Modena, nella rivolta in carcere morti 6 detenuti

È di sei detenuti morti il bilancio della rivolta di ieri, quando è scoppiato un incendio. Quattro detenuti sono in prognosi riservata. Rivolte anche in altri istituti
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

MODENA – Sono sei i detenuti morti nel carcere di Modena ieri, dove a seguito di una rivolta è scoppiato un incendio. Sono stati riscontrati danni ingenti e la Procura ha aperto un’inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata. Gli operatori sanitari intervenuti sono ancora sul posto. I detenuti complessivamente rimasti intossicati sono 18, quattro dei quali in modo grave: sono in prognosi riservata.

I vertici sanitari fanno sapere che sono stati coinvolti nell’emergenza, gestita con un contingente di due medici, un coordinatore infermieristico e sette infermieri impegnati nell’assistenza ai detenuti, 11 mezzi tra volontariato provinciale (Anpas e Cri) e altri mezzi istituzionali del 118.

Sono stati allestiti due posti medici avanzati, con due medici e tre infermieri del dipartimento emergenza-urgenza, che hanno permesso di classificare la gravità delle condizioni dei feriti e trattarli secondo i criteri del triage in maxi-emergenza, per poi inviarli nel caso verso i luoghi di assistenza più appropriati.

Sono ancora presenti sul posto un coordinatore del servizio Emergenza territoriale, tre infermieri e due medici. Sono stati 18, al momento, i pazienti trattati, la maggior parte per intossicazione. I più gravi, sei detenuti, sono stati portati ai pronto soccorsi cittadini: quattro sono in prognosi riservata, ricoverati in terapia intensiva (due al Policlinico, uno a Baggiovara e uno a Carpi). Al pronto soccorso di Baggiovara sono arrivati tre agenti penitenziari lievemente feriti e sette sanitari con ferite lievi, uno dei quali leggermente intossicato.

BASENTINI: RIVOLTA PARTITA DA SALERNO

“Tutto è partito da Salerno, poi la rivolta ha seguito un tam tam su tutto il territorio italiano. Il motivo è legato alla richiesta di colloqui, si chiedeva che il personale medico restasse anche di notte coi detenuti”, ha spiegato questa mattina ad Agorà Francesco Basentini, capo dell’amministrazione penitenziaria.

MIGLIORE: INFORMATIVA URGENTE BONAFEDE E RIMOZIONE CAPO DAP

“La giornata di ieri è stata tragica per il sistema carcerario. Ci sono state rivolte, azioni violentissime, messa a rischio costante della sicurezza degli operatori di polizia, dei detenuti e dei cittadini. Fino ad apprendere della morte di almeno tre detenuti nel carcere di Modena e non si sa di quante altre persone in pericolo. In questo contesto è completamente mancata l’azione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, protagonista solo delle circolari che hanno costituito la miccia che ha incendiato decine di istituti”. Lo dichiara il deputato di Italia Viva Gennaro Migliore, già sottosegretario alla Giustizia.

“Era da quarant’anni che non si vedeva uno scempio simile e il silenzio dell’autorità ministeriale è increscioso. Italia viva chiede una informativa immediata al ministro della Giustizia in parlamento e l’immediata rimozione del capo Dap, il dottor Francesco Basentini”, conclude.

SALVINI: NESSUNO PROVI A SPALANCARE I CANCELLI DELLE GALERE

“Detenuti morti, altri ricoverati: a Modena è successo quello che temevo mesi fa, quando (era il 25 gennaio) avevo sollevato pubblicamente la situazione drammatica di alcune carceri italiane. In particolare, a Modena denunciavo sovraffollamento e massiccia presenza di reclusi con problemi mentali. Una bomba a orologeria che purtroppo è esplosa con conseguenze drammatiche. Il ministro Bonafede non ha mai risposto agli allarmi, e ora si è diffusa la rivolta dei detenuti in tutto il Paese. Solidarietà alla Polizia Penitenziaria e grazie alle donne e agli uomini in divisa: molti di loro sono rientrati in servizio per aiutare i colleghi in un momento drammatico. Nessuno provi a spalancare i cancelli delle galere con la scusa delle rivolte”. Lo dice il segretario della Lega Matteo Salvini.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

9 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»