Lavoro, Cgil: in Emilia Romagna 7.470 irregolari / Infografica

BOLOGNA - In Emilia-Romagna, all'1 marzo, si contano 7.470 lavoratori irregolari accertati, con picchi nel modenese, dove nel
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BOLOGNA – In Emilia-Romagna, all’1 marzo, si contano 7.470 lavoratori irregolari accertati, con picchi nel modenese, dove nel trasporto e magazzinaggio si arriva al’85,26% di irregolarità. Intanto, il numero degli ispettori del lavoro è in calo, e scendono anche le ispezioni, che nel 2016 in regione sono state 11.166, cioè 519 in meno del 2015 (164 in meno solo nel modenese). Di fronte a questo, crescono, sia in Italia che in regione, i dati sulle irregolarità.

A mettere in fila i dati è Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza della Cgil regionale Emilia-Romagna, che rilancia i numeri del rapporto nazionale sulle ispezioni, e chiede di discutere il tema in tavoli territoriali e nei Consigli comunali di tutta la regione. Nel 2016, evidenzia Zavatti, l’Emilia-Romagna è quarta dopo Lombardia, Lazio, Campania, per il maggior numero di lavoratori irregolari: 7.470, appunto. Il trend emiliano-romagnolo delle irregolarità accertate, tra l’altro, è il più “ripido” in assoluto: era il 53% nel 2014, passato al 58,3% l’anno dopo e 62,7% l’ultimo anno.

La maglia nera, comunque, tocca a Modena, che supera le medie regionali nei settori del trasporto e magazzinaggio con 85,26% di irregolarità, poi l’attività immobiliare col 66,7% e l’agricoltura con il 60%. Numeri che suscitano “sconcerto e rabbia, con il lavoro nero e irregolare in settori sensibili e socialmente delicati- rincara il sindacalista- sanità ed assistenza privata con 73%, istruzione con 83%,attività professionali con 66,8% di irregolarità”. Tra i dati allarmanti che riguardano la regione Zavatti elenca ben 3.322 lavoratori in totale nero, con le province peggiori nell’ordine: Bologna, Reggio Emilia, Modena, Rimini.


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