Report della commissione Affari Interni del 9 marzo – Seduta pomeridiana

SAN MARINO - La Convenzione in Istanbul trova unanime condivisione da parte della Commissione consiliare permanente riunita oggi
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SAN MARINO – La Convenzione in Istanbul trova unanime condivisione da parte della Commissione consiliare permanente riunita oggi a Palazzo Pubblico. Le seduta odierna infatti si conclude con l’approvazione all’unanimità (con 11 voti a favore) del progetto di legge “Norme di adeguamento dell’Ordinamento sammarinese alle disposizioni della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica”. Viene designata come relatore unico del provvedimento il consigliere del Pdcs, Mariella Mularoni.
Nel corso dell’esame del provvedimento, all’articolo 7, “Riservatezza sull’identità dei soggetti denuncianti o segnalanti”, il consigliere Francesca Michelotti, Su, presenta in un primo momento un emendamento per  prevedere un decreto delegato volto a disciplinare le modalità con cui assicurare la riservatezza. L’emendamento viene poi ritirato a seguito della proposta del segretario di Stato Pasquale Valentini- con cui trova accordo- per modificare il testo in modo che sia previsto un regolamento che incarichi autorità giudiziarie e di polizia ad adottare “misure atte a garantire la riservatezza della persona fisica che ha denunciato”.
Nella seduta odierna, la Commissione ha inoltre affrontato dibattiti sui temi del conflitto di interesse, assunzioni e definizione del fabbisogno nella Pa, attraverso le mozioni all’ordine del giorno, conseguenti alla trasformazione delle interpellanze presentate da Rete e dal consigliere indipendente Luca Lazzari.
L’esame dei progetti di legge rimasti da esaminare viene rinviato alla seduta di domani pomeriggio.

Comma 2. Mozione conseguente alla trasformazione dell’Interpellanza presentata dal Consigliere Gian Matteo Zeppa per chiarimenti sul “Codice di condotta degli agenti pubblici” ed in particolare su potenziali conflitti di interesse. Si associa il Consigliere Grazia Zafferani per richiedere risposta scritta

Grazia Zafferani, Rete: “Il conflitto di interesse è un tema delicato preso in seria considerazione da organismi internazionali, la nostra realtà per sua natura è portata a sviluppare rapporti parentali che in alcuni casi possono caratterizzarsi per cattiva fede nelle relazioni con le istituzioni. Per esempio, se un dipendente Iss che ha legami parentali con chi ha partecipazioni in società che si occupano di forniture sanitarie, quali influenze questo può avere nella gestione degli appalti? Sulla spinta delle indicazioni del Greco San Marino ha fatto una legge sugli appalti e il codice di condotta degli agenti pubblici. Una circolare della Dfp ha richiesto di segnalare eventuali situazioni di incompatibilità e conflitto di interesse. In tutta la Pa allargata sono giunte 5 segnalazioni di eventuali conflitti di interesse e una incompatibilità per un dipendente Iss. Chiedo al segretario di Stato in questi casi come si è proceduto. Risulta tuttavia che alcuni uffici dell’Iss non abbiano risposto, non sappiamo cosa ciò comporti. Dalla risposta all’interpellanza si parlava di avvio di controlli e chiediamo quali siano stati i risultati. Chiediamo poi chi controlla che la legge venga applicata, in caso di mancate segnalazioni”.

Gian Carlo Venturini, segretario di Stato per gli Affari interni: “Nella risposta all’interpellanza del 4 maggio non erano ancora arrivate le risposte da parte di tutti gli uffici per ritardi. Ad oggi abbiamo riscontro che tutti gli uffici hanno dato risposte. Il tema dell’incompatibilità è sempre stato presente nelle normative e negli intendimenti delle amministrazioni che si sono succedute negli anni. Dal 2011, con l’adesione al Greco, abbiamo implementato la normativa con il codice etico di comportamento degli agenti pubblici in cui il termine incompatibilità è stato ulteriormente specificato. E’ un tema all’attenzione della segreteria e del governo. Nella giornata di ieri, in occasione del seminario di formazione dei dirigenti delle forze di polizia e del settore pubblico allargato, è stato ripreso e ricordato, e in qualche modo confermato, che la legge dello scorso anno è in linea con le direttive generali e con le raccomandazioni per prevenire eventuali fenomeni corruttivi tra cui anche quello legato alle incompatibilità. Con accordo sottoscritto ieri dalla segreteria per la Giustizia e Anac si compie inoltre un passo avanti e si ribadisce la sempre maggior volontà di introdurre presidi per evitare distorsioni. In questo senso, anche il provvedimento dello scorso novembre sulla trasparenza degli atti del governo. Non è che non si stia facendo niente. Inoltre la legge 141 del 2014 e quelle precedenti, del 2011 e del 2009, definiscono chiaramente di chi sono le responsabilità. E’ un obbligo la dichiarazione di possibili conflitti di interesse e di incompatibilità da parte dei dipendenti della Pa. In questi casi, i dirigenti in primo luogo vigilano sui dipendenti e sui dirigenti vigila a suo volta il Dipartimento per la Funzione pubblica”.

Francesca Michelotti, Su: “Un punto della risposta all’interpellanza mi era rimasto oscuro, mi riferisco al punto 5, in cui gli interpellanti ponevano il quesito se il governo non ravvisasse, nel cumulo di ruoli all’interno degli organi decisionali, un aumento del rischio di conflitto di interesse. In occasione della nomina del presidente della Commissione per la conservazione dei monumenti ebbi a dire che ravvisavo non tanto un’incompatibilità di legge, ma una sorta di accanimento terapeutico che si voleva imputare al dirigente che doveva già occuparsi del catasto. Qui non si tratta di incompatibilità di interessi ma piuttosto di funzioni, è un problema di opportunità. Questa sensibilità la Pa la deve avere. Le incompatibilità si creano al momento in cui si crea il casus belli in cui uno sente il dovere fare un passo indietro”.

Gian Carlo Venturini, segretario di Stato: “Il discorso del conflitto di interesse e incompatibilità è un tema delicato di cui la segreteria si è sempre occupata. La correggo Michelotti perché il dirigente del Catasto non trasmette pratiche alla Commissione monumenti, è l’Urbanistica che lo fa”.
Grazia Zafferani, Rete: “Assolutamente d’accordo con le osservazione del consigliere Michelotti. Emergono sempre difficoltà nonostante le leggi fatte, non si capisce mai quali sono poi le responsabilità, dove si parte e dove si arriva”.

Comma 3. Mozione conseguente alla trasformazione dell’interpellanza presentata dal consigliere Luca Lazzari per chiarimenti in merito alle assunzioni nella Pubblica amministrazione. Non è presente Luca Lazzari, in sua vece parla Zafferani.

Grazia Zafferani, Rete: “Questa mozione è stata fatta per avere chiarimenti sulle assunzione nella Pa. Ci sono punti importanti: malgrado il blocco assunzioni, sono emerse fantasiose forme di reclutamento messe in atto dai governi che si sono succeduti: convenzioni e contratti ad personam, bandi di selezioni, collaborazioni professionali, interpelli interni alla Pa che sembrano fatte su misura, delibere congressuali per nomine”.

Franco Santi, C10: “Questa mozione ci dà occasione di discutere un tema più volte all’ordine del giorno in questa legislatura. Si parla dell’ultimazione della pratica di una riforma che ormai ha diversi anni e ancora non ha gli strumenti per essere adottata nel pieno delle proprie funzioni. La segreteria per gli Affari Interni ha risposto in modo ineccepibile su procedure e normative vigenti, ma non dà una risposta politica all’inefficacia nel portare a termine un compito che doveva essere concluso già tre anni fa e sta bloccando l’attività di riforma delle procedure prevista dalla legge. E’ una colpa grave che sta mettendo in difficoltà la Pa e sta facendo emergere problematiche più o meno importanti. Si dice da più parti che questo fabbisogno è in dirittura d’arrivo chiederei al segretario quali sono i tempi del fabbisogno”.

Francesca Michelotti, Su: “Faccio i complimenti al segretario di Stato perché la risposta all’interpellanza è stata esaustiva. Quanto tempo ci hanno messo a rispondere gli uffici a questa richiesta? Scusi, ma si potrà rispondere a questo modo? Questa è la base per una tesi di laurea, non per un documento a contenuto politico. Le domande degli interpellanti sono pertinenti perché nei governi che si sono succeduti al blocco delle assunzioni è rimasta massima la discrezionalità del congresso di Stato per i livelli superiori al decimo. I concorsi pubblici restano sospesi in attesa dell’araba fenice del fabbisogno. Arrivare a fine legislatura con un provvedimento così massiccio sul personale è intollerabile, abbiamo superato il limite di guardia perché ci stiamo avvicinando alle elezioni e non è accettabile. E’ buona prassi costituzionale non fare manovre sul personale prima delle elezioni. Il vostro ritardo è veramente inaccettabile”.

Gian Carlo Venturini, segretario di Stato: “Il blocco delle assunzioni ha ormai 15 anni, del fabbisogno se ne parla da tanto. E’ ovvio che bisogna tener conto che i servizi devono svolgere la loro operatività, in modo particolare l’Iss, ed è opportuno che le risposte siano date in tempi celeri. La legge dice come ricoprire un posto vacante, qualora non sia possibile ricorrere al personale. Le amministrazioni che si sono succedute hanno applicato la legge per la copertura dei posti vacanti. La volontà di arrivare ad avere e superare il precariato lo testimonia il titolo 4° dell’Accordo siglato con i sindacati ‘interventi per evitare precariato nella Pa’. Nel 2013 si è imposto il problema di dare attuazione alla riforma della Pa,  ma si è aperto in concomitanza il tema della spending review e con l’Odg approvato dal Consiglio sono state date indicazioni precise al governo, mettendo in discussione alcuni settori nella Pa, mi riferisco agli accorpamenti. Diventava meno semplice parlare del fabbisogno se si andava a modificare la struttura della Pa come allora previsto. La volontà del governo e della segreteria di Stato è quella di attuare il fabbisogno. Abbiamo presentato al sindacato 15 giorni fa un’ulteriore proposta di fabbisogno dell’Iss, mentre quella della Pa allargata è già data tempo prima. La finalità dell’accordo siglato con il sindacato è quella di riaprire concorsi e fermare nuovo precariato. Non è corretto dire che sono 3-4 anni che non c’è volontà di attuare la riforma”.

Grazia Zafferani, Rete: “Questa interpellanza voleva fare una riflessione anche sul clientelismo. Il fabbisogno  da 15 anni è nelle parole della politica, forse ci vorranno 50 anni per la sua definizione”.

Franco Santi, C10: “Siamo tutti consapevoli del percorso normativo fatto in questi anni e della fatica che la politica sta facendo per superare questo scoglio, perché la politica stessa per tantissimo tempo si è servita della Pa come scambio di favori. Ma non avete avuto il coraggio di fare le cose che andavano fatte. Dalla legge del 2011 ci volevano 3 mesi, se c’era volontà, per fare il fabbisogno e oggi non ci saremmo sorbiti l’ennesima stabilizzazione. Il fabbisogno è una delle regole della riforma per superare il precariato e perché sia vincente la meritocrazia”.

Gian Carlo Venturini, segretario di Stato: “Forse non mi spiego bene o il consigliere Santi non riesce a capire. Ho detto prima che con la struttura disegnata della Pa dalla legge 2011, se questa fosse stata  confermata dalla relazione e dagli input della spending review, forse non in tre mesi, ma avremmo già definito il fabbisogno”.

Comma 4. Esame progetto di legge “Norme di adeguamento dell’Ordinamento sammarinese alle disposizioni della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul)

Pasquale Valentini, segretario di Stato per gli Affari esteri: “Questo provvedimento normativo si inserisce nel percorso che è stato fatto per la ratifica di quella che va sotto il nome di convenzione di Instanbul. Per San Marino, con la legge del 20 giugno 2008 n. 97, è già stato avviato questo percorso in modo significativo, con un primo intervento normativo sistemico sul tema della lotta alla violenza sulle donne. La convenzione di Instanbul è stata sottoscritta e ratificata da San Marino recentemente, ma San Marino l’ha firmata il 30 aprile 2014 . C’è voluto circa un anno per predisporre gli interventi necessari perché la ratifica fosse effettiva. Questi interventi inseriti nella normativa hanno notevole importanza perché adeguano il nostro ordinamento ai dettati della Convezione stessa. Aspetto fondamentale è che la violenza alle donne viene portata a livello di violazione dei diritti umani fondamentali, questo è il salto di qualità più significativo. Le norme nel dettaglio vanno ad introdurre le fattispecie che per la Convenzione era opportuno introdurre, estende il concetto alla violenza di genere e introduce la definizione come la riporta la Convenzione stessa. Credo che il nostro Paese possa così andare alla pari degli altri Paesi firmatari nella lotta di questa forma di violenza tra le più aberranti. Mi fermerei qui e devo annunciare che ho depositato a nome del governo tre interventi di emendamento che abbiamo valutato migliorativi del testo stesso, per andare ad attribuire all’Authority la possibilità di intervenire nei casi di vittime in modo celere e immediato con interventi di sostegno perché possa ci possa essere tutta la tutela nei momenti di emergenza che una vicenda del genere può richiedere”.

Grazia Zafferani, Rete: “Ringrazio la segreteria per il capillare lavoro che è stato fatto per l’adeguamento della normativa ma anche per il confronto con Authority e Commissione pari opportunità. Chiedo cosa ne pensano i commissari presenti su una proposta: è possibile raccogliere tutto su un unico progetto di legge? Fare un testo unico dove inserire tutte le leggi affini su questo tema e su questo pdl, la legge del ’98 e decreto del 2012, può far avere un lavoro più completo e semplificare l’accesso alle informazioni. Per il resto ottimo lavoro, svolto benissimo”.

Alessandro Cardelli, Pdcs: “Esprimo soddisfazione per questo testo di legge che si rivolge non solo donne ma a diverse fasce della società. E’ una legge che dà tutela attraverso la creazione di fondo per dare strumenti a chi si trova in difficoltà. Altra novità importante è la tutela dell’anonimato per chi fa denuncia”.

Francesco Morganti, Psd: “A nome del Psd esprimo soddisfazione per l’approdo di questa legge in Commissione 1. Quello affrontato è un tema caro al Psd che ha promosso la legge del 2008. Ringraziamo i funzionari per la stesura della legge e auspichiamo che questo Pdl possa trovare unanimità da parte della Commissione e del Consiglio grande e generale, quale segnale positivo per la cittadinanza. La violenza di genere e contro le donne é una problematica non superata dagli eventi. Il Pdl va a colmare alcune lacune del nostro ordinamento ed introduce alcune fattispecie, modernizzandolo”.

Roger Zavoli, Upr: “Anche io a nome di Upr esprimo soddisfazione per questo progetto di legge”.

Pasquale Valentini, segretario di Stato: Per ringraziare dell’unanime condivisione dell’intervento normativo. Voglio non prendermi tutti i meriti, è sicuramente frutto di una sensibilità che è andata crescendo nel Paese che ha visto la stessa Commissione per le pari opportunità e l’Authority avere un ruolo determinante nel sensibilizzare la popolazione. Ma l’ultimo miglio l’ha fatta la Direzione Affari giuridici del Dipartimento esteri che ha raccolto le osservazioni degli organismi internazionali per arrivare al provvedimento che noi oggi esaminiamo. Volevo sottolineare la sensibilità che emerge dal provvedimento, volta a eliminare ogni forma di reticenza, nell’individuare questa forma subdola di violenza, perché sia denunciato dove si manifesta, ma anche volta a fornire tutti gli strumenti perché la popolazione conosca questa possibilità. In questo caso, piuttosto che con un testo unico, questa semplificazione è aiutata dal fatto che noi creiamo nel territorio dei presidi, punti in cui queste informazioni possono essere diffuse e dove le donne possono ricevere indicazioni precise, luoghi in  cui rivolgersi e trovare azioni di accompagnamento e supporto. E’ un percorso che ha moltissimi aspetti e al suo interno presenta situazioni di sofferenza che hanno bisogno, oltre che di strutture e soldi, di sensibilità. E’ doveroso sottolineare questo aspetto. Ci vorrà un po’ di tempo per implementarlo”.

Dichiarazioni di voto
Mariella Mularoni, Pdcs: “Esprimo la piena soddisfazione per il raggiungimento di questo obiettivo. Oggi si rafforza e conferma la scelta della repubblica di operare per una maggiore tutela dei diritti umani”.
Francesca Michelotti, Sinistra Unita: “Sono certa che in Consiglio si otterrà lo stesso risultato unanime. Siamo costellati da notizie di femminicidi e soprusi. C’è un substrato nascosto dalla paura, dalla vergogna, che dovrebbe emergere. Speriamo che questa legge abbia anche questo compito, per far fare un passo avanti alla coscienza civile. Dobbiamo dare un segnale alle nostre ragazze e bambine, ai nostri ragazzi e bambini, perché la cultura del rispetto dell’altro non è di genere, interessa tutta la società. Mi resta perplessità per l’articolo due. La teoria di genere viene semplificata in maniera troppo radicale. Chiedo, con un appello al Segretario, di riflettere sui contenuti di quella interpretazione e traduzione del gender dall’inglese all’italiano. Servirebbe un’interpretazione più aderente alla percezione all’identità di genere che c’è nella società moderna. Deve tenere conto dell’omosessualità e dei transgender. Molta violenza viene riversata su di loro. Non solo violenza fisica, ma derisione, senso di vergogna. L’abbiamo sentito anche in questo Consiglio quando si parla di omosessualità”.
Roger Zavoli, Upr: “Esprimiamo soddisfazione per l’unanimità”.
Michele Muratori, Psd: “Il Psd non può che votare favorevolmente. Sono soddisfatto dell’unanimità su tutti gli articoli. E’ sintomo di unione su temi così delicati da trattare”.
Pasquale Valentini, Segretario di Stato agli Affari Esteri: “Siamo soddisfatti di avere migliorato il contesto normativo per combattere, e spero prevenire, questi fenomeni. Vale la pena fare uno sforzo per cercare di andare all’origine delle cause di questa violenza. Ci sono forme sempre più gravi, aberranti di violenza. C’è una domanda sulla cultura che occorre diffondere affinché la violenza non sia la modalità con cui le persone si rapportano fra loro. Il dettato legislativo non produce questo effetto senza un’azione più profonda che va all’origine di questi fenomeni. Circa la questione sollevata da Michelotti, c’è un articolo in cui tutti gli aspetti della violenza, compreso l’orientamento sessuale, e anche la religione, vengono toccati”.

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