Grandi Navi, Costa (Autorità Portuale Venezia): Serve canale Petroli e Tresse

Una soluzione che minimizza l'impatto sulla Laguna di Venezia utilizzando al meglio i canali esistenti
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mappa_grandi_naviROMA – Per togliere le grandi navi, i palazzi galleggianti del tutto fuori luogo nel canale della Giudecca che attraversa Venezia, sì all’uso del canale Petroli per raggiungere la Marittima, il terminal passeggeri, deviando attraverso il canale Tresse nuovo. In parte da scavare e adattare ‘tagliando’ un pezzo dell’isolotto delle Tresse, che ora ospita fanghi di risulta, canale che attraverserebbe per una parte l’isolotto e solo per un chilometro fuori. Una soluzione che minimizza l’impatto sulla Laguna di Venezia utilizzando al meglio i canali esistenti. Questa la posizione che presenta Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia, nella sua audizione alla commissione Ambiente del Senato. Un progetto, questo, che nasce dal pubblico, dall’Autorità portuale in ruolo tecnico, del Comune di Venezia in ruolo politico, e dalla Capitaneria di porto per quanto concerne la sicurezza. E l’Autorità portuale ha depositato anche un parere dell’Avvocatura di Stato per la quale il canale Tresse nuovo è compatibile (nulla osta) con la procedura Via attivata per la soluzione canale della Contorta. L’Avvocatura, inoltre, indica di non tenere in conto un progetto privato concorrente, presentato da Duferco e che prevede un nuovo porto con terminal crociere a Bocca di Lido (progetto Venis Cruise 2.0). Però, chiede Costa, se si può fare “il Governo ce lo dica nel più breve tempo possibile, perché sono quattro anni che alle compagnie di navigazione diciamo ‘fra un po’”.

La soluzione prospettata “adopera in larga parte il canale Malamocco Marghera, attualmente utilizzato per servire il porto per le merci e non per i passeggeri- spiega Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia, alla DIRE a margine dell’audizione- lo utilizza in maniera intelligente con un sistema semaforico” che smista tra navi merci e crociera, “in modo che non vi sia sovrapposzione di utilizzo”. Infatti secondo il Codice della navigazione le navi passeggeri non possono andare in convoglio con navi merci, che potrebbero trasportare materiali pericolosi, tutelando così l’incolumità dei passeggeri. Nel canale passano circa 3.900 navi al giorno cui si aggiungerebbero le altre, quindi l’uso del canale sarà “fino al punto in cui non si cominci a interferire con il fatto che lungo il canale ci sono gli insediamenti industriali e produttivi”, precisa il presidente dell’Autorità portuale di Venezia.

Per evitare interferenze merci-passeggeri, prosegue Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia, “si ‘taglia’ un’isola utilizzata finora per contenere i fanghi dei vari escavi della Laguna di Venezia”, l’islotto artificale Tresse, realizzando “un canale interno all’isola, e tutta la melma e i fanghi derivanti vengono mantenuti nella stessa isola, alzandola, in modo tale che non si spsoti niente e non ci sia il problema classico di trovare i conferimenti dei” fanghi. Fatto questo, restano da realizzare “500 metri di laguna da scavare per approfondire un canale- spiega Costa- una laguna inquinata quindi scavando la bonifichiamo, poi entriamo in un canale storico, già esistente, il Vittorio Emanuele, anche questo da approfondire e quindi bonificare”. In questo modo “si arriva alla Marittima- dice il presidente dell’Autorità portuale di Venezia- e si continua a utilizzare questo grande impianto, costruito negli ultimi 7-8 anni e finito da pochissimo, che consente l’attracco di 8 navi e che dà l’efficienza che insieme al nome di Venezia fa sì che questo sia il porto più importante di origine e di partenza delle crociere sul Mediterraneo”. Una soluzione che “minimimizza l’impatto sulla Laguna” e “ha il sostegno politico di maggioranza locale, tecnicamente va benissimo”, dice Costa, quindi “se, come mi auguro, il Governo chiuderà il cerchio della leale collaborazione tra poteri locali e centrali dicendoci sì, la cosa si può fare subito”. Però “è importante che il Governo ce lo dica nel più breve tempo possibile perché sono quattro anni che alle compagnie di navigazione diciamo ‘fra un po’ si deciderà’– conclude- la settimana prossima in Florida c’è la conferenza mondiale delle crociere, e io dovrò dire anche quest’anno che siamo vicini, sperando sia la volta buona”.

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