Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Tg Lazio, edizione del 9 marzo 2020

A cura della redazione
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

https://www.youtube.com/watch?v=AKE7Rt7wx6A&feature=youtu.be

L’ALLARME DI REZZA: ROMA RISCHIA COME LODI

I romani stiano attenti o si rischia il ‘patatrac’ come a Lodi. A lanciare l’allarme è il direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza secondo il quale il Coronavirus sta iniziando a circolare anche nella Capitale d’Italia. Per questo, a detta dell’epidemiologo, sono necessari dei deterrenti nei confronti “degli incoscienti che se ne vanno in giro per locali, creano assembramenti o organizzano feste in luoghi chiusi”. Appello alla responsabilità anche dalla sindaca Virginia Raggi: “E’ fondamentale- ha detto- che tutti si attengano alle prescrizioni delle autorità”.

ALLO SPALLANZANI 65 POSITIVI AL CORONAVIRUS, 88 I RICOVERATI

Sono 88 i pazienti ricoverati allo Spallanzani di Roma. Di questi 65 sono risultati positivi al Coronavirus, inclusi i 9 che necessitano di supporto respiratorio. Lo rende noto l’ospedale romano specializzato in malattie infettive nel consueto bollettino. Sempre l’istituto fa sapere che ammontano a 272 i pazienti negativi e che “in giornata sono previste diverse dimissioni”.

RIVOLTA NELLE CARCERI, DISORDINI ANCHE A REBIBBIA E REGINA COELI

Non accenna a placarsi la rivolta dei penitenziari che arriva anche a Roma. A Rebibbia e Regina Coeli è panico da Coronavirus: alcuni detenuti, che chiedono l’amnistia per l’emergenza, sarebbero riusciti ad uscire dalle loro celle e avrebbero bruciato materassi e coperte e avrebbero preso d’assalto l’infermeria. Le rivolte Rivolte fanno seguito alle agitazioni che in queste ore si stanno susseguendo in molte carceri italiane dopo le restrizioni imposte per contenere l’epidemia. La situazione per il momento sarebbe sotto controllo anche grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

CAMPIONATO SOSPESO? PER CAPO COMUNICAZIONE LAZIO è SOLO IPOTESI

Si fa sempre più insistente la possibilità dell’annullamento del campionato di calcio di serie A e nella sponda biancoceleste della Capitale, oltre a quella per il Coronavirus, serpeggia un’altra paura: lo stop al sogno scudetto. Tuttavia, il responsabile della Comunicazione della Lazio, Arturo Diaconale, parla di ipotesi priva di concretezza. “Fermare il campionato- ha spiegato- significherebbe far saltare tutti i diritti televisivi e condannare al fallimento la gran parte delle società calcistiche italiane”.

:

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»