Giani: “Lockdown totale? Toscana disponibile a fare tutto quel che serve”

eugenio giani
Il presidente della Regione si dice collaborativo rispetto all'ipotesi di una chiusura generale e rapida per favorire la vaccinazione di massa
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FIRENZE – “Finora vedo indiscrezioni giornalistiche, non abbiamo avuto una convocazione. Sono assolutamente collaborativo e disponibile per tutte quelle misure che si ritengano, pur motivate, in grado di farci svolgere al meglio la vaccinazione. Ho sempre detto vaccini, vaccini, vaccini”. È quanto afferma il governatore della Toscana, Eugenio Giani, rispondendo in Consiglio regionale a una domanda dei cronisti in merito all’ipotesi di un lockdown generale e veloce per consentire la campagna di vaccinazione di massa. Affermazioni che correggono in parte il tiro rispetto a quanto dichiarato dallo stesso Giani in mattinata dinanzi a un analogo quesito.

“I CONTAGI SONO TANTI, MA DI SOSTANZIALE STABILIZZAZIONE”

“Nei primi due giorni di questa settimana abbiamo avuto ieri e oggi 1.000 contagi, nei primi due giorni della scorsa settimana eravamo sostanzialmente a 877 e a 1.056. Quindi siamo sostanzialmente sugli stessi numeri. La mia valutazione è che siamo di fronte a una situazione di preoccupazione perché i contagi sono tanti e i numeri sono consistenti, ma di sostanziale stabilizzazione” spiega Giani, facendo il punto sull’emergenza coronavirus: “Quindi vedremo venerdì cosa succede per poter prendere provvedimenti”.

“VACCINI? CE LI MANDINO: SIAMO IN GRADO DI SOMMINISTRARNE 4 VOLTE DI PIÙ”

“Il commissario Figliuolo ha riconosciuto che la macchina organizzativa messa in moto dalla Toscana se non è la migliore, è sicuramente fra le migliori che abbiamo in Italia. Il problema dei vaccini è che ce li mandino, perché noi siamo in grado di somministrarne 4 volte quelli che somministriamo ora– afferma il presidente della Regione Toscana-. Mancano le dosi. Per fortuna, però, col governo Draghi comincia ad avere finalmente un carattere prioritario la questione dei vaccini. Domani arriveranno 40 mila dosi di AstraZeneca, nell’arco di 2-3 giorni altre 30 mila dosi di Pfizer. Spero quindi che la capacità di somministrare possa avere un balzo avanti“.

“OLTRE A QUELLA SANITARIA C’È UN’EMERGENZA ECONOMICA E SOCIALE”

“Nelle cose occorre buon senso ed equilibrio e conseguentemente le misure restrittive devono essere pari alla condizione dei contagi, dell’occupazione degli ospedali. Non ci sono quindi visioni ideologiche con cui affrontare la situazione, ma visioni che nascono dai dati”. Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, risponde a chi gli chiede se a suo avviso sia necessario accompagnare, come proposto da alcuni esperti, la campagna di vaccinazione anti-Covid con nuove chiusure generalizzate. Il governatore respinge questa lettura e ne propone un’altra ancorata all’andamento dei contagi, unitamente a un bilanciamento fra l’emergenza sanitaria e quella sociale.

“Se i casi crescono- avverte- ci saranno ancora misure restrittive, se i dati si stabilizzano o decrescono nei prossimi giorni, l’anno scorso il 20 marzo si verificò l’aumento massimo dei contagi, a quel punto è bene giocare su un maggiore equilibrio perché accanto all’emergenza sanitaria vi è un’emergenza sociale“. Sul punto Giani invita a una riflessione su alcuni problemi esemplari: “Vorrei far vedere le lettere che mi mandano gli adolescenti, far ascoltare le situazioni di disagio mentale che gli psicanalisti mi riferiscono- ricorda- abbiamo un’emergenza economica, esiste anche la necessità di pensare alla ripresa altrimenti dopo mancano le forze per ripartire”.

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