Terremoto, Silvestrini (Cna): “Modello marchigiano per ricostruire il territorio”

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ASCOLI PICENO –  “Il modello marchigiano per ricostruire il territorio e il riconoscimento del danno indiretto per far ripartire le imprese” spiega il Segretario generale della Cna nazionale Sergio Silvestrini, intervenuto ad Ascoli Piceno per il convegno ‘Ripartire, Ricostruire, Ricominciare’, e individua in queste due direttrici la strada per far ripartire i territori colpiti dal sisma e le piccole medie imprese che costituiscono il cuore del tessuto socio-economico marchigiano.

“La priorità delle priorità è riconoscere alle imprese alcuni diritti: l’aiuto bancario, finanziario e fiscale oltre alla diminuzione del prelievo contributivo- spiega Silvestrini alla Dire- Occorre poi costruire aree di insediamento produttivo e dare la possibilità alle imprese di delocalizzare anche fuori dal cratere”. Fondamentale “poi il riconoscimento del danno indiretto per migliaia di imprese che negli ultimi 6 mesi hanno visto ridotto il proprio fatturato del 50%. Serve un ristoro di natura economica ma anche un segno di vicinanza dello Stato per agevolare la rinascita”.

In mattinata il numero uno dell’associazione artigiani si è recato ad Arquata del Tronto per la presentazione del progetto della ‘Cittadella delle Attività produttive’. “Un progetto per reinsediare delle attività in un immobile progettato dalla Cna e, in qualche modo, anche co-finanziato dalla associazione- spiega Silvestrini- Entro l’estate dovrebbe chiudersi il progetto. Momenti molto importanti e belli perché sono momenti concreti. Come Cna contribuiamo a far rinascere un territorio che lo merita”.

Nel corso del convegno a cui, oltre al direttore dell’ufficio Ricostruzione Cesare Spuri e al deputato Luciano Agostini (Pd), hanno partecipato anche tecnici e professori universitari, Silvestrini si dice fiducioso. “Un convegno di proposte. Mi pare- msottolinea- che sia stato un buon momento per una riflessione dello stato dell’arte e per avanzare proposte per ricostruire questo territorio. C’è stata una valutazione comune delle difficoltà che si stanno incontrando ma anche una valutazione comune sulle possibilità di uscirne al meglio”.

Le Marche “hanno avuto nel ’97 un’esperienza drammatica del terremoto e hanno reagito brillantemente: c’è un modello marchigiano votato al pragmatismo, alla trasparenza e alla voglia e all’energia di farcela”.



AGOSTINI (PD): DANNO INDIRETTO E NO TAX AREA

“Come gruppo Pd abbiamo presentato emendamenti per chiedere una ‘no tax area’ e il riconoscimento del danno indiretto ma le modalità vanno definite meglio perché l’impegno finanziario è già corposo così” così al convegno organizzato dalla Cna di Ascoli Piceno ‘Ripartire, Ricostruire, Ricominciare’ il deputato Luciano Agostini (Pd).

Agostini ha risposto all’appello lanciato dall’associazione in merito al riconoscimento del danno indiretto alle imprese marchigiane colpite dal sisma. “So che è una forte necessità manifestata da tutte le associazioni datoriali e dei lavoratori- spiega alla Dire Agostini- Nell’ultimo decreto non è previsto ma come gruppo Pd abbiamo presentato una serie di emendamenti che vanno in questa direzione sia per la definizione di una zona franca o ‘no tax area’ sia per il riconoscimento dei danni indiretti. Vanno però definite meglio le modalità perché l’estensione territoriale dell’area colpita dal sisma è talmente ampia che richiede ulteriore impegno finanziario oltre a quello molto corposo già assunto per la ricostruzione”. La discussione sulla conversione in legge del decreto a sostegno delle aree colpite dalle ultime scosse inizierà martedì in commissione Ambiente.

“Dopo le scosse di gennaio e la grande nevicata abbiamo avuto la necessità di fare una nuova legge- continua Agostini- Martedì inizierà la discussione in commissione Ambiente per la conversione in legge del decreto emanato dal Governo dove ovviamente si modificheranno alcune cose per l’estensione territoriale che il sisma ha avuto. Servono aggiornamenti per la dotazione finanziaria e per la governance della ricostruzione. Mi pare che il punto di sintesi raggiunto con l’accordo raggiunto tra Regioni e Comuni può dare sostegno alla ricostruzione. Sperando che tutti si fermi qui”.



PRIME CASETTE TRA APRILE-MAGGIO AD ARQUATA E FIASTRA

“Ad Arquata e Fiastra prime casette tra aprile e maggio”. Lo ha detto il direttore dell’ufficio speciale per la Ricostruzione Cesare Spuri intervenendo oggi nel convegno organizzato dalla Cna di Ascoli Piceno ‘Ripartire, ricostruire, ricominciare’. “Alcuni Comuni hanno già definito il fabbisogno di casette, altri lo stanno ancora valutando: presumiamo che alla fine saranno circa 2.000 nelle Marche anche se i conteggi sono ancora in corso- spiega Spuri- L’attività è frenetica perché stiamo realizzando le opere di urbanizzazione”.

Tempi? “Possono essere più rapidi per chi ha iniziato prima e ha già definito la richiesta di casette. Penso ad Arquata o Fiastra dove i primi villaggi verranno consegnati tra aprile e maggio. Per gli altri territori noi ci poniamo come limite invalicabile l’annualità e dunque l’inizio dell’inverno”. Spuri insieme al commissario straordinario Vasco Errani e ai sindaci dei territori interessati sta studiando la bozza di decreto sulla ricostruzione pesante.

“Stiamo valutando insieme ai sindaci e ai tecnici il contenuto della bozza: una lettura dal basso per individuare eventuali criticità- continua Spuri-. Prendiamo qualche giorno di più prima in maniera tale da andare più velocemente dopo. Sul fronte della ricostruzione leggera siamo in fase di ‘rodaggio’ quindi di valutazione dei primi progetti arrivati. Professionisti e tecnici per sopralluoghi su edifici hanno risposto bene mostrando attaccamento alla propria terra. Ringrazio gli ordini professionali”.

Finora però sono arrivate poche richieste di contributo per i progetti di ricostruzione leggera presentati dai cittadini che hanno subito danni lievi sui propri edifici dichiarati comunque inagibili. “C’è grande attenzione alla lettura delle norme e alla predisposizione dei progetti per la ricostruzione leggera- conclude Spuri- Non ci sono ancora tante richieste presentate ma, ribadisco, siamo in fase di rodaggio”.



CNA: RISARCIRE DANNO INDIRETTO A IMPRESE DEL SISMA

“La priorità è ripristinare il danno indiretto per le attività economiche che stanno vedendo crollare il proprio fatturato”. Lo ha detto il direttore provinciale della Cna di Ascoli Piceno, Francesco Balloni, in apertura del convegno ‘Ripartire, Ricostruire, Ricominciare’ organizzato dall’associazione degli artigiani nella sala convegni Piceno Consind. L’iniziativa è stata organizzata nel giorno in cui a Pescara del Tronto, frazione di Arquata del Tronto, la Cna presentava il progetto della ‘Cittadella delle Attività produttive’: per evitare lo spopolamento di uno dei territori più colpiti dal sisma l’associazione creerà una mini area industriale di 2.000 metri quadri con 6 attività produttive più la sede della Croce Rossa e della stessa Cna.

“Dal 24 agosto ci siamo mossi per raccogliere le esigenze prevalenti: raccolte le esigenze abbiamo iniziato a mettere in campo alcuni progetti- spiega alla Dire Balloni- Ci sono stati problemi legati ad ulteriori scosse ed ulteriori dissesti che hanno portato a ritardi nella valutazione dei danni degli edifici e che hanno portato a scompensi dei tempi. Ma oggi siamo in grado di ricollocare alcune attività presentando il progetto della ‘Cittadella delle Attività produttive’ e di avviare un percorso di ricostruzione”. Uno dei principali obiettivi per la Cna deve essere quello di evitare lo spopolamento delle aree terremotate.

“La prima esigenza è ricollocare le attività, le persone e le comunità- continua Balloni- Ricollocando le attività si può ricreare un volano economico”. Altro aspetto fondamentale secondo l’associazione degli artigiani sarà quello di sostenere le imprese che hanno visto crollare il proprio fatturato in seguito al sisma. “Il tessuto socio economico ascolano purtroppo soffre molto del fattore legato al danno indiretto: ne soffre ora e continuerà a soffrirne per alcuni mesi almeno- conclude Balloni-. Sul danno indiretto deve focalizzarsi l’attenzione di tutti gli interlocutori perché occorre sostenere le piccole imprese che perdono fatturato”.

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