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Serracchiani: “Niente spazio per un rigassificatore nel golfo di Trieste”

Lo afferma la presidente del Friuli Venezia a Trieste a margine della presentazione del progetto "Namirg"
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TRIESTE – “Riteniamo che non vi sia assolutamente spazio per un rigassificatore del golfo di Trieste, perche’ creerebbe problemi al traffico marittimo e imporrebbe di alzare ulteriormente le misure di sicurezza nel porto di Trieste, che pure adesso e’ gia’ sicuro”. Lo afferma la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani a Trieste a margine della presentazione del progetto “Namirg” (North Adriatic maritime incident response group).

Il porto di Trieste e’ il luogo nel quale vengono stoccate 43 milioni di tonnellate di idrocarburi ogni anno

“Il porto di Trieste e’ il luogo nel quale vengono stoccate 43 milioni di tonnellate di idrocarburi ogni anno e allo stesso tempo uno scalo, per nostra fortuna, molto trafficato”, prosegue Serracchiani riferendosi alle informazioni fornire dal comandante della Capitaneria di porto Luca Sancilio in base alle quali lo scalo giuliano “ha una capacita’ di estinzione degli incendi superiore a qualsiasi porto del Mediterraneo”. Cio’ proprio in relazione alla movimentazione di greggio e alle caratteristiche geografiche del golfo di Trieste, definito dal sindaco Roberto Dipiazza, tra le autorita’ intervenute all’incontro, “il nostro lago”.

Il progetto ‘Namirg’

Il progetto “Namirg” sulla sicurezza dei trasporti marittimi “e’ esemplare per il suo sguardo internazionale e s’inquadra appieno nella rafforzata collaborazione tra la Regione Friuli Venezia Giulia e lo Stato italiano con la Croazia e la Slovenia, esaltando il coordinamento di tutti i nostri presidi”, conclude Serracchiani. Per la prima volta verra’ costituita una squadra unica di 24 uomini dei Vigili del Fuoco italiani, sloveni e croati “in grado di intervenire in caso di emergenze causate da incendi a bordo di navi in mare aperto nell’area tra Pola e Trieste”.

di Elisabetta Batic, giornalista

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