Vaccino, a Milano in fila coi docenti al Museo della Scienza

In media al Museo vengono vaccinate 60 persone ogni ora. Si utilizza soltanto Astrazeneca.
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Di Maria Laura Iazzetti

MILANO – “La signorina è bravissima, non si sente niente. Ci mettono un minuto e poi è tutto finito“. Secondo giorno di vaccinazioni anti-covid al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano per il personale scolastico. Fuori dall’edificio c’è una fila ordinata. Le persone, distanziate, aspettano il proprio turno con ansia. Ieri sono state somministrate 480 dosi. Anche oggi le aspettative sono simili. “Da quello che stiamo vedendo i ritmi sono efficaci e la fluidità è eccellente“, commenta alla ‘Dire’ il direttore del Museo, Fiorenzo Galli.

Le somministrazioni sono effettuate dal personale medico e infermieristico del gruppo Multimedica. Una collaborazione attiva da tempo, quella con il Museo, già sperimentata in occasione delle vaccinazioni antinfluenzali. “Chi ha qualcosa da dare in momenti di necessità e emergenza, lo deve dare. In questo caso noi abbiamo una buona logistica, degli spazi ampi e un rapporto efficace e collaudato con la struttura sanitaria”, sottolinea Galli. Secondo il direttore sono questi elementi che stanno garantendo un buon servizio.

Ogni persona, come previsto anche negli altri centri vaccinali, ha un orario prestabilito a cui presentarsi. In media al Museo vengono vaccinate 60 persone ogni ora. Si utilizza soltanto Astrazeneca. Ci sono diversi volti più giovani ad attendere il proprio turno. Sembrano quasi straniti, come se non potessero credere di avere a disposizione la possibilità di vaccinarsi.

Dopo la compilazione dei moduli di adesione e di anamnesi, prima della somministrazione, bisogna fare una breve chiacchierata con il medico. Chi sta per ricevere il vaccino, chiede informazioni ed esprime le proprie preoccupazioni. “Tutti hanno paura degli effetti collaterali e ci chiedono che cosa fare. Noi predisponiamo di assumere un po’ di tachipirima nei giorni seguenti all’inoculazione o il giorno stesso”, spiega Davide Passolunghi, medico di Multimedica. In tanti prima di uscire, mentre aspettano seduti i 15 minuti canonici, si scattano fotografie da pubblicare sui social e da inviare agli amici.

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