti. Per quanto riguarda la riclassificazione del personale già in servizio abbiamo già stanziato delle risorse e le stiamo integrando con ulteriori fondi. Il percorso con l’Aran per giungere quanto prima alla firma del nuovo contratto dei dipendenti regionali del comparto non dirigenziale è già stato avviato dal governo Musumeci”. Lo dice l’assessore alla Funzione pubblica della Regione Siciliana, Marco Zambuto, in relazione al ricorso al Tar presentato dal sindacato Cobas/Codir.

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