Cooperazione, Bonino: “Oltre Cotonou, con le donne protagoniste”

ROMA - La senatrice e leader storica dei
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ROMA – La senatrice e leader storica dei radicali Emma Bonino fa sua una nuova sfida: far inserire l’empowerment femminile tra gli obiettivi prioritari dell’Accordo di Cotonou. Lo ha spiegato nella serata che ieri l’Ambasciata dell’Uganda a Roma ha dedicato alle donne, per rilanciare la campagna ‘No more silence’ di Afron – Oncologia per l’Africa Onlus. Questa organizzazione dal 2010 porta avanti programmi di sensibilizzazione, prevenzione e cura dei tumori femminili in Uganda e in Rwanda. Ospite della serata romana anche la ong Medici con l’Africa Cuamm, una realta’ storica nel continente africano in campo sanitario.

Emma Bonino, forte del suo impegno per i diritti dei migranti nonche’ delle donne, e’ intervenuta come ospite d’onore e ne ha approfittato per ricordare che Bruxelles sta rinegoziando l’Accordo di Cotonou, un’intesa di cooperazione ventennale siglata dall’Ue nel 2000 col gruppo di 79 paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Acp), che potrebbe ora prevedere anche una collaborazione piu’ stretta sulla gestione dei flussi migratori.

“Dato che mi e’ stato chiesto di fornire consulenza- ha spiegato- e’ mia intenzione far inserire nel nuovo testo la questione delle donne come una priorita’: donne intese non solo come vittime, ma come attori del cambiamento”. E poi ha chiesto: “Basta con l’ipocrisia. Quando si parla di salute, non si puo’ non parlare anche della salute riproduttiva. La salute non e’ settoriale, e’ un ambito generale. Spero che saro’ quindi nella posizione di poter far includere l’empowerment femminile tra le priorita’, tra cui anche quella della salute riproduttiva”.

Il ruolo delle donne e la centralita’ della loro salute e’ un impegno che ha voluto assumersi anche la Onlus Afron attraverso la campagna ‘No more silence’. “In Uganda le donne sono essenziali: sono loro a occuparsi dei lavori agricoli, allevando al tempo stesso tra i 6 e gli 8 figli a testa. Quando una donna muore e’ una perdita incalcolabile per la comunita’” ha sottolineato la sua presidente, Tiziana Andriani, rilanciando la campagna ‘No more silence’.

Afron, in linea con la vocazione alla cooperazione di Cotonou, che Emma Bonino ha riportato alla mente, mette al centro una regione fondamentale del Sud del mondo, l’Africa. Laggiu’ la prevenzione e’ un’arma fondamentale per la lotta ai tumori della donna: “In Uganda e Rwanda ancora troppe donne muoiono di tumore al seno e dell’utero: otto su dieci“, l’allarme lanciato dalla presidente Andriani. “Per questo dobbiamo batterci per i loro diritti affinche’ abbiano lo stesso tipo di accesso alle cure delle loro sorelle italiane”, in cui il tasso di sopravvivenza sfiora invece il 70%.

Emma Bonino non puo’ in questo senso non dare la sua testimonianza diretta: “Quando due anni fa, per caso, mi e’ stato diagnosticato il cancro, ho immediatamente deciso di renderlo pubblico. Perche’ la prevenzione e’ la cosa piu’ importante”. In Italia, non meno che in Uganda o in altri paesi africani, esiste un tabu’ intorno a questa malattia, che rende piu’ difficile la prevenzione ma anche la lotta per i malati oncologici. Se in Uganda infatti molti considerano il cancro una malattia infettiva, e quindi la nascondono, “in Italia alcuni ancora non riescono neppure a nominarla: la definiscono ‘il brutto male’. In pochi dicono ‘cancro'”, ha ricordato Bonino.

Proprio per questa ragione, ha aggiunto, “dopo la diagnosi ho deciso di continuare la mia vita, perche’ non smettevo di essere una cittadina. Avere il cancro non e’ una cosa di cui vergognarsi, e’ una sfida. E’ questo il messaggio che ho deciso di trasmettere alle persone, assieme a un altro: fate prevenzione il piu’ possibile, fate i controlli. E’ la cosa piu’ importante”.

Emma Bonino ha toccato un tema di cui nessuno vuole parlare, e lo fa non solo per le donne europee, ma anche per quelle africane” il ringraziamento della padrona di casa, l’Ambasciatrice ugandese Grace Akello.

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